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Tremiti, dietrofront del Ministero: “Nessuna autorizzazione”

27 aprile 2010

Riuscita l’iniziativa di Antonio Pepe: a Tremiti una giornata memorabile di democrazia

È stata una memorabile giornata di democrazia, un esempio di politica con la P maiuscola, quella che si è celebrata ieri a Tremiti. Il consiglio provinciale e quello del comune isolano, tutti insieme per dire “no” alle ipotesi di trivellare i fondali dell’arcipelago diomedeo alla ricerca del petrolio. E con le due assisi tanti altri sindaci, come Gianni Mongelli, sindaco della città capoluogo, e Costantino Squeo, primo cittadino del dirimpettaio comune di Sannicandro Garganico. Tutti fermi nel no alla ricerca del petrolio. Ha ben altre vocazioni, quel lembo di paradiso terrestre compreso tra San Domino e San Nicola.
Bella anche l’atmosfera bipartizan: una volta tanto, nessuno si è trincerato dietro appartenenza a questo o a quello schieramento. L’iniziativa della Provincia ha colto nel segno, e ha creato di fatto un modello che andrebbe forse replicato: per esempio dalle parti di Montaguto, per cercare di porre le basi perché la frana che sta dissestando il territorio, interrompendo i collegamenti tra i due versanti del Mezzogiorno e minacciando la valle del Cervaro possa essere definitivamente risanata.
La Capitanata vince, perché è riuscita – finalmente – a contare dal punto di vista mediatico, insomma a farsi sentire.
Sintomatico, in proposito, il dietrofront, o quasi, del Ministero dell’Ambiente sulla vicenda della trivellazioni alle Tremiti. Come si sa, l’ultima parola spetta al Ministro in persona, dopo che l’ufficio preposto alla valutazione d’impatto ambientale ha dato il suo parare favorevole alla richiesta della società irlandese ‘Petroceltic Elsa’ .
Il parare favorevole in materia di Valutazione d’impatto ambientale non significa che le trivellazioni siano state autorizzate, anzi, “alle isole Tremiti non è stata autorizzata nessuna trivellazione”. A dirlo è stato proprio il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, rispondendo ai giornalisti a margine della presentazione del ‘Bici-day’. Secondo il ministro, si tratta di un “allarme comprensibile ma totalmente ingiustificato, perché al momento non c’è nessuna volontà espressa dal governo”.
Il ministro considera quindi “assurdo” l’allarme che si è diffuso tra la popolazione delle isole pugliesi, in merito al rischio di trivellazioni già in corso per la ricerca di petrolio in mare. “Non c’è e non verrà fatto nessun buco in mare” ha detto quindi il ministro, spiegando che “al ministero dell’Ambiente è stato richiesto di realizzare delle indagini con eco-sonar, quindi senza nessun buco nel mare, ma su questa richiesta che lambisce una delle riserve naturali protette, il ministero non si è ancora pronunciato, perché deve valutare le conseguenze di un’indagine di questo tipo, anche alla luce di un parere contrario che ci è giunto dalla Regione Puglia». “C’è stato un allarme e un’accusa al governo nazionale – ha concluso Prestigiacomo – come se avessimo autorizzato le trivellazioni. In realtà, c’è solo questa richiesta di indagine, che valuteremo con la massima attenzione.”
Una sola perplessità: autorizzare le ricerche, quand’anche non dovessero compromettere i fondali marini con le trivelle, significa, in prospettiva autorizzare l’estrazione di idrocarburi,qualora dovesse esserne accertata la presenza. Allora, meglio comunque non farne niente fin d’ora.

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