Skip to content

Foggia come il Bronx

1 maggio 2010

Gli abitanti del quartiere Ferrovia scrivono al sindaco: “Non ce la facciamo più”. Le difficoltà di integrazione con gli immigrati.

Il quartiere Ferrovia sta diventando uno dei più caldi del capoluogo dauno. Diversamente da quanto è accaduto in altri rioni cittadini, come per esempio il borgo settecentesco, dove l’integrazione con gli immigrati è stata piuttosto tranquilla, la convivenza tra i residenti e gli immigrati delle diverse etnie che, per lavoro o per tempo libero, si trattengono nelle strade attorno la stazione ferroviaria, sta diventando di settimana in settimana più difficile.
Ignorare il problema non serve a niente, anzi, si corre il rischio di peggiorarlo, dato che la tensione sociale cresce tangibilmente ogni giorno di più. Nè va trascurato il fatto che si tratta di una zona centralissima della città, che per essere tale è frequentata anche da turisti e forestieri che arrivano alla stazione: non è un bel biglietto da visita.
Gli abitanti delle vie più calde e più esposte al fenomeno (via Monfalcone, Podgora, Piave, Isonzo, viale XXIV Maggio) hanno scritto al sindaco una lettera, in cui denunciano vessazioni da parte delle etnie che stazionano nel loro quartiere “contravvenendo – si legge nella lettera – ad ogni forma di igiene e di regole.”
Nella zona sono sorti numerosi esercizi commerciali gestiti da extracomunitari, ovviamente con regolare permesse di soggiorno e con regolari autorizzazioni. Non è un male, perché si tratta comunque di attività commerciali che “smuovono” la stagnante economia cittadina. Il problema deriva dalla scarsa vigilanza, e da evidenti difficoltà di integrazioni che andrebbero affrontate con strategie più precise, e più pianificate.
Nella lettere, i residenti raccontano, ad esempio, della “licenza, concessa ad indiani, per l’apertura di un negozio, in via Monfalcone, di fronte al Bar Montebianco, all’incrocio con il viale XXIV Maggio, che in un primo momento vendeva carni per i loro connazionali, dopo sono passati a vendere birra e vino alle decine e decine di extracomunitari che affollano la zona dal pomeriggio alla sera, lasciando bottiglie sparse dappertutto ed in alcune occasioni, i più alticci, se le sono tirate addosso a rischio di colpire ignari passanti. Questa situazione giornaliera – scrivono nella lettera – porta agli abitanti paura e stress.”
La zona si sta trasformando in una sorta di Chinatown foggiana: il quartiere è diventato infatti fittamente popolato di negozi gestiti da cinesi che però, come scrivono ancora i residenti “sono tranquilli, hanno un solo difetto quello di lasciare i marciapiedi invasi da cartoni, imballaggi della loro mercanzia, che in molti casi impediscono il passaggio ai pedoni, i quali sono costretti a passare sulla strada rischiando di essere investiti dalle auto.”
Non ci vorrebbe molto a fare in modo che gli immigrati si comportino in modo più educato e più rispettoso delle regole, insomma. E la conseguenza è che il quartiere, vuoi anche per il progressivo spopolamento del centro, si sta degradando inesorabilmente: “L’immagine pulita e decorosa che aveva Foggia, per i turisti che scendono dalla stazione e per noi che vi abitiamo e andata a farsi “fottere”, inoltre le nostre abitazioni hanno subìto una grande svalutazione. Noi possiamo capire l’integrazione degli stranieri, ma, a quanto pare, siamo noi che dovremmo integrarci al loro modo incivile di vivere.”
I toni “forti” vanno compresi, in quanto sono dettati da una tensione che potrebbe presto raggiungere la vera e propria esasperazione: “Dov’è il sindaco – scrivono ancora i residenti nella loro lettera – che permette simili situazioni, che non interviene per ripristinare i luoghi, che tuteli gli interessi dei cittadini civili che pagano le tasse e sono italiani e che, tra l’altro lo hanno votato? Qui bisogna intervenire, qui bisogna prevenire, non facciamo che prima ci scappa il morto e poi si cercano i ripari.”
Un appello analogo viene rivolto al Prefetto, affinché “si attivi per prendere i dovuti provvedimenti di risanamento di questa zona inquinata.” Gli abitanti propongono misure drastiche (e va detto anche difficilmente applicabili), come il ritiro delle licenze e la delocalizzazione in altra zona cittadina degli esercizi; misure più severe di controllo e di vigilanza nei confronti di chi viola le regole.
Bisogna fare qualcosa, prima che la tensione esploda.
Che si stia raggiungendo il limite è confermato anche dai commenti che sono stati suscitati dalla lettera, pubblicata su Facebook da uno dei firmatari. C’è chi, nel dichiararsi  “pienamente d’accordo” sottolinea che “ciò che infastidisce ancora di più sono gli sfottò che spesso dobbiamo subire quando per necessità noi donne ci troviamo a passare da quelle parti da individui che tra di loro sogghignano parlando nella loro lingua….e noi che non ci sentiamo più libere di circolare nella nostra città non possiamo fare altro che abbassare lo sguardo e tirare velocemente avanti”.
Ma è l’assenza di controlli e di vigilanza, il tasto più dolente: “chiediamo solo vigilanza  – si legge in un altro commento – non basta solo la ronda delle forze armate che passa sul corso, rigore nei controlli, salvaguardare l’incolumità di donne, anziani, bambini e ragazzi,
un’ igiene decente e una vivibilità accettabile.”
Occorre, come si usa dire, “prendere di petto” la situazione, coinvolgendo il politiche attive di integrazione, anche le associazioni di volontariato. Basta solo un po’ di buona volontà.

