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Pdl di Capitanata: chi sta con Fini e chi no

22 aprile 2010

Correnti sì, correnti no. La Capitanata interpreta, in queste ore, il pensiero di Gianfranco Fini. Ci riesce, in parte, soprattutto dopo il faccia a faccia Berlusconi e Fini nella direzione nazionale di oggi. C’è chi ancora non si sbilancia, chi invece sì, come  Salvatore Tatarella, il più critico con la gestione di Fitto in Puglia, non ha dubbi: “Sto con la corrente di Fini”. Ad un altro organo di stampa l’europarlamentare, entrato a Bruxelles per le dimissioni di Berlusconi capolista, ha illustrato l’efficacia di questo momento perché foriero “di dibattito”. Incerto Nino Santarella, assessore all’Agricoltura della Provincia di Foggia, gasparriano ai tempi di An: ” La gente, nonostante quello che si dice, vota Berlusconi. Siamo entrati nel Pdl senza un passaggio assembleare, l’abbiamo accettato. Condivido le critiche alla Lega ma di uscire dal partito non se ne parla”. Convocati  a Roma i seguaci di Gianni Alemanno, sindaco di Roma. L’ex ministro dell’Agricoltura è il più fiero sostenitore del congresso dopo quello fondativo. All’incontro parteciperà Primiano Calvo, dirigente di S. Severo: ” L’emergenza programmatica- dice- va affrontata in un congresso. Si deve discutere di bioetica, voto agli immigrati e tutti gli altri argomenti messi sul tappeto in questi mesi da Fini. Si è straparlato, una cosa indecente, tipo lo scontro televisivo fra Bocchino e Lupi, in questo momento bisogna un po’ blindarsi”. Nella corrente con Antonio Mazzocchi (Cristiano riformisti) è entrato da qualche mese Giuliano Giuliani, ex sindaco di San Severo : “Mazzocchi è molto vicino a Fini ma non so ancora cosa succederˆ, attendo risposte”. Troppo impegnato fra elezioni e ballottaggio il primo cittadino di Cerignola Antonio Giannatempo: “Non ho seguito, devo capire meglio…. però nessuna corrente …senza correnti”. Cauto Antonio Pepe, presidente della Provincia. Il parlamentare risponde al telefono dall’aula di Montecitorio: “Finora Fini ha detto che non bisogna dividersi, non c’è nessuna scissione”.

Leo Di Gioia, consigliere regionale appena eletto, ribadisce l’esigenza di compattezza: “Io sto con il Pdl, né pro né contro, sono stato eletto con questo simbolo e lavoro per il partito. No, non mi trovo d’accordo con le “correnti”, piuttosto è necessario trovare punti d’intesa”. Emilio Gaeta, consigliere provinciale, fa parte di “Risorgimento dauno”, la corrente locale creata da Salvatore Tatarella insieme a Giandiego Gatta, Mimmo Farina, Roberto Iuliani, Gerardo Gallo e Salvatore Valerio. “E’ possibile che confluiremo dentro la minoranza finiana”. Plaude all’idea di restare dentro il Pdl: “L’uscita è scongiurata ma vogliamo il congresso”. Seguono l’evolversi del “caso Fini” anche i membri dell’esecutivo provinciale. Marco Pellegrino, quasi 800 voti alle ultime comunali, chiede: “Corrente? Quanti ce ne sono con lui? Mi pare che non ci siano tutti i colonnelli….Fini ci ha tolto un partito con anni di storia, sulle critiche alla Lega sono d’accordo ma non si torna indietro dall’oggi al domani. Vorrei sapere qual è il programma di questa corrente prima di qualunque decisione”. Umberto Candela, foggiano, vicino a Roberto Ruocco – ex assessore regionale e probabile componente della prossima giunta formata da Giannatempo a Cerignola -, ne vuole discutere: “Devo incontrarmi con il gruppo dei miei amici”. Nino De Rogatis, membro dell’esecutivo provinciale, va oltre il “fatto correntizio”, con queste parole: “Vorrei volare alto, meglio non diventare sponda di chi vuole la nostra morte, cioè Bersani e gli amici suoi, che già parlano di esplosione del Pdl. Siamo noi, in realtà, i veri supporters della Lega, un partito in grado di fare buona politica sul territorio: con il popolo, con la gente, quello che una volta faceva Alleanza Nazionale. Fini non lo capisco….se non ci fosse stata la quota 30-70 oggi sarei consigliere comunale. La fusione ci ha ucciso, non mi faccio uccidere un’altra volta”. Giuseppe Mainiero, altro aennino storico, fondatore dell’associazione “Parsifal”, non pensa ad un Fini fuori dal Pdl: “Non ci crede nemmeno lui. Condivido molti aspetti del suo pensiero ma domani, giorno della direzione nazionale, si potrà dire qualcosa a riguardo”.

Paola Lucino

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