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La frana, una calamità annunciata

25 marzo 2010

La Filt Cgil annuncia il rilancio della “vertenza infrastrutture”. Episodi del genere si ripetono con sempre maggior frequenza e segnalano un intollerabile ritardo nella infrastrutturazione del territorio

Finalmente qualcuno se n’è accorto che la frana più grande d’Europa che da diversi giorni ormai ha creato un muro invalicabile tra la Puglia e la Campania non è una calamità, ma la conseguenza inevitabile di ritardi macroscopici, di un inquietante pressappochismo nell’affrontare il drammatico problema del dissesto idrogeologico che angustia la Puglia settentrionale e le sue aree interne (a proposito, perché non sollecitare la nomina di un commissario, così com’è stato fatto per la Campania).
Ma la presa di posizione, netta e forte, non giunge dalla politica, così come avevamo sollecitato, e così com’era lecito attendersi. Arriva dal sindacato. E precisamente dalla Filt Cgil (l’organizzazione di categoria della Cgil che mette assieme i lavoratori del settore trasporti).
Partendo da questa ennesima emergenza che si è verificata, la Filt intende rilanciare la “vertenza infrastrutture” che per la verità è da parecchio tempo ferma al palo. Secondo il sindacato, quella venutasi a determinare con l’interruzione dei collegamenti ferroviari e stradali tra le due regioni (la frana interessa sia la ferrovia Foggia-Napoli che la statale 90 delle Puglie) “è una situazione certamente legata ad eventi naturali eccezionali per il nostro territorio, ma è anche vero che il dissesto idrogeologico che caratterizza larga parte del Subappennino Dauno rappresenta la condizione primaria affinché tali eventi manifestino i loro effetti con drammatica violenza e frequenza”. La Filt lo scrive in una nota diffusa alla stampa, in cui si legge, tra l’altro, che “la Capitanata, per quanto attiene le principali infrastrutture viarie e ferroviarie che la tengono “legata” al resto del Paese, sconta un’arretratezza intollerabile per un territorio che aspira a svolgere il ruolo di cerniera tra la Puglia, il Molise e l´asse Tirrenico.”
Questo ruolo di cerniera è pertanto vanificato dall’arretratezza delle infrastrutture. “Anche la strozzatura presente sulla linea ferroviaria Lecce-Bologna con il tratto ancora a binario unico tra Lesina e Termoli – afferma ancora la Filt Cgil – preme in maniera soffocante sul sistema produttivo ed industriale della nostra Provincia e dell’intera Regione. È ancora vivo il ricordo degli allagamenti verificatisi su quel tratto di linea ferroviaria oltre che sulla SS 16 nel tratto San Severo – Chieuti in occasione delle esondazione del torrente Fortore a seguito dello svuotamento della diga di Occhito.  Se i due eventi dovessero verificarsi contemporaneamente (così come effettivamente è già successo, cinque anni fa, per fortuna solo per poche ore, n.d.r.), l’isolamento della nostra Provincia sarebbe totale.”
Ecco perché è necessario rilanciare la “vertenza infrastrutture”. Secondo la Filt-Cgil, “la realizzazione della linea Alta Capacità Bari-Foggia-Napoli ed il completamento del raddoppio Lesina-Termoli rappresentano condizioni non più eludibili per far sì che il tema delle infrastrutture e dei trasporti non siano più soltanto dei nobili argomenti per qualificare convegni e progetti che si realizzano solo sulla carta o su slide in power-point da proiettare su schermo gigante.
I fondi destinati alla realizzazione di queste opere vengono stanziati solo virtualmente o nel migliore dei casi sottratti ai territori del Mezzogiorno ( vedi Fondi FAS ) a favore delle aree del Nord del Paese. In compenso, il Governo tiene in vita il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina mentre, l’Alta Velocità si sviluppa solo lungo la direttrice Tirrenica relegando la dorsale Adriatica in un ruolo residuale del trasporto su ferro. Accanto ad un gap esistente tra Nord e Sud del Paese, se ne vuole aggiungere un altro tra Est ed Ovest.”
La Filt-Cgil di Foggia conclude la nota annunciando che si farà promotrice di iniziative unitarie “su questi temi decisivi per il nostro territorio affinché, finalmente, si passi dalle parole ai fatti, dai progetti ai cantieri.”

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