Skip to content

Perché Vendola avrebbe vinto comunque

2 aprile 2010

L’analisi elettorale del Quotidiano, il dibattito tra la redazione e i lettori. Il paradosso: la sola possibilità di vittoria per Palese, se il centrosinistra avesse fatto come volevano D’Alema e Casini

Ma insomma, queste elezioni le ha vinte Nichi Vendola, oppure le hanno perdute Raffaele Fitto e Rocco Palese? Ha fatto parecchio discutere i nostri lettori il post che abbiamo pubblicato sul nostro blog intitolato “Lo “tsunami” Vendola: da solo vale più di un partito.”
Facendo un po’ di conti quotavamo attorno al 13 per cento il valore aggiunto prodotto dal governatore a vantaggio della sua coalizione.
Gustavo però non ha dubbi: il merito della vittoria va addebitato più che a Vendola agli errori del centrodestra. “Vendola – scrive Gustavo in un commento – deve ringraziare il suo più grande alleato, colui il quale ha perso l’occasione di candidare la sicuramente vincente Poli Bortone cercando pervicacemente una sonora sconfitta con l’inutile Palese: Raffaele Fitto”
Sullo stesso argomento si scambiano opinioni Paola Lucino e Salvatore Valerio. Nella nostra nota, ipotizzavamo che, a conti fatti, Vendola avrebbe potuto farcela anche qualora, come successe cinque anni fa, l’Udc si fosse presentata assieme al Pdl. “Ci pensi: – scrive Paola Lucino – l’Udc alleata con il centrodestra e Vendola che vince comunque! Scenario possibile ma che non va giù né al Pd né al Pdl. Coi numeri, però, non si scherza!”
Salvatore Valerio, lettore sempre attento, ribatte: “Non esageriamo. Purtroppo non abbiamo la controprova. Molti hanno dimenticato che cinque anni fa il Nichita vinse con una decina di migliaia di voti in più.

“NICHITA” VINCE PERCHÉ GLI ALTRI SONO DIVISI
C’erano altre due liste potenzialmente non dell’area di Vendola che erano Alternativa Sociale di A.Mussolini 10.973 voti. La Democrazia Cristiana 10.477 voti.
Basta sommare questi voti alla lista dell’allora candidato Fitto ed il gioco era fatto.”
Paola prende invece in esame i dati di questa tornata elettorale. “In 5 anni – scrive – lo scenario è cambiato, allora Vendola vinse sul filo e per quei voti che hai ricordato. Nel 2005 il centrodestra perse con l’Udc alleata che ottenne l’8,4%. Oggi i centristi in Puglia non superano il 6%, la Poli nemmeno è arrivata al 3%. Invece se guardi l’effetto traino di Sel e della lista Vendola comune per comune come abbiamo fatto noi del Quotidiano di Foggia, ti rendi conto che in alcuni paesi è dirompente. Diventa una terza forza che sfiora e a volte supera l’Udc e persino Di Pietro. per questo, anche se tu dici che non c’è la controprova, pensare ad una sconfitta del centrodestra anche in caso di alleanza con l’Udc non è cosa fantastica, anzi. In questo scenario il piagnisteo della mancata alleanza coi centristi mi sembra, sinceramente, fuori luogo, sia da parte del Pd che del Pdl. Le cose in politica cambiano, bisogna saper leggere i tempi e attrezzarsi senza preconcetti.”
Bello questo confronto tra opinioni diverse. Da parte nostra voglia però citare i dati di un sondaggio che ci sembrano in merito assai significativi.
Si tratta del sondaggio, realizzato da Lorien Consulting srl per conto de Il Fatto quotidiano, in tempi non sospetti, ai primi di gennaio, quando cioè non erano ancora noti né i candidati governatori, e neanche gli schieramenti che si sarebbero contesi la presidenza della giunta regionale. L’istituto di ricerca sottoponeva agli intervistati diverse possibili prospettive. Rileggere oggi quelle risposte è particolarmente istruttivo.

