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Il successo di Giandiego Gatta: “Voluto dalla gente, perché tra la gente”

3 aprile 2010

Stratega della sua campagna elettorale è stato Salvatore Tatarella, operatore nei comitati Roberto Iuliani, lo psicologo con una lunga storia politica alle spalle che conosce Giandiego Gatta da quando era segretario provinciale del Msi. Il neoeletto consigliere regionale fa politica nel partito da bambino, suo padre, Renzo, è “un famoso missino di Manfredonia”, racconta Iuliani. Si sono ritrovati per questa campagna elettorale giocata sui comizi, nelle piazze e “nel rapporto con la gente”. Il Quotidiano di Foggia  lo ha intervistato.
Come ci si sente da secondo più votato in Regione?
Lusingato ed emozionato, con il peso di una grande responsabilità sulle spalle perché si tratta di 14mila elettori.
La chiave del suo successo?
Ho incarnato il politico vicino alle gente, rispettoso e riverente degli elettori.
Quali richieste le sono arrivate soprattutto dalla gente?
Il problema occupazionale è senz’altro il primo che è emerso, lo sviluppo, il benessere, ma anche l’ambiente, l’agricoltura, il turismo. Inoltre abbiamo parlato anche di cultura, ci sono venuti a trovare Marcello Veneziani e Fabrizio Gatta, il sud è stato l’argomento principe. Abbiamo parlato di Gargano e di ambiente con il giornalista di Serracapriola.
Essere presidente del Parco le ha dato visibilità?
Certo, ma ho accumulato tanta esperienza in questi anni. Nel 2000 sono stato prima eletto con 9mila voti, c’erano già i titoli sui giornali, e poi mi è stato scippato tutto per un’altra provincia. Il colpo fu durissimo ma serve anche questo.
Per lei in campagna elettorale si sono mossi i ministri. Crede sia stato un bene?
Sicuramente hanno contribuito a darmi prestigio, essere vicini agli ambienti ministeriali è sempre importante. Però si tratta di un risultato conseguito negli anni. Con Fini i rapporti non si sono mai interrotti, e nemmeno con tutti gli altri.
Si iscriverà a Generazione Italia?
Non si tratta di uno strappo, come hanno detto in molti, però valuterò a suo tempo la cosa.
La sua elezione e quella di Leo Di Gioia cambiano gli equilibri pidiellini in Capitanata. Cosa succederà?
Rifletteremo sui momenti di debolezza, ci saranno i congressi e delle sostituzioni.
E’ sicuro che si terranno i congressi?
Ne ha parlato il coordinatore provinciale Gabriele Mazzone, io sono favorevole perché non si possono fare delle politiche solo a favore di qualcuno.
Presenterete un vostro candidato?
Ne discuteremo con Salvatore Tatarella, Mimmo Farina ed Emilio Gaeta.
Qual è stato il rapporto con il presidente Pepe in questa campagna elettorale, crede che il suo apporto le sia stato utile?
Non credo affatto che lo sia stato in termini di voti però so che da buon presidente saprà essere vicino a tutti.
Cioè ha appoggiato Leo Di Gioia?
Sono testimone di nozze di Leo e gli sono legato da sincero affetto.
A leggere i dati delle regionali sembrava che potesse andare diversamente per le comunali a Manfredonia. Rosario Cusmai e Stefano Pecorella per esempio, ci credevano. Qualcuno aveva prospettato un risultato diverso...
Avranno avuto dei pessimi consiglieri. Mi dispiace veramente per la mancata elezione di Cusmai ma in politica si prendono certe batoste. Nel ’94 mancai l’elezione in Provincia per 14 voti.
Esiste un antagonismo fra il gruppo di Antonio Leone, vicepresidente della Camera e il suo?
No, ognuno gioca la propria partita.
Avrà comunque una sua chiave di lettura per la sconfitta al Comune, così diversa dal suo risultato a Manfredonia..
Angelo Riccardi ha detto che la popolarità e l’affetto non hanno colore, io rispondo parafrasando lui. E’ innegabile che mi abbia votato anche gente di sinistra, al Comune non si è riusciti ad intercettare il voto degli indecisi…
Con questa forbice le sembra una spiegazione plausibile?
Se ne dovrà parlare nel coordinamento cittadino.
Esiste un asse fra lei e Riccardi?
Questo è l’alibi che qualche meschino inventa, una favola, anni fa dicevano che ero in asse con Ognissanti. La verità è che a Manfredonia sono amatissimo e quindi qualcuno si sente ferito. Ma se ne deve fare una ragione. Si faccia un’attenta disamina del voto in sede cittadina, le incomprensioni e gli asti personali devono essere messi da parte per volare alto.
Che genere di opposizione farete in Regione?
Decisa e responsabile, collaborando o meno in base a quello che si fa per la Capitanata. Siete consapevoli della forza di Nichi Vendola? Lo sono, credo che nel 2005 sia stato sottovalutato, un errore gravissimo quello di non capire l’avversario.
Paola Lucino
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