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Caro Vendola, la geografia pugliese non è un’opinione

11 aprile 2010

Le bizzarre prese di posizione del governatore sul sistema aeroportuale. Il blog dell’aeroporto Lisa ribatte punto per punto alle considerazioni del presidente sulla vocazione dello scalo aeroportuale foggiano.

Il confermato governatore pugliese, Nichi Vendola, ha decisamente idee bizzarre sul sistema pugliese dei trasporti e su quello aereo, in particolare. Abbiamo sottolineato ieri le perplessità destate dalla lettera che la Regione ha inviato al presidente del Consiglio a proposito della frana di Montaguto. Vendola ha sollecitato (cosa buona e giusta) il riconoscimento dello stato di emergenza, ma nello stesso tempo ha sollecitato incentivi straordinari al trasporto aereo, per dare modo ai passeggeri baresi di “bypassare” il collegamento ferroviario, interrotto dalla frana. Nulla di male, ma resta il fatto che nella presa di posizione vendoliana nulla si legge a proposito delle conseguenze sociali ed economiche che si abbatteranno sulla Puglia settentrionale e sulle sue aree interne se il blocco dovesse perdurare ancora per molto tempo. Privilegiando il trasporto aereo, la Puglia settentrionale sarebbe ancora più emarginata ed isolata.
La stessa bizzarria si riscontra nelle opinioni di Vendola a proposito dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia, e del suo ruolo nello scacchiere del sistema aeroportuale regionale. Ricorderete quanto sostenuto in campagna elettorale da Vendola, in occasione di un incontro con i vertici dell’Assindustria dauna.
Sulla questione dell’allungamento della pista dell’aeroporto ‘Gino Lisa’ di Foggia per far atterrare i charter e sul rilancio dello scalo foggiano, – scrisse il nostro giornale all’indomani dell’incontro – il leader della sinistra ha le idee chiare. “È stata alimentata una polemica frutto dell’ignoranza economica – ha commentato Vendola – perché non si possono clonare i voli degli stessi aeroporti pugliesi. Il ‘Gino Lisa’ deve guardare ai Balcani come punto dell’Italia centro-meridionale verso l’Est Europa”.
Una tesi opinabile, data la valenza e la vocazione spiccatamente turistica dell’aeroporto foggiano. Certo, si può guardare ai Balcani, ed anche coltivare una eventuale “specializzazione” dello scalo foggiano nella direttrice orientale, ma una volta che venga assolta la sua funzione primaria.
Sulla dichiarazione di Vendola interviene Mondo Gino Lisa, l’accurato blog sull’aeroporto foggiano (raggiungibile all’indirizzo web http://www.ginolisa.it) che traendo spunto proprio dal nostro articolo, svolge una serie di considerazioni interessanti e condivisibili.
“Partendo dal presupposto – scrive il blog – che il concetto espresso è vero e giusto, ovvero che i tre scali aerei pugliesi debbano fare ’sistema’ e non concorrenza interna tra di loro, così come avviene nel resto dell’Europa (vedi il caso della Spagna), purtroppo ci sono delle incongruenze da sottolineare. Innanzitutto stiamo parlando di un aeroporto che sta cercando di crescere (e dimostrando di farlo). E per questo bisogna dare le opportunità per farlo. I foggiani hanno innanzitutto bisogno di poter raggiungere le proprie “principali” mete nazionali, così come avviene in tutti gli altri scali italiani. Mai su questo sito (né quantomeno sul forum) si è chiesto un collegamento da Foggia verso ogni città italiana. Il motivo è molto semplice: il Gino Lisa deve essere uno scalo adatto all’utenza che rappresenta.”
“Ciò che si chiede – aggiunge il redattore di http://www.ginolisa.it – è quello che emerso dal primo sondaggio sull’aeroporto Gino Lisa di Foggia e soprattutto l’allungamento della pista, necessaria ad uno sviluppo concreto dello scalo. L’aeroporto di Bari deve essere il “fratello maggiore” dove sono presenti i voli più importanti (ovvero internazionali e verso destinazioni europee lontane) in modo da aggregare i flussi di passeggeri, e quelli minori di Foggia e Brindisi devono avere collegamenti nazionali (e qualcuno europeo – Londra, Parigi, Madrid, ecc…) per agevolare l’utenza dell’estremo Nord ed estremo Sud della Puglia (e le aree limitrofe).”
Il blog pone quindi, rivolgendosi direttamente al presidente della giunta regionale, un interrogativo di notevole spessore politico: “perché questo discorso di ’sistema’ e di ‘clonaggio’ dei voli viene fatto solo per Foggia? Diamo uno sguardo (al 25.03.2010) ai voli in partenza dall’aeroporto di Bari e di Brindisi, non crede che ci siano già abbastanza ‘cloni’ tra gli altri due scali pugliesi? …e poi, se bisogna evitare i cloni, come mai si è appositamente acquistato un nuovo elicottero per i collegamenti tra Bari e le Isole Tremiti, se esistono già dall’Aeroporto di Foggia, ovvero dove è giusto che ci siano? Sembra quasi che il discorso valga solo in un senso… Sicuri della Sua buona fede, è preferibile ripensare su questo discorso e dare concretamente allo scalo di Foggia la possibilità di crescita, così come è stato fatto per gli aeroporti di Bari e Brindisi fino ad oggi. Basta con le discriminazioni…”
Non possiamo che essere d’accordo: basta con le discriminazioni, e che venga riconosciuto una volta per tutte il ruolo nevralgico di cerniera che la Capitanata svolge tra il resto della Puglia ed il resto dell’Italia. La geografia, caro governatore, non è un’opinione.
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