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L’Amica affoga, il sindacato incalza

16 maggio 2010

Mentre la città è sempre più sporca, ecco la presa di posizione della Fialt: lavoratori ex Daunia Ambiente trasformati in netturbini

La città annaspa, affoga tra i debiti. L’amministrazione comunale è alle prese con la preparazione del bilancio di previsione più difficile della sua storia: questa volta bisognerà far quadrare i conti, perché i conti di Palazzo di Città sono ormai nel mirino della Corte dei Conti, il cui magistrato istruttore ha espressamente chiesto al sindaco se non ritiene ricorrano le condizioni per la dichiarazione di dissesto finanziario.
L’amministrazione è sull’orlo della bancarotta, e nella stessa direzione sembrano incamminate le aziende partecipate, nonostante gli sforzi, anzi i salti mortali, che gli amministratori unici insediati dall’amministrazione Mongelli stanno conducendo nel tentativo di salvare queste aziende, che rappresentavano una volta “i gioielli di famiglia”, dal naufragio.
La città ne paga le conseguenze. Tra le aziende più nei guai c’è l’Amica, reduce da una disastrosa gestione politica, e che non a caso è stata affidata alle cure di un viceprefetto, il dott. Di Bari. Nella casse dell’azienda non ci sono i soldi neanche per riparare i mezzi preposti allo spazzamento. È stata costretta già a chiudere i battenti la Daunia Ambiente, società preposta alla raccolta differenziata dei solidi urbani, che è stata sciolta. Non è stato rinnovato il contratto per i servizi di spazzatura, con il relativo licenziamento dei dipendenti della cooperativa che lo gestiva. Non è stato portato a compimento il concorso per l’assunzione dei nuovi netturbini in quanto il vecchio consiglio di amministrazione non aveva previsto la regolare copertura finanziaria.
In questa situazione che volge al dramma, non accenna a placarsi la tensione sindacale. Dopo un periodo iniziale di “tendenza al bello”, le relazioni aziendali sono precipitate in un muro contro muro, che rischia di avere come vittima esclusiva la città, sempre più sporca.
Dopo il duro comunicato stampa delle organizzazioni sindacali aziendali Cgil, Cisl e Uil di qualche settimana fa, a scendere adesso in campo è Federazione Italiana Autonoma Lavoratori del Terziario (Fialt), con una nota a firma del segretario, Alberto Pinto, che si occupa in modo particolare dei problemi della maestranze della Daunia Ambiente.
I vertici aziendali stanno vagliando in questi giorni come rioccupare le lavoratrici ed i lavoratori che dipendevano dall’azienda partecipata sciolta. Stando a quanto lascia intendere la stessa nota sindacale, vi sarebbe l’intenzione di adibire i lavoratori non più alla “differenziata” ma a servizi istituzionali svolti dall’Amica.
Nella nota, Pinto smentisce prima di tutto che i sindacati siano contrari alla stabilizzazione dei lavoratori di Daunia Ambiente (ma va ribadito che il segretario parla a nome del suo sindacato, la Fialt: sarebbe interessante sapere che ne pensano i “confederali”) “nulla di più falso”, scrive Pinto,  che fa capire che l’Amica avrebbe deciso di “trasformare” in netturbini 12 unità di Daunia Ambiente. Il segretario è però scettico su questa decisione: “con 12 spazzini si vuole risolvere l’emergenza Foggia””, si domanda, per poi aggiungere che “si parla di altre 30 unità da trasferire al servizio, attualmente svolto da una coop. di servizi di guardiania. Ma la Fialt si chiede, a questo punto, la consultazione preventiva ed il confronto con il sindacato quando sono previsti? A decisioni attuate? A scelte fatte? Molte cose non sono state dette e non vengono chiaramente rappresentate ai sindacati presenti in Amica ed in Daunia Ambiente, attualmente in liquidazione.”
Sembra che le 12 unità ex Daunia Ambiente interessate alle nuove mansioni siano state fatte sottoporre a visita medica, per verificare l’idoneità.
“Con chi è stato concordato questo distaccamento temporaneo del personale, per quanto tempo? Si può parlare di stabilizzazione? Si può parlare di responsabilità del sindacato, quando a quest’ultimo non viene concessa la possibilità di concertare e di ottenere una corretta e chiara informativa aziendale preventiva?” si domanda ancora Pinto.
La Fial ha pertanto chiesto la convocazione urgente di un incontro, “al fine di comprendere cosa le due società vogliono fare, conoscere  il vero piano industriale, comprendere la sorte di tutti i 104 lavoratori di Daunia Ambiente. La Fial si chiede infatti chi prenderà il posto del personale distaccato in Amica ed effettuerà il servizio della raccolta differenziata, all’indomani della riduzione della forza lavoro ed alla mancanza cronica degli automezzi necessari a garantire il regolare espletamento del servizio.

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