MA QUEL SONDAGGIO DICEVA INEQUIVOCABILMENTE CHE…
La prima ipotesi chiedeva di esprimere una scelta tra quattro, possibili raggruppamenti di liste: centrodestra, centrosinistra, centro ed altri. È dunque la risposta maggiormente rappresentativa degli orientamenti politici dei diversi candidati. Il 35% degli intervistati ha risposto che voterebbe per il centrodestra, il 33% per il centrosinistra,  l’11% per il centro e il 9% per altri candidati, non meglio specificati. Gli indecisi si attestavano al 12%. Il centrosinistra partiva insomma da un magrissimo 33%  che corrisponde, guarda caso, più o meno a quanto la coalizione ha ottenuto alle elezioni di domenica e lunedì scorsi al netto di quello che abbiamo stimato come “valore aggiunto” prodotto da Vendola: la coalizione ha ottenuto il 46%: sottraendo a questa cifra il 13% che abbiamo attribuito allo “tsunami” Vendola otteniamo proprio 33%. Ma non è tutto.
Il sondaggio prevedeva anche la possibilità che l’Udc non corresse da sola, ma che si schierasse per l’una o per l’altra coalizione. Partendo dall’assunto  che non è matematico che un partito riesca a trasferire tutto il proprio elettorato nel caso in cui scelga di allearsi, e che c’è anzi sempre una certa dispersione, vediamo cosa veniva fuori dall’analisi di Lorien Consulting srl.
Il secondo quesito prevedeva il caso di alleanza tra il centrodestra e i centristi dell’Udc. Le risposte vedevano la possibile coalizione centrodestra-Udc in largo vantaggio, con il 41%, sul centrosinistra che restava nettamente distaccato con il 35%, ma aumentava di due punti il proprio peso. Questo differenziale è dato dagli elettori centristi che non avrebbero seguito l’Udc in un’alleanza con il centrodestra. Il partito di Casini avrebbe insomma porteato la maggior parte del proprio corpo elettorale (ma non tutto: più o meno il 6%) in seno al centrodestra, cedendo qualcosa (2%) al centrosinistra ed il resto agli indecisi.
Nichi Vendola ha ottenuto il 48,7%: quel due per cento sarebbe bastato ad assicurargli la vittoria comunque.
Paradossalmente, ma non troppo, per il centrodestra la sola possibilità di vincere la elezioni si sarebbe aperta se le cose fossero andate così come desideravano D’Alema e Casini: ovvero in una competizione elettorale che non vedesse la candidatura bis che Nichi Vendola si è conquistata a suon di voti alle primarie. Ed era questa la terza ipotesi prospettata da Lorien Consulting: la possibilità, che al momento in cui il sondaggio venne svolto sembrava, tra l’altro, la più accreditata, di un’intesa tra il centrosinistra e l’Udc. La coalizione centrosinistra più Udc si collocava al 39%, il centrodestra al 37%, gli “altri” all’8 per cento, gli indecisi al 16 % cento. Anche in questo caso, l’Udc avrebbe portato in dote alla alleanza la maggior parte del suo elettorato, il 6%, mentre solo il 2% sarebbe andato comunque con il centrodestra. Ma senza Vendola quei due punti di scarto avrebbero forse potuto essere facilmente recuperati.

Annunci
3 commenti leave one →
  1. 3 aprile 2010 08:04

    L’ago della bilancia non è l’UDC, ma la Poli Bortone.
    la gente si fida sempre più delle persone e sempre meno dei partiti.
    Le sfide politiche ed elettorali sono sempre più delle sfide fra persone e non solamente fra partiti.
    Veri e propri duelli.
    Nella scelta del candidato, vi è contenuta almeno una buona metà delle cause del successo come dell’insuccesso.
    Ne sanno qualcosa Boccia e Palese.
    Berlusconi aveva ragione:
    andava canditata la Poli Bortone, l’unico candidato in grado di sfidare Vendola, l’unico candidato ad avere qualche possibilità di vittoria.
    E’ questa una storia molto simile a quella che condusse alla scelta del candidato sindaco al comune di Foggia.
    Il PDL presentò Enrico Santaniello invece della Lambresa, e la PDL ha pagato un presso molto alto, allorquando si continuava a dire che, dopo il disastro-Ciliberti, qualunque candidato del cdx avrebbe vinto.
    Non era vero, ed io lo anticipai anni prima, nella sfida elettorale per il comune di Lucera.
    La chiamai la Sindroma di Lucera.
    Nessuno comprese nel cdx.
    Il cdx ha perso da allora ognis fida elettorale in terra di Puglia.
    Nessuno ha voluto comprendere Lambresa e Poli Bortone, e Lucia ed Adriana, hanno vinto la sfida elettorale.
    Ed ancora certa ottusa ostinazione del cdx pugliese non vuol prendere atto del fallimento.
    Se non avverrà questo regolamento di conti, il cdx in Puglia rischia di perdere tutte le prossime competiziooni elettorali, favorendo la crescita di UDC e sinistre.
    Contenti loro ….
    http://xcitizen.blog.kataweb.it/il_cittadino_x/2008/02/22/la-sindrome-di-lucera-che-cosa-e/

  2. vincenzo permalink
    3 aprile 2010 12:28

    penso di non aver mai letto che Fitto abbia perso le elezioni optando per Palese e non per la Polibortone?

  3. 3 aprile 2010 16:18

    E’ su tutti i giornali.
    Berlusconi voleva optare per il sostegno della candidatura della Poli Bortone, mentre Fitto, minacciando le proprie dimissioni ha imposto la candidatura Palese.
    Palese ha perso, come era prevedibile, e Fitto si è dimesso.
    Berlusconi ha respinto le dimissioni di Fitto perchè non vuole problemi nel governo al momento del varo delle riforme.
    Questo fatto ha salvato Fitto & co.
    Ma ha penalizzato grandemente i pugliesi che dovranno subire l’onta di un decennio comunista alla guida della regione nel momento in cui il comunismo è scomparso dall’Italia, dall’Europa e nel mondo intero.
    et voila

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: