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Nasce il comitato di quartiere del comparto Biccari-167 / L’impegno civico tra facebook e la partecipazione

18 aprile 2010

Strade dissestate, pochi parcheggi e cassonetti, cittadini che si autotassano per ripulire il rione. E si battono per migliorarlo

A parlare di comitato di quartiere, la memoria va subito agli anni Settanta, quando Foggia era tra le città più avanzate in materia di decentramento amministrativo, e di partecipazione democratica dei cittadini. Non erano ancora nate le circoscrizioni, che nel capoluogo dauno di sperimentavano già i consigli di quartiere. Che avevano voce in capitolo, eccome, nelle scelte della città.
Tanto per dirne una, la complessa vicenda del risanamento di Borgo Croci (c’era da abbattere i vecchi caseggiati, da trasferire provvisoriamente altrove le famiglie che vi abitavano, e ragionare dei progetti, perché fossero a misura d’uomo), venne governata dal consiglio di quartiere del borgo, attraverso una serie di affollatissime assemblee popolari. La tensione sociale era acuta: ma si affrontava (e si stemperava) attraverso gli strumenti della democrazia: il dibattito, il confronto, il ragionamento.
Trenta e più anni dopo, ecco che nasce alla periferia della città un nuovo comitato di quartiere, e per una sorta di contrappasso a due passi dal teatro dell’epica vicenda che abbiamo ricordato. In linea d’aria, il comparto Biccari della zona 167 sorge a poche centinaia di metri da Borgo Croci, e se sorge proprio là, anche perché, una 167 dopo l’altra, l’abitato cittadino ha seguito un percorso logico di espansione.
E in fondo, dietro a queste due storie di partecipazione e di impegno civile c’è un denominatore comune: la scelta di partecipare, di migliorare il posto in cui si abita, di risolverne i problemi.
Solo che al posto delle affollate assemblee popolari di una volta, oggi sono gli strumenti della rete, e prima di tutto facebook, ad offrire il luogo del confronto e della discussione.  Ciò che caratterizza il gruppo fondato da Antonello Abbattista ed amministrato da Gianni Russo, Donato Graziano Ruscito e Vittoria Bellezza (per le adesioni il collegamento web è http://www.facebook.com/group.php?gid=108358712521290) è l’estrema ricchezza delle proposte e dei contenuti, e la sua dimensione non esclusivamente virtuale. Insomma la rete serve come luogo di divulgazione dei problemi e di discussione, ma la mobilitazione e il coinvolgimento prevede anche mezzi più tradizionali, come la petizione.
Tanto per citare un esempio, proprio questa mattina, a partire dalle 10 il comitato si è dato appuntamento davanti alla Parrocchia di San Filippo Neri, in via Spera per avviare una raccolta di firme da inviare agli organi competenti per chiedere la creazione di un’area di parcheggio pubblico tra i civici 108 e 114 di via Spera. La strada è infatti molto stretta, pur essendo divisa in due carreggiate, e si teme che una volta che verranno completati i lavori di costruzione della nuova chiesa si verifichino fenomeni di sosta selvaggia. È un timore tutt’altro che infondato, visto che la parrocchia, guidata da don Tonino Intiso, è particolarmente popolosa, e che una volta che la nuova chiesa entrerà in funzione sarà un importante centro di aggregazione ecclesiale e culturale per tutto il quartiere.
È uno dei tanti problemi di un quartiere che, come scrive Antonello Abbattista nella presentazione del gruppo, “a dieci anni dalla sua “nascita” vive, purtroppo, tutte quelle problematiche tipiche delle periferie: dalla mancanza di spazi e luoghi di aggregazione alle urbanizzazioni incomplete; dalla scarsa igiene alla non eccellente qualità di servizi. Un quartiere “dormitorio” dove la comunità stessa che la abita è “dormiente”. Il Comitato di quartiere – spontaneo – “Comparto Biccari” vuole, quindi, essere il motore propulsivo di una Comunità di cittadini che vogliono migliorare la qualità della vita di qualcosa che vada oltre l’uscio della propria abitazione: il loro quartiere.”
Nelle foto che illustrano questa pagina alcuni dei problemi affrontati dal comitato in queste sue prime settimane di vita: dallo stato di dissesto in cui versano le strade (alcune delle quali neanche asfaltate), al mistero dell’ampio spiazzo tra via Lagonigro, via Spera e via La Torre, pulito a cura e spese dei residenti, ma abbandonato a se stesso dall’amministrazione comunale. C’è chi paventa un cambio nella destinazione d’uso del suolo, che dovrebbe ospitare servizi pubblici (in passato si è parlato di impianti sportivi o verde attrezzato o una scuola): la speranza è che non venga distolto dal suo uso pubblico, e che venga invece utilizzato per dare al quartiere i servizi di cui ha bisogno. E poi, ancora, sulla bacheca del gruppo si segnalano i problemi derivanti dalla penuria di cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e per la differenziata; la mancanza di segnaletica stradale per scoraggiare il fenomeno delle auto in divieto di sosta. Problemi comuni a buona parte della periferia cittadina, ma è decisamente originale il modo per affrontarli: un comitato di quartiere che diventa comunità virtuale.
Non è poco, per una città, che trova nelle sue periferie uno dei dei maggiori “detrattori” di qualità della vita.
Geppe Inserra

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