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Unanime il “no” alle trivellazioni alle Tremiti / La politica riscopre il territorio/ Ricominciare da Tremiti e Montaguto

22 aprile 2010

Se è vero che il territorio è la risorsa essenziale da investire per lo sviluppo, va difeso e valorizzato, non oltraggiato.

È un no senza se e senza ma, quello che giunge dalla comunità politica e civile della Capitanata al progetto di trivellazione dei fondali delle Tremiti autorizzato dal Ministero dell’Ambiente, con il parere favorevole di valutazione dell’impatto ambientale. Una presa di posizione, una volta tanto, inequivoca e condivisa.
Dopo il pronunciamento che negli scorsi giorni è giunto da parte di esponenti sia del centrosinistra (come l’assessore regionale Losappio), sia di centrodestra (come il segretario regionale dell’Udeur, Marinacci) è particolarmente importante la presa di posizione del capogruppo del Pdl a Palazzo Dogana, Paolo Mongiello, che ha chiesto la convocazione di una seduta urgente e monotematica del consiglio provinciale (si terrà martedì prossimo, alle Tremiti). “Il Consiglio provinciale – si legge in una nota diffusa alla stampa – ha il dovere e la responsabilità di dibattere ed esprimere la propria ferma e totale opposizione al progetto presentato dalla società irlandese ‘Petroceltic Elsa S.p.A’ per la realizzazione di indagini geosismiche e trivellazioni finalizzate alla ricerca di idrocarburi nel fondale marino tra le coste delle Isole Tremiti ed il promontorio del Gargano”.
Secondo Mongiello, “esiste una netta contrarietà della comunità di Capitanata in ordine al progetto presentato dalla società irlandese. Si tratta di una posizione che non è possibile ignorare, specie per chi riveste responsabilità istituzionali ed è convinto che un patrimonio naturale ed ambientale come quello delle Isole Tremiti necessiti di interventi tesi alla sua valorizzazione ed al sostegno al volume di presenze turistiche che si registrano ogni anno e non di operazioni dalla dubbia utilità”.
Per una sorta di contrappeso e di contrappasso, ma in modo significativamente bipartisan, se il capogruppo del Pdl mobilita il consiglio provinciale, il presidente provinciale del Pd, Aldo Ragni punta invece al coinvolgimento dei consigli comunali. “Le istituzioni della Capitanata devono formalmente opporsi ad ogni ipotesi di trivellazione del fondo marino delle nostre coste” afferma l’esponente del Pd in un appello rivolto, “ai consiglieri comunali di tutta la provincia di Foggia del mio partito”. “Tutti i Consigli Comunali della nostra provincia – dice ancora Ragni – si uniscano alla mobilitazione istituzionale e civica che su questo tema sta accomunando enti e organizzazioni di ispirazione politica diversa che da giorni stanno impegnandosi a difesa di uno degli specchi d’acqua più pregiati d’Europa sulla cui valorizzazione hanno scommesso molte istituzioni, non solo quelle garganiche, e centinaia di imprese turistiche che garantiscono lavoro a decine di migliaia di persone”.
Il capogruppo del Pdl e il presidente del Pd rilanciano così un tema di cruciale importanza sia per le autonomie locali, sia per le strategie di sviluppo della Capitanata: il ruolo del territorio come risorsa di futuro. La Capitanata possiede un territorio di straordinaria qualità, ma siamo più spesso costretti a difenderlo, che non a valorizzarlo, qualificarlo, utilizzanrlo come strumento di costruzione del futuro. Anche in questo senso la scelta operata dal Ministero dell’Ambiente è amaramente emblematica.
Di fronte a questioni del genere, la politica non dovrebbe dividersi, e la novità più consistente che emerge dalla querelle sulle trivellazioni che potrebbero interessare l’arcipelago diomedeo è proprio questa: la politica ha fatto quadrato, non ha speculato, e speriamo che questa condivisione ed unità di intenti venga fuori anche durante la seduta dell’assise di Palazzo Dogana sollecitata da Mongiello.
Questo atteggiamento unitario andrebbe trovato anche per l’altra grave questione ambientale che si è profilata nelle ultime settimane, la frana di Montaguto. Lo ripetiamo da mesi: il problema non riguarda semplicemente il fatto (comunque gravissimo) che da ormai più di un mese i collegamenti stradali e ferroviari tra il versante adriatico ed il versante tirrenico del Mezzogiorno siano interrotti.
Il problema più grave è rappresentato da quella collina scivolata a valle, per la mancanza di interventi di risanamento idrogeologico, la cui necessità e la cui urgenza erano conosciute da anni.
Se è vero che il territorio può e deve essere la risorsa più importante che il Mezzogiorno deve investire per il suo sviluppo, occorre una strategia di tutela ambientale che deve collocare tra le sue priorità il contrasto ai fenomeni di dissesto del suolo che interessano tantissime zone del Sud, sia interne, che costiere, come mostra l’altra grande vicenda dimenticata, lo smottamento di Marina di Lesina, che minaccia di “desertificare” una delle località più importanti del Parco Nazionale del Gargano.
Sulla vicenda della frana, la politica non ha mantenuto lo stesso atteggiamento unitario che ha espresso sulla questione della ricerca di idrocarburi alle Tremiti. Accuse reciproche di sottovalutazione e di ritardi, scaricabarile sulle effettive responsabilità hanno fatto trascurare invece un dato positivo: la Puglia si è accorta assai prima della Campania di quanto stava accadendo, e si deve proprio al pressing esercitato dalla politica pugliese se il Governo, pur con un certo ritardo, ha acconsentito alla dichiarazione dello stato di emergenza.
Tremiti e Montaguto potrebbero rappresentare l’inizio di una stagione nuova, caratterizzata da una maggiore attenzione alla risorsa territorio, che di per sé non ha un colore politico. Non è di sinistra o di destra: è semplicemente il patrimonio più importante che le popolazioni meridionali hanno a disposizione per costruire il loro futuro, anche alla luce della sfida federalista che si sta avvicinando.
Geppe Inserra
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2 commenti leave one →
  1. Michele Eugenio Di Carlo permalink
    22 aprile 2010 23:32

    Il volantino simbolo della manifestazione del 24 aprile a Lesina per il no al petrolio nel mare del Gargano, pubblicato dal Quotidiano di Foggia, è stato preparato da Giuseppe Bruno, il più giovane componente del direttivo del Comitato per la tutela del mare del gargano, diciottenne da pochi giorni, sempre pronto ad attivarsi per ogni iniziativa di tutela del territorio e dell’ambiente.

    • quotidianofoggia permalink*
      23 aprile 2010 07:02

      I nostri complimenti all’autore: non solo per l’efficacia grafica del volantino, ma anche per l’impegno civile e culturale che riesce a sprigionare, nonostante la sua giovane età. O forse proprio grazie alla sua gioventù. Il nostro futuro sarà in buone mani…

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