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Adesso ci tolgono anche l’università

28 marzo 2010

Dopo la chiusura dei corsi decentrati a Manfredonia, Lucera e San Severo, chiude anche un corso del Politecnico. I timori del rettore per la sopravvivenza dell’ateneo. L’authority alimentare: un’altra grande occasione perduta. Le colpe del governo.

Adesso ci tolgono anche l’Università. È stata l’altra grande dimenticata della campagna elettorale, nonostante l’impegno profuso dagli studenti per cercare di capire prima, e di dire la loro poi. Ed è un peccato, perché proprio in dirittura d’arrivo ed alla vigilia delle elezioni si apprende che il sistema universitario foggiano è a rischio, a forte rischio. Tanto che già comincia a perdere pezzi, per effetto dei tagli all’università voluti dal governo.
Dopo la soppressione dei corsi universitari decentrati a Manfredonia, San Severo e Lucera, le conseguenza della scure finanziaria del Governo si abbattono sui corsi di laurea del Politecnico. Foggia ne perderà uno: a decidere quale sarà il consiglio di facoltà.
Il giro di vite riguarda le tre sedi del Politecnico (Bari, Foggia e Taranto) e tutti gli indirizzi e le specializzazioni per le lauree triennali.
Questo è quanto ha deciso il Senato del Politecnico che ha rimandato a ciascuna facoltà la
decisione sulle specializzazioni fa sopprimere. La decisione è consequenziale alla scelta del ministero che aumentava il numero dei docenti per corso. Un corso, in sostanza, può sussistere solo se ci sono 4 docenti. Una situazione che diventa più grave insieme ai tagli apportati da Governo, tagli pari al 4% che nel 2011 raggiungeranno il 15%.
Non è però soltanto il Politecnico a soffrire. I guai più seri potrebbero coinvolgere proprio l’Ateneo foggiano, come ha detto chiaro e tonfo, qualche giorno fa, il rettore Giuliano Volpe, durante un incontro con i candidati governatori, svoltosi all’Assindustria.
Il magnifico è stato molto chiaro sulle prospettive che attendono l’Ateneo foggiano: l’Università potrebbe rischiare addirittura la chiusura a causa dei tagli ai fondi statali. Il problema riguarda in misura maggiori gli attenni più “giovani” che non essendo ancora approdati ad una vera e propria autonomie finanziaria, sono quelli che rischiano di più.
Se i fondi saranno tagliati in misura considerevole – ha precisato Volpe – atenei come quello foggiano, che ha da poco superato i dieci anni di vita, faticheranno a crescere e rischiano di non avere più terreno per poter andare avanti.
Secondo il Rettore, però, la struttura del sistema universitario foggiano è tale che, se opportunamente sostenuta, può farlo diventare un polo universitario di qualità nazionale. Volpe  ha identificato nella salute, nell’alimentazione e nei beni archeologici le eccellenze che possono fare di Foggia e della sua Università un punto di riferimento per il Mezzogiorno ed il Paese. È inutile dire che i tagli decisi dal governo ai fondi per la scuola e per l’ìUniversità penalizzano in misura maggiore il Mezzogiorno, il cui sistema scolastico ed universitario non dispone di risorse aggiuntive e private, come invece succede per il settentrione.
C’è da aggiungere che l’ateneo potrebbe ricavare nuova linfa anche dall’avvio dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, destinata a Foggia dal precedente Parlamento. Ma dell’authority alimentare ormai non si parla più. Ed anzi il governo (che non ha ottemperato ad un ordine del giorno della Camera con cui veniva invitato ad attivare subito la struttura) ha fatto intendere a più riprese di essere intenzionato a trasferire al Nord l’agenzia.
L’Università di Foggia svolse un ruolo molto importante nella mobilitazione del territorio per ottenere l’allocazione a Foggia dell’authority, mettendo a disposizione dell’agenzia i locali necessari perché essa potesse espletare la sua attività, nel palazzo di via Gramsci.
Ma poi non se n’è fatto più nulla, e quella dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare rischia di restare un’altra grande opportunità perduta per l’ateneo foggiano che ha comunque mostrato una buona capacità di “mettersi sul mercato”.
I timori esternati dal rettore in occasione del meeting che si è svolto all’Assindustria sono stati bilanciati da una notizia,quanto mai positiva: la firma del primo contratto di trasferimento tecnologico di un brevetto dell’Università degli Studi di Foggia ad un’impresa di Lucera. Si tratta di una sperimentazione che finirà direttamente sulle tavole degli italiani e che ha rappresentato la novità, il prodotto di punta di Euro&Med Food 2010. Una salsiccia a ridotto contenuto di grassi con un brevetto ceduto per 16mila 500 euro, che la dice lunga sulle nuove e importanti prospettive che potrebbe schiudersi per il sistema universitario foggiano, che si riuscisse a stabilire un rapporto più profondo con il mondo dell’impresa. Ma questo è un altro discorso.

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