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Università di Foggia / Gli studenti attaccano il Rettore

9 maggio 2010

Le accuse di Claudio Amorese, presidente del Consiglio degli Studenti

È emergenza ormai all’Università di Foggia. Questa volta non parliamo dell’aumento delle tasse o dei rinomati problemi delle strutture universitarie o dei servizi bensì di una profonda crisi d’identità del nostro ateneo. Una crisi che voglio sottoporre all’attenzione di tutta la comunità accademica, a partire proprio dai docenti per passare al personale tecnico amministrativo fino ad arrivare a coloro che sono i reali utenti dell’Università, gli studenti. Già perché come tutti noi sappiamo l’Università è il luogo destinato alla formazione, alla didattica e alla ricerca e soprattutto la casa degli studenti i quali a fronte delle tasse che pagano devono avere i rispettivi servizi.

Chiusura totale del dialogo con i rappresentanti degli studenti, in particolare quelli che non hanno votato il nuovo Rettore

Questo vitale presupposto, che può apparire scontato, è decisivo per capire lo stato del nostro ateneo. Da quando è cambiato il Rettore della nostra Università con il passaggio dal Prof. Muscio al Prof. Giuliano Volpe si sono verificate una serie di mutazioni radicali nella conduzione della vita accademica quotidiana. In primis un forte azione di isolamento nei confronti di due componenti ovvero quella degli studenti e quella del personale tecnico amministrativo. Gli studenti, senza dei quali non esisterebbe l’Università, hanno visto un forte aumento delle tasse, aumento contestato in modo veemente dai nostri rappresentanti dell’Associazione Area Nuova, a fronte di una drastica riduzione dei servizi. Basti pensare all’azzeramento delle borse di studio, al dimezzamento dei contratti part-time, ad una finta attivazione del sistema wireless per terminare con una chiusura totale del dialogo con i rappresentanti degli studenti, in particolare quelli che non hanno votato il nuovo Rettore. Cosa quest’ultima a dir poco assurda dato che un Rettore deve avere come primo pensiero la soddisfazione degli studenti. Il personale tecnico amministrativo invece è stato quasi annullato. Si è iniziato con l’epurazione del Direttore Amministrativo il Dott. Guido Croci e si è arrivati ad un rimescolamento delle posizioni organizzative, spesso ingiustificate e non rispondenti alle singole  competenze.

Precari che ormai sono abbandonati al loro destino

E non voglio dimenticare la questione dei precari, attualmente assunti grazie ai fondi destinati a noi studenti e che noi abbiamo volentieri finalizzato per mantenere aperte le segreterie e le biblioteche. Precari che ormai sono abbandonati al loro destino, senza che nessuno si sia preoccupato di trovare una soluzione. Oltre a questi problemi sostanziali esiste purtroppo un grave problema di metodo. Un problema che non può essere più rimandato ossia quello della gestione politica della nostra Università in particolare da parte del Rettore. Un Rettore che è attivista di un partito politico di estrema sinistra, come tutti sanno, visto che alle elezioni regionali del 2005 è stato candidato con Vendola, e che ha portato decisamente la sua ideologia politica all’interno dell’Università di Foggia creando consapevolmente una maggioranza e un’opposizione negli organi accademici. Chiari sono i segnali di questa impostazione. La maggior parte delle decisioni in Consiglio d’Amministrazione e in Senato vengono prese a maggioranza senza nemmeno porsi il problema della coesione e della convergenza delle idee. Oltre a questo il Rettore usa costantemente i mezzi di comunicazione per lanciare le sue idee, i suoi obiettivi e spesso per pubblicizzare quei pochi risultati ottenuti dall’Unifg come se fosse in campagna elettorale. Per non parlare della comunicazione interna, ormai controllata direttamente dal Rettore stesso, il quale ha preteso la scomparsa dell’Area Comunicazione, condotta egregiamente guarda caso dalla figlia dell’ex Rettore Muscio. Per pubblicare una notizia o un’iniziativa sul sito devi essere controllato e filtrato altrimenti non se ne fa nulla. Anche i convegni e i temi trattati all’inaugurazione dell’anno accademico ormai hanno stampo ideologico-politico, basti pensare agli affondi sul Governo e sul Ministro Gelmini. Per finire con l’appoggio totale al Presidente Vendola, addirittura facendo entrare bandiere e simboli del partito nell’Aula Magna di Economia in occasione dell’incontro con i candidati alla Regione oppure, cosa mai vista da quando esiste la nostra Università, sottacendo alla presenza di manifesti con i simboli del partito di Vendola all’interno delle facoltà. Chiaramente nulla contro Vendola che ha ottenuto legittimamente e meritatamente la sua riconferma e nulla contro nessun partito di destra o sinistra. Il problema di fondo è un altro: l’Università non è il luogo della politica dei partiti e lo dico come rappresentante di un’associazione che si onora di essere apartitica (AREA NUOVA). L’Università deve invece dialogare con tutti gli enti dove regna la politica, affinché questi si possano mettere al servizio del nostro ateneo e mi riferisco alla Provincia, al Comune, alla Regione e al Governo. In questo modo c’è il forte rischio, in parte già realtà, che le istituzioni isolino la nostra Università e il sostegno o i fondi da sfruttare diventino una chimera. In questo periodo di magra poi è una questione cruciale.

E al bilancio chi ci pensa? Siamo sul lastrico e tutto tace. Assente un piano strategico e di sviluppo dell’ateneo, da me richiesto a più riprese

Tuttavia l’ultima manovra del Rettore Volpe sulla revisione dello Statuto sembra andare purtroppo ancora nella direzione dell’accentramento dei poteri partendo proprio dalla riforma Gelmini che lui tanto contesta ma che a tratti evidentemente gli fa comodo. Infatti nella proposta (partita dal rettore e non dal Senato Accademico come vuole la prassi) c’è l’idea di dimezzare il Consiglio d’Amministrazione portandolo a 10 componenti e dando potere di voto anche al Pro-rettore e al Direttore Amministrativo che da Statuto sono indicati dal Rettore stesso. Questo è solo un esempio perché oltre a questo si vuole quasi far scomparire i rappresentanti degli studenti e del personale tecnico. Invece sul fronte della riduzione dei Dipartimenti, si arrende facilmente…chissà perché. Il tutto per una riduzione dei costi irrisoria (si parla di 100mila euro) ignorando che la riforma Gelmini è ancora agli albori e che quindi la sua manovra non è contestuale ma ipoteticamente pretestuosa. E al bilancio chi ci pensa? Siamo sul lastrico e tutto tace. Assente un piano strategico e di sviluppo dell’ateneo, da me richiesto a più riprese.
Il mio appello è prima di tutto al Rettore stesso affinché torni indietro sui suoi passi, cercando di non fare accelerate poco condivise e soprattutto cercando di fare dell’Università un luogo in cui partecipazione e democrazia siano costantemente ricercate (e non a spot pubblicitari) lasciando fuori le proprie ideologie e le legittime inclinazioni politiche. Questa esposizione non ce la possiamo permettere e pertanto l’appello mio e dell’Associazione AREA NUOVA è rivolto a tutti i docenti e a tutta la comunità accademica affinché siamo consapevoli del rischio di una deriva di valori e si tuteli l’istituzione Università come luogo di condivisione oltre che di formazione e ricerca, chiaramente nel rispetto dei ruoli.
Chi ne subisce le conseguenze però sono gli studenti pertanto, nel confermare la mia chiara disponibilità al dialogo contestualmente alla strenua difesa dei diritti degli studenti aspetto giorni migliori…
Claudio Amorese
Presidente del Consiglio degli Studenti

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