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Petrolio nel Gargano si moltiplicano i no

20 aprile 2010

L’assessore regionale Losappio invita la Provincia a mobilitarsi. Anche dal centrodestra no alle trivellazioni alle Tremiti: Marinacci (Udeur): la Provincia dica no. Appello al Ministro dal Comitato per la tutela del mare.

Un’altra grana all’orizzonte del Gargano. E che grana. L’autorizzazione rilasciata dal Ministero dell’Ambiente per la ricerca di idrocarburi nelle acque delle Isole Tremiti sta suscitando un vespaio di polemiche. A forti tinte politiche.
Tra le prime organizzazioni a scendere in campo, Legambiente pugliese, che in una dichiarazione del presidente regionale Francesco Tarantini, blocca il parere favorevole dell’ufficio per la valutazione di impatto ambientale come una “vergogna”.
A seguito della valutazione ministeriale positiva, la società petrolifera Petroceltic Elsa irlandese potrà sondare il mare tra il Gargano e le Isole Tremiti, a 12 chilometri dall’arcipelago e a 11 dalla costa, alla ricerca del petrolio. Tarantini però non ha dubbi: si tratta di una scelta sbagliata.
“È una vergogna pensare ancora a deturpare le bellezze della nostra Regione: le Isole Tremiti rappresentano una vera ricchezza per l’Italia dal momento che lì sorge una delle tre aree marine protette pugliesi”, afferma Tarantini, che incalza: “L’unica parvenza di buon senso che il ministero ha manifestato è relativa all’obbligo per la società di dotare le navi di ricognizione di un sistema di avvistamento dei cetacei. L’area prescelta, infatti, è antistante al tratto di costa in cui nello scorso dicembre si spiaggiarono nove capodogli. Intanto tra nucleare e petrolio, si continua a pensare soluzioni inefficaci per la lotta ai cambiamenti climatici e per la sicurezza energetica del nostro Paese’.”
Tarantini è preoccupato non soltanto dalle ricerche come tali, ma dalle prospettive ambientali che potrebbero aprirsi qualora l’agognato petrolio venga effettivamente trovato: “sembra – conclude il presidente di Legambiente Puglia – che a nessuno interessi l’impatto ambientale che queste operazioni comporterebbero, oltre che nella prima fase di ricerca di idrocarburi, soprattutto in quella della costruzione di piattaforme petrolifere che trasformerebbero il territorio in un distretto petrolifero, danneggiando il turismo, la salute dei cittadini e la pesca.”
Promette battaglia anche la Regione Puglia, che annuncia che concessioni analoghe potrebbero essere rilasciate da un giorno all’altro anche per ricerche petrolifere che sarebbero condotte alla foce del Fortore. Secondo l’assessore regionale al lavoro, Michele Losappio “il Governo Nazionale intende esprimersi esattamente in direzione opposta rispetto alla Giunta Regionale ed al suo organo tecnico (Via Puglia).”
“Non è del resto una novità. – aggiunge Losappio – Anche per la nuova centrale AGIP di Taranto, per quella di Edipower a Brindisi, per le normative sulle energie rinnovabili, sulle aree protette e sulle industrie a rischio di incidenti rilevanti, sul rigassificatore di brindisi il Governo con i suoi vari esponenti capeggiati dal Ministro pugliese ha avviato in questi due anni un sistematico “pressing” contro le scelte della Puglia in varie materie e settori nel tentativo di frenarne l’attività.”
“Dopo il risultato elettorale – conclude l’assessore – c’è da augurarsi un qualche cambiamento e anche una maggiore determinazione degli esponenti del Pdl a difendere la propria terra da decisioni governative così dannose. Cosa farà l’Amministrazione Provinciale di Foggia per difendere la riserva marina e il rapporto turismo-beni naturali che fa delle Tremiti un punto di riferimento mondiale? Come reagiranno i parlamentari europei del Pdl che si sono rivolti alla Commissione Europea? E qualcuno dei tanti onorevoli e senatori pugliesi vorrà chiedere conto ai Ministri ed al Presidente del Consiglio italiano?”
Per la verità, un appello alla  mobilitazione giunge al presidente della provincia, Antonio Pepe (Pdl), non soltanto da ambienti del centrosinistra, come sono quelli regionali, ma anche da esponenti di centrodestra, che fanno parte della sua stessa maggioranza.
È il caso del segretario regionale dell’Udeur, Nicandro Marinacci, consigliere provinciale di maggioranza: secondo Marinacci, “l’eventuale campagna esplorativa, eseguita a mezzo di generazione di onde sonore ‘Air Gun’, potrebbe arrecare un grave danno alla fauna marina. Basti considerare quanto accaduto con lo spiaggiamento dello scorso 10 dicembre 2009 di sette cetacei in quelle zone, dovuto quasi certamente a sonar o terremoti subacquei ai quali si ricorre per lo studio delle ‘linee sismiche’ dei terreni per conoscere la composizione mineraria del sottosuolo ai fini della successiva esplorazione. A questo punto – prosegue l’On. Marinacci – si rende necessario ed indifferibile che l’Amministrazione provinciale si faccia carico delle problematiche derivanti da iniziative che avrebbero come conseguenza quella di sconvolgere l’incontaminato arcipelago delle Isole Tremiti, unica isola italiana dell’Adriatico che appartiene alla provincia di Foggia e alla Puglia dichiarata Riserva Naturale Marina e facente parte del Parco Nazionale del Gargano”. L’Ordine del Giorno, dunque, impegna il presidente della Provincia Antonio Pepe e la Giunta provinciale “a negare qualsiasi tipo di autorizzazione finalizzata a favorire la ricerca della società irlandese.”
La Giunta Provinciale non ha tuttavia competenze dirette in materia. Ma forse una via di uscita c’è.
Una vicenda analoga a quella che si sta  profilando per Tremiti e per la foce del Varano è successo nella Puglia meridionale. Il Tar di Lecce ha bocciato la ricerca di petrolio al largo tra Monopoli e Ostuni, in quanto vi era il parere favorevole del Ministero dell’Ambiente ma non quello degli enti locali. Occorrerebbe, dunque, che qualcuno si mobiliti contro quest’ennesimo attentato ambientale che si sta consumando ai danni del Gargano.
La società civile scalda i motori. Il Comitato per la Tutela del Mare del Gargano è fermamente deciso ad impedire questo scempio ambientale.
“Il Comitato per la tutela del mare del Gargano – si legge in una nota diffusa su Faceook da Michele Eugenio Di Carlo –  lancia un accorato appello affinché i Sindaci dei comuni del Gargano, il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, le istituzioni della Capitanata, i consiglieri provinciali, regionali e i parlamentari della Capitanata, le associazioni ambientaliste locali e nazionali, l’ Associazionismo Attivo del Gargano, il mondo della cultura, la società civile, le forze produttive turistiche, il mondo sindacale, mettano in campo tutte le iniziative democratiche possibili, affinché il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, nonostante il parere positivo espresso dall’ufficio di valutazione di impatto ambientale, non firmi l’autorizzazione a sondare, ai fini della ricerca di petrolio, il mare del Gargano.”
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2 commenti leave one →
  1. Michele Eugenio Di Carlo permalink
    20 aprile 2010 20:02

