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Reati in calo, ma il territorio deve fare di più

16 maggio 2010

La presa di posizione del Questore di Foggia, D’Agostino. I reati sono in calo, sempre più forte l’assedio ai poteri criminosi. Ma non basta.

Il Questore di Foggia, Bruno D’Agostino, non è uno che le manda a dire. E ha tenuto fede a questa sua caratteristica anche l’altra mattina, presentando alla stampa la Festa della Polizia che si è tenuta a Lucera.
Il responsabile provinciale dell’ordine pubblico ha approfittato dell’incontro con i giornalisti per fare il punto sulla lotta al crimine nei primi mesi del 2010, ma anche per alcune riflessioni sul malessere sociale, sempre più acuto, che angustia sia il capoluogo sia il resto del territorio provinciale.
Parole vibranti quelle pronunciate dal dott. D’Agostino che ha dimostrato di essere diventato un osservatore sempre più acuto e profondo dei problemi del territorio. “Qui c’è una grave situazione sociale”, ha detto il Questore, sottolineando la scarsa partecipazione della società civile, la tendenza diffusa a rifuggire dalle responsabilità civiche, che contribuiscono ad aggravare un contesto caratterizzato da un elevatissimo indice di disoccupazione, da una criminalità organizzata assai ben radicata nel territorio e da una diffusa crisi degli enti pubblici alcuni dei quali sono a rischio bancarotta.
Il Questore non lo ha detto, né poteva dirlo, ma è evidente che a provocare una situazione così grave è anche il vuoto della politica, che non svolge – o svolge male – la sua funzione di governo del territorio, rendendone ancora più grave la crisi.
Per fortuna, però, lo Stato c’è, non rinuncia al suo ruolo, tanto che proprio questi primi mesi del 2010 consentono di tracciare un bilancio positivo della lotta al crimine, nonostante il radicamento che esso possiede nella società, e che trova, purtroppo, alimento anche dal malessere sociale diffuso.
D’Agostino ha positivamente commentato l’introduzione del cosiddetto “modello Caserta” (una più visibile presenza dello Stato assicurata anche dall’Esercito, e guerra alla mafia anche sotto il versante finanziario, con il massiccio sequestro di beni) anche a Foggia.
Il Questore ha illustrato dati importanti. I reati sono in diminuzione. Nel primo quadrimestre dello scorso anno, infatti, erano stati 8.697, mentre nello stesso periodo di quest’anno sono stati 7.914. In calo anche le rapine, che sono passate da 146 del 2009 alle 133 del 2010. Un trend negativo ha fatto registrare anche un reato particolarmente tipico della criminalità, ovvero le estorsioni dai 70 casi del 2009 si sono ridotti a 39 nel 2010.
Ma non si può cantare vittoria, anzi. Nonostante la più forte e rassicurante presenza delle forze dell’ordine, il fenomeno mafioso è tutt’altro che debellato. “La situazione più pericolosa – ha detto il Questore- resta quella del Gargano dove sono ancora in corso le ricerche di due pericolosi latitanti e dove c’è il rischio di una continuazione della faida, la sanguinosa lotta tra gli allevatori del promontorio che in 30 anni ha seminato morte e distruzione. La cattura dei due latitanti è difficile sia per la particolare orografia del territorio, sia perché ci troviamo di fronte a due personaggi di spessore nel panorama delinquenziale”.
Se il Gargano continua a mettere paura, sembrano andare meglio le cose per quanto riguarda il contrasto alla mala foggiana. “È ormai sotto chiave – ha detto in proposito D’Agostino – perché tutti i capi sono in carcere”. Ma anche in questo caso, non bisogna abbassare la guardia, perché restano purtroppo fertili i campi di “malazione”: lo spaccio di droga, le estorsioni e non ultimo quello del traffico di rifiuti pericolosi.
Risultati ampiamente positivi sono stati raggiunti anche per quanto riguarda l’altro filone del “metodo Caserta”, quello finanziario, che ha rappresentato il caposaldo di un’altra forte azione di contrasto alla criminalità. I dati relativi sono stati illustrati ai giornalisti dal dirigente della squadra Mobile, dott. Antonio Caricato che ha sottolineato ed illustrato l’aggressione ai patrimoni mafiosi, svolta in collaborazione con la GICO della Guardia di Finanza. Da dicembre 2009 ad oggi – ha affermato Caricato – sono stati sequestrati beni per un valore complessivo di 710mila euro.
Arturo Desio

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