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Incredibile a Foggia: per pulire la città, automezzi Amica scortati dalla polizia

11 aprile 2010

Nel capoluogo dauno la tensione sociale sta salendo pericolosamente. La squadra mobile è dovuta intervenire per sgomberare il picchetto che impediva l’uscita dei camion

Un brutto episodio, quello che si è verificato nella tarda mattinata di ieri a Foggia. Un episodio che la dice lunga sulla situazione angosciante di degrado che la città sta vivendo, e sulle pesanti conseguenze di carattere sociale implicate dalla crisi finanziaria che sta dilaniando il Comune di Foggia e le sue aziende partecipate. Per consentire che l’Amica ripulisse la città è stato necessario l’intervento della Polizia, che ha rimosso i blocchi stradali con cui da un paio di giorni i dipendenti della cooperativa Fiore impedivano ai mezzi dell’azienda speciale di uscire dal deposito di corso del Mezzogiorno e di ripulire la città.
Come si sa, i dipendenti della cooperativa sono in agitazione da diverse settimane in quanto l’Amica non ha rinnovato il contratto del servizio di spazzamento, scaduto il 31 gennaio scorso. L’azienda preposta alla pulizia e all’igiene dell’abitato cittadino è, tra le tre ex municipalizzate, quella che versa nella situazione finanziaria più critica.
Le strade della città sono sempre più sporche, e non soltanto per le iniziative di protesta delle maestranze direttamente dipendenti dall’azienda o facenti parte dell’indotto. L’Amica non ha le risorse finanziarie necessarie per far sistemare i camion preposti alla raccolta dei rifiuti, e l’amministratore unico Michele Di Bari è stato costretto addirittura a prendere in prestito mezzi da comuni della provincia per impedire che la città affogasse sotto una montagna di rifiuti.
Per far quadrare i conti, è stata avviata un’azione di risanamento difficile ma indispensabile, per scongiurare il fallimento dell’azienda. È stato tagliato il primo ramo secco, l’azienda satellite che la stessa Amica aveva creato per il servizio di raccolta differenziata, la Daunia Ambiente. È stato bloccato un concorso per l’assunzione di nuovi operatori ecologici che il precedente consiglio di amministrazione aveva incredibilmente indetto, alimentando comprensibili speranze di assunzione nei partecipanti, ma incompatibili con la stato di gravissima crisi finanziaria in cui si dibatte l’azienda. Tra l’altro il concorso era stato indetto senza la necessaria preventiva copertura finanziaria.
L’amministratore unico, che ha ricevuto una pesantissima eredità dal passato, è stato estremamente chiaro. In una tale situazione, è impensabile prorogare o rinnovare i contratti oppure procedere a nuove assunzioni.
L’azienda è intenzionata a rinegoziare i contratti in essere, chiedendo alle cooperative ed alle aziende contraenti una riduzione dei corrispettivi. Alla luce di questa gravissima situazione, lo stesso amministratore unico aveva invitato tutti a soprassedere da azioni di protesta che alimentano la tensione sociale e rendono più problematica la ricerca di possibili soluzioni.
Un invito caduto nel vuoto. Per rimuovere il picchetto è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine, ed è la prima volta che succede. Come se non bastasse, gli agenti (il blitz è stato condotto dal personale della squadra mobile) sono stati costretti a scortare i dieci automezzi che ieri pomeriggio e ieri sera hanno rimosso dall’abitato cittadino i rifiuti che si erano accumulati dentro e fuori i cassonetti.
Una scena drammatica che dà purtroppo l’esatta misura della tensione sociale esplosiva che la città sta vivendo. In una città turbolenta sotto il profilo dell’ordine pubblico com’è il capoluogo dauno, essere costretti ad impiegare la polizia per fare in modo che le strade vengano pulite dai rifiuti, è veramente un lusso che non ci si può concedere.
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