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Il dibattito / Scappare da Foggia? No, ma impegniamoci

11 maggio 2010

Scappare da Foggia, da una città sempre più inguaiata e sempre più grigia? Come accade sul fronte calcistico, l’impressione è che siamo arrivati ai play out. Il rischio di un’altra retrocessione – civile e culturale – è immanente. Lo scrivevamo qualche giorno fa, commentando la lettera di Marcella, una nostra lettrice che invitava i giovani a prendere cappello ed andarsene.
La missiva di Marcella e le nostre considerazioni hanno provocato un vivace dibattito sul nostro blog.
Il primo ad intervenire è stato Nicola Giardinelli: “Sono stanco di scrivere su internet che i foggiani si devono svegliare, ma gli altri paesi sono più avanti di noi, su tutto. La nostra terra è piena di risorse, dal turismo di montagna a quello del mare e non dimentichiamo quello religioso legato al fenomeno di Padre Pio. Per quanto riguarda l’agricoltura siamo primi in Europa, dal grano all’ortofrutta. Il Tavoliere è una delle zone più vaste d’Italia. Non dimentichiamoci che abbiamo tre aeroporti, ricordatevi quello di borgo Mezzanone con 3,5 km di pista che sarebbe l’invidia dei baresi se funzionasse, il porto di Manfredonia che non riesce a decollare come si vuole, si parla dei famosi nastri d’oro che sono fermi nel porto, oggi una spesa inutile, ma usiamoli allora. Siamo primi in Europa per quanto riguarda la produzione di energia alternativa. Invece di scavare i cosiddetti pozzi per estrarre energia, usiamo l’energia che è sulle nostre teste, ci passa ogni giorno, (vento e sole), il vero petrolio è sopra di noi… ecco perché in Capitanata si produce quello che da altri parti non si può produrre e le multinazionali delle energie vogliono produrre in Capitanata.”
Tanta ricchezza che potrebbe alimentare uno sviluppo autopropulsivo, e invece niente. Per Giovanni, la colpa è della politica. In riferimento all’amara vicenda dell’ Authority alimentare, ma anche del mancato decollo dell’aeroporto Lisa, il nostro lettore scrive: “Ora l’unica speranza é la ribellione di noi cittadini verso i politici nostrani incapaci di farsi rispettare. Tutti noi dobbiamo darci una mossa e già tardi ma meglio tardi che mai, all’attacco foggiani tutti, ora tocca a noi.”
Alfonso Di Giovanni teme invece (a nostro avviso giustamente) che l’imminente riforma federalista possa peggiorare ancora di più la situazione: “Da tutto questo e considerando che si va verso il federalismo (prima o poi lo si farà) si può dedurre che le cose andranno sempre peggio!”
Alfonso suggerisce un’indicazione, una possibile via di uscita: “La sola soluzione valida sta nella ristrutturazione geo-politica-amministraiva del territorio: in altre parole, le decisioni riguardanti il nostro territorio devono essere prese nel nostro territorio da gente del nostro territorio.”
Walter De Simone

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2 commenti leave one →
  1. luca permalink
    11 maggio 2010 21:04

    la mia proposta andare sotto al comune ..e farci sentire con le cattive maniere !!! abbiamo le scatole piene

  2. roberto permalink
    11 maggio 2010 21:12

    FOGGIA.. 150.000 abitanti amministrata da incapaci ,gente che non osa, aereoporti puglia ,fara”il nuovo scalo aereoportuale a BRINDISI 80mila abitanti circa..quanto c e GROTTAGLIE a due passi !!! e noi ?? sono 15 anni che si parla di allungare il gino lisa !!! dove sono i politici ??destra ,sinistra?? dove sono i politici di FOGGIA?? basta vedere il PD che litiga solamente per il MATTONE ect.. alla faccia del cambiamento, la citta”a perso la pazienza.. se scoppia so cazzi amari

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