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Condannata a 11 anni la mamma strega di Zapponeta: vendeva i figli a pedofili

3 maggio 2010

Si è concluso con pesanti condanne il processo a carico della “mamma strega” di Zapponeta, accusata di aver venduto i suoi figli piccoli a pedofili, durante riti satanici ed orge che venivano consumati presso l’abitazione della donna.
È stato invece assolto con formula piena il marito della donna e padre dei bambini, anch’egli indiziato di reato: i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Foggia hanno riconosciuto che rispondeva al vero quanto sempre sostenuto dall’uomo, e cioè che non sapeva nulla di quanto accadeva in sua assenza, nella sua abitazione. Assoluzione anche per l’ex sindaco di Zapponeta, Savino Di Noia: secondo il Tribunale il fatto, all’epoca dei fatti, non era previsto dalla legge come reato. L’ex primo cittadino era accusato di aver avuto rapporti a pagamento con una minore, nipote della donna.
La principale imputata, la mamma cartomante, detenuta, è stata condannata ad 11 anni di reclusione: è stata praticamente quasi del tutto accolta la richiesta del pubblico ministero, che aveva chiesto per la donna 12 anni di carcere – per concorso in violenza sessuale di gruppo, favoreggiamento e sfruttamento della    prostituzione nei confronti dei figli, oltre che di induzione, favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione e violenza sessuale nei confronti della nipote minorenne.
Gli altri quattro imputati sono stati condannati a pene che variano dai 5 ai nove anni di reclusione. Le condanne riguardano un ventitreenne manfredoniano, pure detenuto e cugino delle vittime, accusato di aver partecipato alle violenze sessuali di gruppo contro i due fratellini; Luigi Grassi, ventinovenne cerignolano, pure detenuto, accusato di aver partecipato alle violenze di gruppo; un sessantenne toscano, a piede libero, anche lui accusato d’aver avuto rapporti a pagamento con la minorenne e l’albanese Dritan Abazaj di 27 anni, accusato in     concorso con la cartomante d’aver violentato la nipote minorenne della donna. Secondo l’accusa l’albanese era ospitato a casa della cartomante e voleva sposare un’italiana per avere il permesso di soggiorno: la zia della vittima avrebbe combinato il matrimonio in cambio di 1500 euro e avrebbe aiutato l’albanese a violentare la nipote.
L’indagine fu avviata nel dicembre del 2006 quando un’assistente sociale segnalò la situazione di abbandono in cui vivevano i due bambini, che allora avevano 11 e 14 anni. I minori vennero affidati al Tribunale per i minorenni, che successivamente li trasferì in una comunità. I due bambini, durante un colloquio con un educatore rivelarono gli abusi di cui erano stati vittima. Parlarono della mamma che leggeva le carte, delle candele e degli uomini che si incappucciavano e che abusavano di loro.

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  1. 4 maggio 2010 10:41

    A queste mamme ingrate che mettono al mondo bambini innocenti e li vendono ai malati di mente, ci vorrebbe la PENA DI MORTE, DEVONO MARCIRE IN CARCERE.. A pensare che ci sono donne che fanno tanti sacrifici x avere un figlio e poi c’è chi lo butta dalla finestra, chi li annega, chi li vende, che schifo tutto questo, x queste persone cosi deficenti non si deve avere pietà di niente, xkè non meritano niente. purtroppo siamo in Italia dove tutto è permesso, e se sei un onesto cittadino rischi il carcere e se invece rubi o uccidi puoi dormire tranquillo xkè tanto non ti succede niente. E’ proprio uno schifo totale.

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