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Dopo l’Amica, anche l’Ataf nel mirino della Polizia Tributaria

26 aprile 2010

L’accusa di evasione fiscale mossa dalle Fiamme Gialle alle due aziende è la conseguenza della crisi sempre più drammatica in cui versano i bilanci del Comune e delle sue aziende speciali

Quasi non è una novità, la denuncia operata dai militari della Guardia di Finanza nei confronti dell’Ataf di Foggia per presunte irregolarità di bilancio, che avrebbero portato all’evasione fiscale di oltre 4 milioni di euro, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2008.
L’elenco delle infrazioni contestate ai vertici dell’azienda (due persone sono state denunciate) è consistente: nel comunicato diffuso dalle Guardie Gialle, che comunque non citano espressamente l’Ataf, limitandosi a parlare di una società di servizi, si afferma che l’azienda speciale del Comune di Foggia avrebbe sottratto a tassazione ai fini delle imposte dirette una base imponibile per oltre 3 milioni e 250mila euro; evaso l’Iva per circa 850mila euro; omesso il versamento di ritenute d’acconto per oltre 130mila euro e omesso di versare all’Inps contributi previdenziali per oltre un milione e 900mila euro.
Non è una novità, perché nel mirino della Polizia Tributaria erano finiti in precedenza anche i bilanci delle altre aziende speciali del Comune, con esiti analoghi per quanto riguarda l’Amica, dove ad essere denunciato è stato tutto il consiglio di amministrazione di allora.

L’ACCUSA: SPESE CORRENTI SPACCIATE PER INVESTIMENTI

Sia nel caso dell’Ataf che in quello dell’Amica, all’origine della vicenda c’è il sospetto che gli amministratori abbiano indebitamente utilizzato per il finanziamento delle spese correnti, somme rivenienti dall’emissione di boc (buoni ordinari del Comune). La legge prevede che i comuni possano ricorrere l’indebitamento soltanto per finanziarie investimenti, in pratica l’acquisto di mezzi o la realizzazione di opere, ma non per finanziarie le spese correnti. Va detto che sull’argomento vi è stata già un’indagine giudiziaria (di natura penale) sugli ex amministratori dell’azienda di trasporto che si concluse con un nulla di fatto. Le indagini stabilirono che i proventi della ricapitalizzazione societaria derivanti dalla vendita dei Boc comunali furono utilizzati soltanto temporaneamente per il finanziamento di spese correnti. Gli investimenti furono successivamente regolarmente eseguiti.
Secondo la Guardia di Finanza, però l’azienda avrebbe contabilizzato in modo irregolare queste somme, producendo evasione fiscale. Non sono dello stesso avviso i legali dell’azienda, che invece sostengono che i bilanci sono regolari.
Spetterà adesso alla Procura (che avrebbe comunque già archiviato il procedimento relativo all’ipotesi di malversazione) decidere se l’ipotesi investigativa degli agenti della Guardia di Finanza è fondata, ed eventualmente aprire un fascicolo nei confronti delle due persone denunciate.
È quanto accaduto già per quanto riguarda l’Amica, dove gli avvisi di garanzia recapitati ad altrettanti ex amministratori e dirigenti sono stati dieci: nel caso dell’azienda preposta alla pulizia ed all’igiene dell’abitato, assieme alla ipotesi dell’evasione fiscale c’è anche quella della malversazione: i militari avrebbero infatti accertato che parte delle somme che l’azienda speciale avrebbe dovuto utilizzare per investimenti è stata utilizzata per il finanziamento della spesa corrente.

QUANTI PROBLEMI, QUELLE RICAPITALIZZAZIONI…
È evidente, che a monte delle due parallele vicende, c’è lo stato di pesante crisi finanziaria in cui sono venute a trovarsi le aziende, crisi determinata a sua volta dai ben noti problemi del bilancio comunale. Se le ipotesi di reato contestate dalle Fiamme Gialle dovessero essere provate, per le aziende speciali si aprirebbe una vera e propria voragine nel bilancio, perché sarebbero costrette a versare all’erario le somme che secondo gli agenti tributari sono state evase.
C’è da ricordare che la sezione regionale pugliese della Corte dei Conti ha già contestato al Comune di Foggia il ricorso a strumenti di indebitamento per finanziare la ricapitalizzazione delle aziende speciali: una procedura irrituale, se non proprio illegittima, a giudizio dei magistrati contabili, che lo scorso anno inviarono all’intero consiglio comunale una dettagliata relazione in merito, imponendo all’assise municipale una manovra finanziaria correttiva per far quadrare i conti.
In questo clima tutt’altro che sereno, si approssima l’approvazione in consiglio comunale del bilancio di previsione 2010, il primo che l’amministrazione Mongelli è chiamata a predisporre ed a governare nella sua interezza. L’approvazione del bilancio dello scorso anno fu quasi tecnica, in quanto lo schema del documento programmatico finanziario era stato predisposto dall’amministrazione uscente. La giunta Mongelli ha dovuto comunque farsi carico della quadratura del bilancio,  attraverso una ulteriore riduzione delle spese ed un aumento delle entrate.
È evidente che le tegole che si sono abbattute prima sui vertici Amica e adesso anche su quelli Ataf non contribuiscono a rasserenare un clima di per se stesso rovente.
Per evitare di appesantire ulteriormente la situazione finanziaria del comune e delle aziende speciali non sono stati prorogati i contratti per servizi che in precedenza venivano appaltati all’esterno, e si è deciso di non procedere al turn over delle assunzioni all’Amica.

INTANTO RESPIRA L’AMGAS
Intanto respira l’Amgas, dopo l’accordo concluso con la Edison, che vanta nei confronti dell’azienda erogatrice di energia ai foggiani un credito di 14 milioni di euro. Due verranno versati subito, il resto sarà rateizzato in tre anni. In cambio l’Edison ha accettato di sbloccare il pignoramento dei fondi Amgas, con i quali potrà così pagare i dipendenti, rimasti senza stipendio per tre mesi.
La strategia che il comune ha intrapreso per cercare di ripianare la situazione debitoria è quella della rateizzazione dei debiti: ma per riuscire a centrare l’obiettivo, dovrà predisporre un bilancio di “lacrime e sangue”, in quanto si tratterà di far gravare sui prossimi tre esercizi finanziari il risanamento di una crisi finanziaria che si è andata accumulando in almeno dieci anni. Con quali livelli e con quali standard di servizi è tutto da vedere: la tensione sociale è costantemente alta, e i primi rincari delle tariffe stanno provocando malumore e proteste nei cittadini, come testimonia la durissima lettera aperta del giornalista Davide Grittani, genitore di un bimbo che frequenta l’asilo nido comunale, che pubblichiamo in altra parte del giornale.
La speranza è che l’ormai imminente discussione del bilancio di previsione 2010 valga almeno a chiarire (e a dire chiaro e tondo alla cittadinanza) quanto sono indebitati il Comune di Foggia e le sue aziende speciali, entro quanto i debiti verranno pagati, e con quali risorse.
Arturo Desio

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