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Lo “tsunami” Vendola: da solo vale più di un partito

31 marzo 2010

Nichi Vendola si è dunque confermato governatore regionale pugliese. Il presidente è parso veramente il più forte di tutti: di quanti – D’Alema in testa –  non ne volevano la riconferma (e che erano già stati sonoramente sconfitti alle primarie). Più forte dell’ennesima bufera giudiziaria che si era abbattuta su via Capruzzi, con l’arresto di Frisullo, l’ex vicepresidente del prima giunta regionale guidata da Vendola e che negli ultimi giorni della campagna elettorale non ha fatto dormire sonni tranquilli al Partito Democratico pugliese.
Il successo del presidente è confermato dai numeri. Vendola (48,7%) ha distanziato di oltre 6 punti punti lo sfidante di centrodestra, Rocco Palese, che è rimasto al 42,5%, la Poli Bortone non è andata oltre l’8,3 per cento.
Un successo personale quello conseguito da Nichi Vendola, reso possibile, però, anche dalla scelta dell’Udc, che dopo il naufragio delle trattative per una intesa tra centrosinistra e centro, ha scelto di appoggiare la lista “terzaforzista” guidata dall’ex sindaca di Lecce, Adriana Poli Bortone, non cedendo alle lusinghe di Berlusconi e del centrodestra.
Se vi fosse stata una convergenza tra il centro ed il centrodestra – insomma se si fosse votato con gli stessi schieramenti di cinque anni fa, che videro Casini alleato di Fitto), per Vendola sarebbe stata una vittoria più difficile, ma forse non impossibile.
L’impressione di un successo personale di Nichi Vendola è confermata dal raffronto tra i consensi attribuiti ai singoli candidati e quelli che invece sono stati attribuiti alle rispettive coalizioni. Vendola ha raccolta circa tre punti in più rispetto alla sua coalizione, Palese e Poli Bortone, rispettivamente, due punti ed un punto in meno.
Il differenziale è stato determinato dal meccanismo del voto disgiunto, che pare essere stato largamente praticato dagli elettori pugliesi. Tale meccanismo,  che prevede la possibilità di votare per un candidato presidente, ma di attribuire il voto di lista e il voto di preferenza ad un altro candidato, ha premiato insomma Nichi Vendola. Nel calcolo del “valore aggiunto portato da Vendola alla coalizione, vanno messi anche il successo della lista di Sinistra Ecologia e Libertà, che in Puglia ha ottenuto circa il 6 per cento in più di quanto non sia accaduto nel resto d’Italia e l’ottima performance della lista Puglia per Vendola, che ha totalizzato il 5,5. Sommando questi voti si ottiene qualcosa come circa 13 punti di valore aggiunto. Vendola, da solo, vale più di un partito.

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2 commenti leave one →
  1. 31 marzo 2010 16:41

    Vendola deve ringraziare il suo più grande alleato, colui il quale ha perso l’occasione di candidare la sicuramente vincente Poli Bortone cercando pervicacemente una sonora sconfitta con l’inutile Palese:
    Raffaele Fitto

  2. 1 aprile 2010 14:20

    Che ridere ragazzi, questa vicenda è tutta da ridere!
    Che ridicolo, che situazione ridicola:
    non ne fa una buona ma viene perdonato dal padre padrone che gli respinge le dimissioni e dal quale pretende gli si riconosca la “considerazione che ha manifestato per il mio operato nel governo”.
    Che ridere, che ridere:
    ma se si sente ben considerato per il suo operato, perchè si è dimesso, signor Fitto?

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