Annunci
4 commenti leave one →
  1. 1 maggio 2010 18:41

    Ditelo anche ai fratelli della stazione che solidarietà non fa rima con precarietà umana.
    La zona della stazione di Foggia è diventata invivibile.
    Non ha senso ospitare immigrati (clandestini? ma è reato non denunciarne la presenza, o mi sbaglio?) se li si abbandona ad un destino di povertà e miseria, di lavoro nero e illegale, di abuso di alcool.
    Avete un lavoro da offrire a queste persone?
    No?
    E allora cosa le accogliete a fare?
    Per devastare materialmente e moralmente la vostra città ed offrire manovalanza a bassissimo costo alle organizzazione malavitose?
    Così dimostrate il vostro amore per la città e per chi la vive?
    Mi domando:
    ma che amore è questo?

  2. luca permalink
    3 maggio 2010 13:38

    chi viene in auto da fuori foggia vede il degrado ..chi viene in aereo identica cosa .. chi viene in treno vede una massa di clandestini..bottiglie di birra ect.. dove sono i politici??dove sono le istituzioni??non c e lavoro per i foggiani.. figurarsi per loro.. rosarno ??non a insegnato nulla ?? il sindaco ,lambresa ,e company , tante belle parole in campagna elettorale..ma i fatti?? RIQUALIFICATE la merda di via ascoli,san severo,lucera, ect.. ma dove vivete??sulla luna??

  3. lucia permalink
    3 maggio 2010 14:11

    Vivo nel quartiere Ferrovia da quando sono nata (46 anni). Qui vivono i miei zii, mia madre e ci vivevano i miei nonni.
    Quanto ripreso nella fotografia non è certo opera degli immigrati! non sono loro che gettano mobili, materassi, televisori vicino ai cassonetti, invece di smaltirli come prevede il regolamento comunale (Costa!).
    Ogni mattina, ogni pomeriggio ed ogni sera passo davanti ai luoghi di ritrovo degli immigrati ed ogni volta da loro mi viene ceduto il passo per attraversare, passare, entrare nei luoghi che frequento. Alcuni di loro che mi incontrano ogni giorno, salutano educatamente con un sorriso….
    Ogni giorno incontro nel mio blasonato palazzo i miei coinquilini e spesso non mi viene neanche rivolto il saluto.
    In questi giorni il mio ascensore è stato bloccato perché qualche educato coinquilino ( tutti foggianissimi professionisti!) lo ha preso a calci e ne ha bloccato le porte.
    I commercianti cinesi della zona accatastano affianco ai bidoni, ordinatamente, i cartoni eliminati dai negozi.
    I commercianti foggiani spargono ogni genere di rifiuto disordinatamente attorno ai bidoni ( compreso avanzi alimentari molto spesso maleodoranti!)
    E’ vero, a volte vi sono chiassose discussioni e litigi tra gli emigrati, ma sotto casa mia, all’incrocio tra via Piave e via Trieste, spesso avvengono tamponamenti che si trasformano in risse a suon di foggianissime parolacce.
    In via Monfalcone, all’interno ed all’esterno del centro scommesse, si attardano rumorosamente uomini foggianissimi che occupano interamente il marciapiede e neanche al “permesso” si spostano per farti passare.
    Certo la presenza degli immigrati crea uno stato di disagio in molti e a volte anche disordini, ma i miei concittadini spesso non sono migliori!!!!

  4. Cesare permalink
    3 maggio 2010 14:28

    Gli immigrati, che hanno saputo creare una impresa, una attività, sono meritevoli di rispetto… molti giovani italiani non ne sono capaci.

    Ovviamente vanno perseguiti gli eventuali fenomeni di vandalismo, ed il mancato rispetto delle regole del vivere civile.

    e poi, l’immagine utilizzata, non rappresenta l’argomento trattato….
    cosa centrano i materassi ed il pneumatico ? che si possono osservare anche in altre zone della città ?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: