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Riuscitissimo l’happening al Falso Movimento / Caro Mauro, the show must go on

10 maggio 2010

Successo straordinario dell’happening/testimonianza organizzato per progettare la continuità dello storico cinema d’essai cittadino. Il Falso Movimento è diventato un vero movimento.

Quattro ore e mezza di happening per dire no alla chiusura del Falso Movimento, gremito più che mai. Una volta tanto non solo cinema d’essai nella storica sala di via Campanile, ma anche teatro, musica, arte. E poi gli interventi degli amici di Mauro Palma, che non si rassegnano all’idea che dal 30 luglio prossimo questo indiscusso punto di riferimento della cultura cittadina debba chiudere i battenti.
Il braccio di ferro con la parrocchia Cattedrale si è concluso con una sentenza di sfratto pronunciata a malincuore dal Tribunale di Foggia: delle sei pagine di cui si compone la sentenza, ben due sono dedicate a ricordare i meriti del Falso Movimento, la sua importanza nevralgica nello scacchiere culturale cittadino, che sta diventando sempre più povero, sempre più asfittico. Ma il contratto era in scadenza per finita locazione, e non ci sono norme che tutelino i cinema ed i teatri.
Nel corso della serata, grazie al bel documentario  “Lo sguardo libero” di Carlo Fenizi e Marco Esposito, si è appreso che la vicenda del Falso Movimento non è la sola in Italia, e che sono anzi numerose le vertenze che oppongono istituzioni ecclesiastiche a gestori di contenitori culturali. Il direttore del teatro San Babila di Milano, Gennaro D’Avanzo, intervenuto telefonicamente alla serata ha invocato una legge che tuteli maggiormente i cinema ed i teatri, che non sono evidentemente aziende qualsiasi. Se ne occuperà il Parlamento nelle prossime settimane, ma probabilmente quando sarà troppo tardi per salvare il cinema di via Campanile.

IL CASO FOGGIA NON È ISOLATO: PROBLEMI ANCHE A MILANO, RAVENNA, CATANIA E VIAREGGIO
Ma Mauro Palma e D’Avanzo sono in buona compagnia: più o meno nelle stesse condizioni versano il Centrale cinema di Viareggio (solo locale d’essai della Versilia), il cinema Nando Greco di Catania e il Jolly.doc di Ravenna. “Non conosco bene la vicenda, ma è sempre amaro constatare che la chiesa non denoti una certa sensibilità quando si tratta di difendere presidi culturali che migliorano la qualità della vita e la solidarietà. Il panorama culturale pugliese esce molto impoverito dalla chiusura del Falso Movimento”, ha commentato il regista salentino Edoardo Winspeare, intervenuto anche lui telefonicamente, non solo nella veste di uomo di cinema, ma anche di uomo di fede, cattolico, discepolo di don Tonino Bello.
Ma quella che doveva essere una festa di congedo, si è trasformata via via in una festa di speranza, che ha tra l’altro messo in campo una produzione culturale di notevole spessore: è stato assai più di un happening, o di una testimonianza corale di solidarietà verso Mauro Palma e verso quanti si battono per scongiurare la chiusura del Falso Movimento, o comunque garantirne la continuità, attraverso il trasferimento delle attività ad un’altra sede.
“Stasera ho avuto l’impressione di trovarmi ad assistere ad uno spettacolo in una capitale europea, tanto elevata è stata la qualità dei diversi interventi”, ha detto il preside del Liceo Classico Lanza, Giuseppe Trecca, consigliere comunale dell’Italia dei Valori (e dunque di minoranza), che ha invitato le istituzioni locali a fare di più, ricordando come la Cattedrale abbia ottenuto una particolare attenzione da parte del Comune, che ha consentito l’accesso ai finanziamenti necessari per il completamento dei lavori di restauro. “E comunque – ha concluso Trecca – mi pare che quella di stasera non debba essere considerata una fine, ma piuttosto un inizio, l’inizio di un nuovo processo.”
La sfida passa adesso per la ricerca di una nuova localizzazione del Falso Movimento e delle sue molteplici attività, che non si esauriscono certamente nella programmazione del cartellone settimanale, ma spaziano alla rassegna (che – com’è stato ricordato – è la seconda manifestazione pugliese per anzianità) e agli incontri con la scuola che quasi tutti i giorni occupano i matinée della sala di Mauro Palma.

