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Il Quotidiano di Foggia si gemella con Montaguto.com / Quando la piccola informazione diventa grande e fa notizia

15 aprile 2010

È stato necessario che la frana di Montaguto bloccasse la ferrovia Foggia-Napoli e che su questa interruzione si concentrassero i riflettori mediatici, perché questa tragedia ecologica e sociale si ponesse all’attenzione della classe politica. Le aree interne dell’Appennino campano e pugliese sono l’osso del Paese: fanno notizia soltanto quando i loro problemi, i loro malesseri, coinvolgono la polpa.
Diciamola tutta, la verità: chi si sarebbe preoccupato di quella enorme valanga di fango e di detriti che minaccia addirittura di deviare il corso del Cervaro, se l’emergenza non avesse interessato i collegamenti ferroviari e stradali?
Mai come in questo caso, però, va sottolineato il ruolo che ha avuto, se non altro nel fare pressing, l’informazione locali anzi, se ci scusate l’azzardato superlativo, l’informazione localissima, quella che si occupa delle cose che accadono all’angolo di casa, e che si limita a raccontare o fatti per quelli che sono, senza badare all’audience.
I nostri riflettori si sono accesi sulla frana assai prima che essa venisse scoperta dai grandi media e, di conseguenza, dalla politica per la quale non contano i fatti come tali, ma quelli che fanno notizia.
E come il Quotidiano hanno fatto altri organi di informazione locale, primo tra tutti il portale Montaguto.com, con la cui redazione siamo pervenuti ad una sorta di gemellaggio sul campo, oppure il provocatorio evento promosso su Facebook da Marianna Onorato – la fondatrice ed animatrice del gruppo che sul sito di social networking si batte per ottenere la messa in sicurezza delle strade provinciali dell’Appennino Dauno – nel tentativo di sensibilizzare su quanto sta accadendo a Montaguto i candidati alle elezioni regionali.
Proprio grazie a Montaguto.com ed al suo direttore, Michele Pilla, ieri abbiamo scoperto che la politica pugliese è stata più solerte di quella campana nel mobilitarsi per chiedere al governo la dichiarazione dello stato di emergenza, necessaria affinché i lavori possano essere cantierizzati nel più breve tempo possibile. Ci piace pensare che dietro questa solerzia ritrovata ci sia anche un po’ del nostro impegno, della nostra tenacia, del coraggio civile di persone come Michele Pilla e Marianna Onorato.
“Se una cosa non si  viene a sapere, mi hanno insegnato i miei primi maestri di giornalismo,  professione che esercito oggi con tutto l’amore possibile verso questo paese,  vuol dire che non è successa. Qui, per cinque anni, non è successo nulla.” Ecco quanto scrive Michele Pilla in una lettera al capo della protezione civile, Bertolaso.
Invece questa frana sta facendo succedere molte cose.
Quando un giornale racconta i fatti che succedono e non solo quelli che fanno notizia o audience, così come si forza di fare il Quotidiano di Foggia, possono anche accadere cose bizzarre, com’è successo nel numero di ieri. Come i nostri lettori sanno benissimo, il Quotidiano di Foggia è particolarmente attento  nel seguire le vicende del cosiddetto progetto Moldaunia inventato dall’ing. Gennaro Amodeo, che sogna l’annessione della Capitanata al Molise, con la serissima motivazione della perequazione territoriale della più piccola regione italiana, che potrebbe non avere i numeri per sopravvivere, soprattutto alla vigilia dell’avvento del federalismo.
Proprio ieri, abbiamo ripreso i commenti lasciati da alcuni nostri lettori a sostegno dell’idea di Amodeo. Ma nello stesso numero, abbiamo dato atto che dalle parti dell’Irpinia covano un’idea assai diversa: se la Capitanata vuole andarsene con il Molise, aumentano quanti dalla Campania e dall’Irpinia vorrebbero venirsene in Puglia.
A ben vedere, la bizzarria, la contraddizione tra questi stati d’animo o modi di sentire sono soltanto apparenti. Le due notizie sono forse due facce della medesima medaglia: la necessità di una più forte identità geografica, culturale, sociale ed economica delle aree interne dell’Appennino dauno, irpino, e molisano. La perequazione territoriale invocata da Gennaro Amodeo è una necessità concreta: potrà prendere o meno le forme di una nuova Regione oppure inverarsi in altre forme amministrative (come il patto interistituzionale tra le quattro province di Foggia, Benevento, Avellino e Campobasso promosso qualche anno fa dalla Provincia di Foggia e troppo presto accantonato), ma è una necessità che non può essere elusa.
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2 commenti leave one →
  1. Marianna Onorato permalink
    16 aprile 2010 18:03

    Penso che prima di fare grandi passi che rischiano di creare nuovi scalini burocratici e nuovi sperperi amministrativi (diciamocelo, sarebbe strano il contrario!) bisogna fare piccoli passetti. I cambiamenti iniziano dal “basso”, da noi cittadini, non dalle Istituzioni: noi per primi dobbiamo cambiare e diventare parte attiva della vita politica, affinchè vengano rispettati i nostri diritti, come quello alle infrastrutture. E più di tutti noi cittadini di “serie B” perchè di periferia e abitanti di piccoli Comuni, unendoci e parlando con una sola grande voce, dobbiamo chiedere gli interventi ormai inderogabili per la sopravvivenza dei nostri Centri.
    Per questo mi piace molto questo vostro gemellaggio che va ad unirsi a quello tra il mio gruppo “Protesta contro le condizioni delle strade della provincia di Foggia” su Facebook e il sito http://www.irpino.it.:
    semi positivi nell’ottica della giusta affermazione del dott. Pilla: se una cosa non si viene a sapere è come se non fosse successa. Siamo stati troppo in silenzio e i risultati si vedono spaventosamente. Ora parliamone insieme e senza confini: qualcosa di buono ne verrà.

  2. 22 aprile 2010 10:38

    Pienamente d’accordo con entrambi. Proprio oggi pubblicherò sul sito un pezzo riguardante i mezzi di informazione. Chi, come me, ha studiato comunicazione, ha imparato che spesso i sassolini diventano valanghe e, in qualche caso, frane ingovernabili. Da quattro anni e mezzo lanciamo l’allarme e adesso, per magia, si sono accesi i riflettori mediatici. Sono polemico verso i grandi media, quelli che cercano la notizia sensazionalistica. Però questa situazione mi ha insegnato molto e mi ha dato la possibilità di conoscere e mettermi in contatto con realtà quale questa, che non solo rispetta il lavoro altrui, ma con cui si instaura una piacevole collaborazione. Adesso Montaguto è LA NOTIZIA, ma tra non molto i fari saranno spenti e noi continueremo a parlare del nostro territorio. La cosa che mi fa ben sperare è che continueremo ad avere al fianco persone come voi.
    Allora, forse, questa frana non è venuta soltanto per nuocere.

    Salutissimi, Michele

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