Skip to content

Prosegue la discontinuità politica ed amministrativa di Gianni Mongelli / Tagliato il primo ramo secco, chiude Daunia Ambiente

5 aprile 2010

Ma le colpe vanno attribuite più al management di Amica che non a quello dell’azienda partecipata. La storia di una lunga crisi.

Prosegue l’azione di risanamento finanziario delle casse comunali da parte del sindaco Mongelli, e della sua giunta. La terapia d’attacco intrapresa dall’ingegnere che da otto mesi governa il capoluogo dauno passa, anche in questo caso, per le aziende municipalizzate, rette da un paio di mesi da amministratori unici, cui è stata affidata la missione di sistemare i conti delle aziende speciali. (Nella foto, una sequenza della trasmissione che Striscia la notizia dedicò allo scandalo delle isole ecoologiche foggiane,entrate in funzione anni dopo l’inaugurazione)


Passo dopo passo, qualcosa si muove,  se non altro nella prospettiva di ridurre i costi. Cade così il primo ramo secco, quella Daunia Ambiente, “costola” dell’Amica, nata per volere dell’amministrazione di centrodestra guidata da Paolo Agostinacchio con l’obiettivo di specializzarla nella raccolta differenziata dei rifiuti.
La verità è che l’obiettivo di allineare Foggia alle altre città per ciò che riguarda la differenziata è stato raggiunto solo in parte, mentre via via Daunia Ambiente è diventata un autentico carrozzone, sempre più difficile da gestire, anche perché le diverse iniziative preannunciate dall’azienda maggiore per consolidare la differenziata a Foggia sono rimaste sempre nel cassetto, e che ci sono voluti tre anni e due diverse cerimonia inaugurali per mettere in funzione le isole, senza che l’iniziativa fosse sorretta da un’adeguata sensibilizzazione della cittadinanza.
La Daunia Ambiente paga per colpe non sue, per il pressappochismo dei vecchi consigli di amministrazioni dell’Amica, ma paga pesantemente: l’assemblea dei soci ha deliberato di avviare le procedure per la messa in liquidazione della società partecipata di Amica. La decisione è scaturita dall’impossibilità di ripianare le perdite di Daunia Ambiente.
Per la verità, il destino dell’azienda era segnato già da tempo, e precisamente dal 23 dicembre dello scorso anno, quando il consiglio di amministrazione dell’Amica (allora presieduto da Elio Aimola) aveva deciso di non procedere alla ricapitalizzazione dell’azienda partecipata, che era la sola strada possibile per poter pagare la situazione debitoria che si era accumulata. Del resto, sarebbe stato molto improbabile che l’Amica potesse procedere alla ricapitalizzazione di Daunia Ambiente, in quanto l’azienda maggiore chiedeva lo stesso all’amministrazione comunale, ovvero di ricapitalizzare Amica per poter far fronte alla pesantissima situazione debitoria. Su questo versante la strada è ancora aperta, e forse praticabile, visti gli sforzi che l’amministratore unico Michele Di Bari sta conducendo da un lato per migliorare gli standard di qualità del servizio, e dall’altro per dare migliori prospettive finanziarie all’azienda. Ma per Daunia Ambiente, non c’è ormai più nulla da fare.
Va ricordato che era stato lo stesso consiglio di amministrazione dell’azienda a pronunciarsi in questa direzione informando il registro della imprese del verificarsi della causa di scioglimento della Daunia Ambiente: “un atto dovuto da parte degli amministratori – aveva precisato in quella occasione la presidente, Rosa Cicolella -in conseguenza della volontà espressa dal socio di maggioranza Amica S.p.A. di non voler procedere alla ricapitalizzazione.”
Lo scioglimento della società non dovrebbe produrre una riduzione dei livelli occupazionali, in un contesto economico e sociale, quale quello cittadino, duramente provato dalla crisi economica.
Il sindaco Mongelli e l’amministratore unico Di Bari, nel corso di un incontro con le organizzazioni sindacali di Daunia Ambiente, hanno fornito ampie rassicurazioni circa i 104 dipendenti della società, relativamente alla salvaguardia del posto di lavoro e alla tutela della dignità di tutti i lavoratori. In quest’ottica l’amministratore unico ha proposto la rapida istituzione di un tavolo concertativo “in cui – come si legge in un comunicato . la tecnostruttura sottoporrà all’attenzione delle sigle sindacali di Daunia Ambiente una proposta dove, compatibilmente con le esigenze derivanti dalla nuova pianificazione aziendale, si cercherà di prendere in considerazione il valore aggiunto del singolo dipendente.” Cosa sarà mai il “valore aggiunto” di ogni dipendente non è dato saperlo, ma non c’è dubbio che l’orizzonte delle aziende speciali comincia, finalmente, a chiarirsi. Anche se non ancora a rasserenarsi.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: