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Vendola e la sua giunta troppo “baricentrici”

7 maggio 2010

La conclusione del sondaggio sulle scelte del governatore: il 61% dice no

Cresce il numero dei nostri lettori e dei nostri amici che non condividono le scelte del governatore pugliese, Nichi Vendola, circa gli assessori: un solo assessore alla provincia di Foggia, tantissimo alla provincia di Bari. Il nuovo esecutivo regionale pugliese nasce nel segno di un rinnovato e sempre più arrembante “baricentrismo”.
Avevamo dato qualche giorno fa i risultati provvisori del sondaggio che avevamo lanciato sul blog del nostro giornale: il 57% non condivideva le scelte operate dal presidente Vendola. A chiusura della nostra iniziativa, la percentuale degli scontenti e degli insoddisfatti è ulteriormente salita, raggiungendo il 61 per cento.
Ma vediamo nel dettaglio i risultati del sondaggio, che non ha ovviamente alcuna pretesa scientifica, ma che intendeva semplicemente tastare gli umori della cittadinanza, all’indomani della formazione del nuovo governo regionale pugliese, che vede la presenza in giunta di un solo esponente foggiano, l’assessore ai Servizi sociali ed alla Solidarietà, Elena Gentile, peraltro confermata. Nessuna new entry, insomma.
“Più che una giunta regionale, – abbiamo scritto nel “post” che introduceva al sondaggio – il nuovo esecutivo nominato da Nichi Vendola sembra la giunta provinciale di Bari. Un solo assessore per la provincia di Foggia, la confermata Elena Gentile, briciole anche per le province di Lecce, Brindisi, Taranto e per la Bat. È rimasto del tutto inascoltato l’appello del presidente della Camera di Commercio di Foggia e dell’Assindustria dauna che aveva sollecitato più attenzione per la provincia di Foggia, minacciando – se così non fosse stato – di prendere in considerazione il progetto Moldaunia, che prevede l’unificazione della Capitanata con il Molise. Il governo regionale pugliese diventa sempre più “baricentrico”. Che ne pensi?”
Cinque erano le risposte possibili, due pro Vendola, due contrarie alle scelte del governatore, la quinta riservata a possibili altre risposte. In particolare, i partecipanti al sondaggio potevano esprimere un’ opzione tra le seguenti risposte: 1) Sono d’accordo con Vendola, è la conseguenza della “leggerezza” della classe politica foggiana; 2) Non sono d’accordo con Vendola, come al solito Bari ha fatto la parte del leone; 3) Sono d’accordo con Vendola, è la conseguenza della scarsa presenza femminile nella politica foggiana; 4) Non sono per niente d’accordo con Vendola, e penso che dovremmo prendere in esame il progetto Moldaunia.
La maggioranza dei partecipanti al sondaggio è critica con le scelte del governatore che non sono condivise dal 61% di quanti hanno risposto. La maggior parte dei “critici” accarezza seriamente l’ipotesi Moldaunia, che totalizza il 33 per cento dei consensi. Il 28% se la prende invece con Bari, accusando il capoluogo regionale di aver fatto la parte del leone. D’accordo con le scelte del governatore soltanto il 22% dei partecipanti al sondaggio. Di questi il 20 per cento, le giustifica attribuendole alla “leggerezza” della classe politica foggiana, il 2% le mette invece in relazione alle scelte “di genere” operate dal presidente, ritenendo che la scarsa presenza di foggiani nella giunta regionale sia la conseguenza della scarsa presenza femminile nella politica foggiana.
Piuttosto consistente (il 20%), i partecipanti che non si sono riconosciuti in nessuna della quattro opzioni proposte. Anche tra queste risposte, comunque, sono in larga maggioranza i lettori critici verso le scelte del governatore. Forniamo di seguito una lista delle risposte più rappresentative: “i politici foggiani sono espressione di chi li vota: sono gli elettori leggeri”, “abbiamo ciò che meritiamo”, “Certo che non sono d’accordo con le scelte di Vendola. Ma, siamo sicuri che di Foggia interessa qualcosa a qualcuno?”, “non sono d’accordo con Vendola, forse non abbiamo politici abbastanza in gamba”, “non avendo eletto Adriana Poli Bortone ce lo meritiamo”, “è giunto il momento di pensare all’autonomia: vogliamo la regione Capitanata”, “la colpa è del masochismo dei dauni che continuano a votare per chi li ignora”, “non credo l’importanza del territorio si possa misurare col numero di assessori”, “svegliamoci i baresi sono furbi”, “sono pienamente d’accordo con il presidente Vendola, i politici foggiani sono clientelari”, “in Capitanata non ci sono politici capaci”, “non sono d’accordo: Vendola e Bari si sono comportati da accentratori”, era così già nella passata giunta. Foggiani senza forza e senza potere.”
Insomma i giudizi dei nostri lettori e dei nostri amici (un po’ come sta succedendo nel confronto sulla soppressione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare che sarebbe dovuta venire a Foggia) si dimostrano “equi”, tanto nel criticare le scelte di chi lassù non ci ama (Vendola a Bari, e la Lega Nord nel governo), quanto nell’addebitare alla nostra classe politica l’incapacità di difendere le ragioni del territorio.

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