INSERRA: “LA CHIUSURA DELLA CHIESA NON PUÒ ESSERE UN ALIBI PER GLI ENTI LOCALI”
Un’attività complessa, che non sarà facile delocalizzare e trasferire altrove, ma che è opportuno – come ha sottolineato il rettore dell’Università di Foggia, Giuliano Volpe, tra i più attivi nelle iniziative per salvare il Falso Movimento, “mantenere nel centro storico cittadino, che è la fucina culturale della città”. Volpe ha anche dichiarato l’impegno dell’Università per studiare, assieme all’amministrazione, la possibilità di recuperare e restaurare uno degli ex cinema ubicati nel centro storico, e da tempo in disuso, per restituirli alla loro originaria funzione di contenitori culturali. L’assessore comunale alla Cultura, Rocco Laricchiuta, ha salutato con entusiasmo il protagonismo dei giovani emerso nel corso della serata: “I giovani rappresentano la grande speranza di futuro per la nostra città, ed il Falso Movimento è un punto di riferimento importante per i giovani.”
Sia il sindaco Gianni Mongelli che il presidente della Provincia, Antonio Pepe hanno fatto giungere messaggi di solidarietà e di saluto. “Ma adesso è necessario che la solidarietà diventi iniziativa politica”, ha detto Geppe Inserra, conduttore della serata e promotore del gruppo facebook “Salviamo il Falso Movimento”, nonché della petizione popolare a suo tempo sottoscritta da oltre 5.000 cittadini. “È giunto il momento che le istituzioni locali cerchino di affrontare il problema assieme, adesso il problema è verificare, nelle more di una soluzione definitiva del cinema in una nuova sede, come garantire la continuità delle iniziative e dei programmi del Falso Movimento. La chiusura della Cattedrale e della Curia di fronte ad ogni tentativo di mediazione non può diventare un alibi per dire che non c’è niente da fare. Per questo chiediamo che gli enti locali convochino un ‘tavolo di confronto’ tra le diverse istituzioni interessate, perché siamo convinti che tutti insieme si possa trovare una via d’ uscita.” Si tratta di “non spegnere la luce del Falso Movimento, una delle poche luci che brillino nel buio della cultura foggiana”, come ha detto Vladimir Luxuria, intervenuta telefonicamente.
Interventi critici nei confronti dell’atteggiamento della Curia ma anche delle istituzioni locali sono giunti da parte di Katia Ricci e Donata Glori, per l’associazione “Le merlettaie”.

LUXURIA: “IL FALSO MOVIMENTO È UNA LUCE CHE BRILLA NELLA NOTTE DELLA CULTURA FOGGIANA”
Non ha parlato molto, il grande celebrato Mauro Palma, che si è reso però protagonista di un gesto di alto valore simbolico. Il direttore del Falso Movimento ha distribuito ai presenti tutto il materiale d’archivio del cinema: le pellicole dei trailer dei diversi film proiettati, le locandine, altri materiali che documentano la storia e la vita del suo cinema. Le emozioni e le suggestioni più profonde della serata sono arrivate dalle diverse performance che hanno animato la serata. Questa rete non soltanto virtuale, ma splendidamente concreta, questa rete intessuta di sogni e creatività che si è saldata attorno alla sala di via Campanile, ha messo in campo un livello di produzione culturale di tutto rispetto, che deve far riflettere sulla raggiunta maturità della cultura cittadina, sulla sua capacità di esprimersi, di ritrovarsi unita.
Tra le cose più belle della serata va senz’altro ricordata la memorabile e divertente piece allestita per l’occasione dal Cerchio di Gesso, che tra una battuta e l’altra ha teatralizzato la vicenda del Falso Movimento, prima collocandola nel contesto culturale cittadino, e quindi concludendola con una citazione brechtiana (veramente la paternità del brano non è certissima ma la cosa conta poco), di grande significato: “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari / e fui contento, perché rubacchiavano. / Poi vennero a prendere gli ebrei / e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. / Poi vennero a prendere gli omosessuali, / e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. / Poi vennero a prendere i comunisti, / ed io non dissi niente, perché non ero comunista. / Un giorno vennero a prendere me, /e non c’era rimasto nessuno a protestare.”

“QUANDO VENNERO A PRENDERMI, NON C’ERA RIMASTO NESSUNO A PROTESTARE”
Sul versante cinema, oltre alla prima de  “Lo sguardo libero” di Carlo Fenizi e Marco Esposito di cui abbiamo già detto (un bell’esempio di cinema militante), va registrata la partecipazione dell’autore della efficace locandina del mediometraggio: il creativo foggiano Antonello Morsillo, grafico già autore di copertine per artisti come Donatella Rettore, Patty Pravo e Milva.
Notevole interesse ha suscitato anche l’altra “prima in programma”: il documentario performativo “The electric oriental journey” di Giulia Battaglia, antropologa-filmmaker foggiana che ha vissuto per diverso tempo in India, dove il cortometraggio è stato girato.
Angelo Cavallo e Manlio Mazza hanno letto alcuni brani di un libro di prossima pubblicazione che narra il percorso maturativo di un adolescente foggiano: il brano è ambientale nella vecchia “Sala Farina” gestita per decenni da Giustino Palma, padre di Mauro. Reading di poesie alternati a canzoni sono stati eseguiti da Maria Rosaria Vera e dalle allieve dell’Officina Teatrale di Pino Casolaro, Stefania Spinapolice e Simona Ianigro. L’artista Michele Sepalone è stato invece protagonista di una riuscita performance (nella foto sopra): ha dipinto un’opera sulla chiusura del Falso Movimento che è stata “firmata” da tutti i presenti in sala.
Tante anche le esibizioni di band, gruppi e solisti. La Gianni Pellegrini Band ha eseguito tra l’altro una bella canzone sui bombardamenti a Foggia. Tanti applausi anche per Nahima, Charmin Elf e Amalia Agnessa. La conclusione è stata affidata a Cala la Sera (gruppo che sta lavorando con particolare attenzione alla riscoperta della tarantella di San Giovanni Rotondo), che all’una e trenta passate con la storica “Jammece a retrà che je fatte nota” è sceso dal palcoscenico per proseguire cantando e suonando l’esibizione in via Campanile.
Un bel modo per concludere senza concludere, ed anche un segnale di buon auspicio per la storia del Falso Movimento, questo spettacolo che prosegue altrove. Come a dire, the show must go on.

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