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Il Comune di Foggia al bivio: bilancio comunque o dissesto finanziario?

18 maggio 2010

Non è più possibile il “bilancio creativo” (e non veritiero) degli anni scorsi. Questa volta, con il fiato sul collo della magistratura contabile, bisognerà far quadrare i conti. E la politica deve tornare a farsi carico del futuro della città.

E adesso, che si fa, sindaco Mongelli? L’analisi della sezione regionale della Corte dei Conti inchioda l’amministrazione comunale alle sue responsabilità, e proprio alla vigilia dell’esame del bilancio di previsione. Come il Quotidiano di Foggia ha già pubblicato, i rilievi della magistratura contabile mettono in evidenza un “buco” che nella migliore della ipotesi a 168 milioni di euro, al netto di un contenzioso ancora in itinere e di tutta una serie di lavori di somma urgenza non ancora pagati, che potrebbe essere anche la parte sommersa dell’iceberg.
La relazione della Corte mette anche in evidenza il meccanismo con cui si è prodotta la voragine finanziaria: da un lato debiti ed impegni di spesa non pagati, dall’altro entrate “accertate” ma non effettivamente riscosse, che hanno fatto restare le entrate al di sotto di quanto era stato previsto nel bilancio di previsione, mentre la spesa restava quella iscritta in bilancio.
Un meccanismo perverso, che ha progressivamente squinternato le casse comunali. Il Comune di Foggia pensava di poter spendere più di quanto non potesse, e di fatto ha speso più di quanto potesse permettersi. La situazione è grave, gravissima. L’amministrazione Mongelli si trova di fronte ad un drammatico bivio.
Scartata la possibilità di approvare un bilancio “creativo” così com’è successo negli anni scorsi, inserendovi poste di entrata non veritiere, non restano che due strade: approvare un bilancio di previsione “vero”, che cioè si faccia carico di colmare la voragine messa impietosamente in evidenza dalla Corte dei Conti, oppure dichiarare il dissesto finanziario, con le conseguenze che esaminiamo nel dettaglio in altra parte della pagina.

FORSE È ORMAI UTOPISTICO UN BILANCIO “VERO”
Ovviamente, la prima possibilità – l’approvazione di un bilancio di previsione “vero” – potrebbe rivelarsi utopistica, nulla di più che una bella intenzione. Forse è ormai troppo tardi: potrebbe non esistere proprio più la possibilità di far quadrare i conti, assolvendo nello stesso tempo ai compiti ed ai servizi essenziali del Comune.
Nella parte finale della relazione inviata dalla Corte dei Conti al Sindaco, è proprio questa la possibilità che viene adombrata: che il bilancio dell’amministrazione sia ormai strutturalmente dissestato. Il magistrato istruttore, dott. Luca Fazio, concludendo la sua lettera al primo cittadino, chiede “se codesto Comune stia garantendo l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili” e “se codesto Comune non stia ravvisando l’esistenza nei propri confronti di crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’art.193, nonché con le modalità di cui all’art.194 per le fattispecie ivi previste”.
Il richiamo è agli articoli del Testo Unico sugli enti locali che rispettivamente disciplinano la salvaguardia degli equilibri di bilancio e il riconoscimento di legittimità di debiti fuori bilancio. Poco più avanti, all’art.244, il Testo Unico descrive lo stato di dissesto finanziario proprio con le espressioni usate dal dott. Fazio: “Si ha stato di dissesto finanziario, se l’ente non può garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili ovvero esistono nei confronti dell’ente locale crediti liquidi ed esigibili di terzi cui non si possa fare validamente fronte con le modalità di cui all’articolo 193, nonché con le modalità di cui all’articolo 194 per le fattispecie ivi previste.”

SECONDO LA CORTE DEI CONTI, CI SONO I PRESUPPOSTI DEL DISSESTO
Il senso di responsabilità ed il realismo fino ad oggi dimostrati da Gianni Mongelli lasciano supporre che il Sindaco, che ha oltre tutto riservato a se stesso la delta al bilancio, sarà molto scrupoloso nell’analizzare la situazione, anche se c’è chi dice che pur essendosi l’amministrazione insediata da ormai un anno, ancora non è stata fatta del tutto chiarezza sulla reale esposizione debitoria comunale, che potrebbe essere ancora più consistente di quella evidenziata dalla Corte dei Conti regionale.
Per la verità, esisterebbe una terza possibilità rispetto alle due che abbiamo descritto in precedenza, la peggiore dal punto di vista politico. È la prospettiva che si aprirebbe qualora il consiglio comunale non approvasse il bilancio di previsione, né dichiarasse lo stato di dissesto (che sospende i termini per l’approvazione del bilancio). In questo caso (e giova ripeterlo, solo in questo caso) il consiglio comunale verrebbe sciolto, e sarebbe nominato un commissario prefettizio per l’amministrazione ordinaria. Va detto che la nomina del commissario non allontanerebbe lo spettro del dissesto finanziario: qualora il commissario dovesse infatti convincersi della impossibilità di approvare un bilancio veritiero, sarebbe egli stesso tenuto alla dichiarazione del dissesto.
È uno scenario che va tenuto presente nella sua globalità, in uno dei momenti più difficili della vicenda amministrativa della città di Foggia. La situazione è così grave da esigere uno sforzo congiunto dell’amministrazione, al di là dei ruoli di maggioranza e minoranza. Uno sforzo di responsabilità da parte della politica che deve rispondere ad un quesito elementare, e nello stesso tempo terribile.Deve dire che vuole – veramente e seriamente – tornare a farsi carico del futuro della città. Cosa che ormai da anni non fa più.
Arturo Desio

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