    Ringrazio la Direzione e la Redazione del Quotidiano di Foggia per l’ampio risalto dato oggi alla nostra azione tesa alla difesa della nostra costa dal petrolio.
    Michele Eugenio Di Carlo

  2. Michele Eugenio Di Carlo permalink
    20 aprile 2010 20:07

    Attraverso il gruppo fb di cui riproduciamo il link e che in pochissime ore ha raggiunto 1400 membri daremo tutte le informazioni necessarie per la manifestazione che si terrà a Lesina il 24 aprile con raduno dalle ore 16 alle ore 17 presso il centro visita del Parco del Gargano:
    http://www.facebook.com/profile.php?id=1561731656&ref=profile#!/gro…up.php?gid=110501502318518&ref=ts

    Per la prossima settimana pensiamo di partecipare attivamente ad un convegno organizzato da Legambiente sul tema.
    Per la prossima ancora siamo disponibili ad un sit-in a Foggia davanti alle Prefettura.
    Pensiamo ad una manifestazione a Roma davanti al ministero dell’ambiente con numerosi pulmam che partiranno dalla capitanata.
    Quando le forze ce lo permetteranno organizzeremo un presidio permanente davanti alla Eden V e alle case abusive dell’istmo per sensibilizzare i media e l’opinione pubblica non solo sulla questione del petrolio, ma anche sulle navi a perdere, sulla salute pubblica delle popolazioni costiere, sulla cementificazione della costa che continua in maniera spaventosa e indisturbata.

    Ringraziamo la stampa per aver dato ampio risalto alla nostra azione e le numerose organizzazioni, associazioni, comitati, forze politiche, istituzioni che partecipano e aderiscono all’iniziativa di sabato.

    Vi aspettiamo numerosi.

    Michele Eugenio Di Carlo

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