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Il Gargano deve esplorare strade alternative / Avioturismo, una carta da giocare

14 maggio 2010

Non si tratta di sopperire ai problemi dell’aeroporto Lisa, ma di diversificare l’offerta turistica. In termini di qualità

Avioturismo. È se fosse questa la risposta ai problemi di raggiungibilità del Gargano? Certamente, non si tratta di un’alternativa all’annoso problema rappresentato dall’inadeguatezza della pista del Lisa di Foggia, che non consente l’atterraggio di voli charter, che potrebbero attirare sul Gargano tanti tour operator. Ma si tratterebbe comunque di una concreta opportunità di diversificazione dell’offerta turistica, proprio in un momento in cui, come diciamo anche in altra parte del giornale, il turismo garganico sta vivendo una congiuntura abbastanza problematica.
L’avioturismo (ovvero la possibilità di atterrare con aerei da turismo leggeri in prossimità di mete turistiche) sta diventando per l’Italia un affare sempre più interessante, tanto è vero che è nato un vero e proprio progetto di sviluppo del settore, il PAI (Progetto Avioturismo Italia), ideato da Guido Medici, editore dell’Avioportolano Italia, guida biennale che rappresenta il principale strumento per chi nel nostro paese fa del turismo aereo, patrocinato dal Ministero del Turismo e già appoggiato dall’Enit. L’obiettivo del programma è ambizioso: si spera di fare dell’Italia il polo di attrazione del turismo aeronautico europeo.
Il Gargano si sta attrezzando bene per quanto riguarda i porticcioli e gli approdi turistici. Perché non pensare ad una stessa offerta per quanto riguarda il turismo aereo?
Tra le prime regioni che hanno fiutato l’affare c’è l’Umbria, che con una delibera del marzo 2010 ha stanziato 43 milioni di euro per progetti di sviluppo turistico e ha inserito tra questi l’avioturismo come risorsa per lo sviluppo del territorio rifacendosi proprio ai contenuti specifici del Progetto Avioturismo Italia. Perché non pensare a qualcosa del genere anche per il Gargano, che presenta per molti versi una situazione ambientale simile a quella della regione “cuore verde d’Italia”? Il Gargano si sta attrezzando bene per quanto riguarda i porticcioli e gli approdi turistici. Perché non pensare ad una stessa offerta per quanto riguarda il turismo aereo?
La foto che accompagna questo articolo raffigura la copertina dell’Avioportolano Italia, ed è un po’ malinconico constatare quanto sia rarefatta la presenza di aviosuperfici (che non sono veri e propri aeroporti, naturalmente, ma soltanto dei campi attrezzati su cui possono atterrare e decollare gli aerei da turismo).
Andrebbe pertanto seguito ed in un certo senso imitato il modello umbro: l’Umbria, infatti, è una realtà che anche a livello di impegno dei gestori delle singole aviosuperfici, ha subito scommesso sul “Progetto Avioturismo Italia”, con una collaborazione attiva ed entusiasta. Si tratta di un territorio ideale, per organizzazione e iniziative, dal punto di vista avioturistico che può a buon diritto essere preso d’esempio, come appare evidente nella nuova guida “Italia in volo”, dove le peculiarità dell’Umbria per il turismo aereo, a partire proprio dal Meeting di Primavera di Castiglione del lago, sono ampiamente illustrate. E dalla collaborazione con la Regione Umbria è nata anche la prima “Aerotouring Flight Map”, una praticissima carta aeroturistica regionale che contiene le informazioni aeronautiche e un’agile presentazione turistica e che chiusa occupa lo spazio di una carta di credito. Perché non provarci?

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