Skip to content

Cerignola, da food valley a capitale del velenitaly

28 maggio 2010

Dopo l’olio adulterato ed i funghi guasti, altro mega sequestro: mezza tonnellata di insaccati conservati male e scaduti

A gennaio i funghi avariati provenienti dalla Cina, e sequestrati in una incredibile quantità (44 tonnellate). Ieri è toccato agli insaccati: i carabinieri del Nas – nucleo antisofisticazione – di Bari, hanno sequestrato 571 chilogrammi di prosciutto e altri insaccati perché tenuti in cattivo stato di conservazione. Nel corso  del blitz operato dai militari, pare sia stata rinvenuta anche una certa quantità di alimenti scaduti.
L’operazione ha avuto come teatro un deposito per alimenti alla periferia della città. Il titolare è stato denunciato a piede libero.
Fin qui la notizia di cronaca, che però non può essere ridotta a puro e semplice racconto dei fatti. Ormai troppe volte la cittadina del Basso Tavoliere, che con Foggia e San Severo dovrebbe condividere il primato di capitale agro-alimentare del Tavoliere, finisce sotto i riflettori della cronaca per episodi come questo.
A novembre del 2007, furono sempre i carabinieri del nucleo barese ad inviduare e porre sotto sequestro circa 5400 litri di finto olio extra vergine di oliva, racchiuso in ben 1.080 le lattine da 5 litri, tutte contenenti olio extra vergine di oliva adulterato.
Ancora più clamoroso quanto accadde ad aprile 2008, ed anche in questo caso l’adulterazione riguardava l’olio di oliva. Nell’ambito dell’operazione  che passò alla storia della cronaca nera con il nome di Spremuta d’oro, i militari sgominarono un autentico sodalizio criminale dedito alla sofisticazione di extravergine di oliva che aveva il suo fulcro strategico a Cerignola, ma ramificazioni nelle città di Milano, Napoli, Brindisi, Campobasso, Latina, Salerno, Bari e Varese.
Con l’operazione del 2008 furono arrestate dai militari del Nas di Bari 39 persone e furono sequestrati 7 oleifici per oltre 25mila litri di olio non genuino. In quel caso si smantellò una vera e propria organizzazione criminosa, dedita alla sofisticazione e alla contraffazione dell’olio extra-vergine di oliva, che veniva mescolato con olio di semi e girasole insaporito e colorato con betacarotene e clorofilla industriale.
Olio di clorofilla spacciato per olio extravergine di oliva, funghi destinati alla grande distribuzione bloccati mentre stavano per essere immessi sul mercato, ed adesso i salami ed i prosciutti scaduti.
Se da un lato c’è da essere grati ai Carabinieri del Nas per l’impegno con cui lavorano per tutelare la salute dei consumatori, dall’altro non si può non riflettere su episodi del genere, che attentano alla credibilità ed all’immagine di un territorio per il quale si evoca spesso la metafora della “food valley”.
Il caso più emblematico è forse quello dei funghi avariati. L’azienda presso cui si era verificato il sequestro si difese sostenendo che la merce era giunta già avariata dalla Cina, che soltanto una modesta quota (il 20 percento) del prodotto lavorato nello stabilimento di Cerignola giunge dall’estero e che, in ogni caso, c’era stata una piena collaborazione con i militari.
Resta però l’amaro in bocca di una città che potrebbe essere la punta di diamante dell’agroalimentare pugliese, e che invece si trova più spesso ad essere “sbattuta in prima pagina” per i blitz operati dai Nas.
Esemplare il commento pubblicato su un blog specializzato (www.newsfood.com) da un cerignolano, trasferitosi da qualche anno in Toscana. È proprio il paragone tra la sua terra d’origine e la Toscana che deve indurre alla riflessione.
“Sinceramente – scrive Armando – conosciamo più o meno tutti come Cerignola, nonostante sia il terzo comune d’Italia per estensione dell’agro territoriale, si riduce a importare funghi semilavorati da una nazione che è tutto un dire: la Cina (lavoro nero, sfruttamento, merce scadente: salute?)
Al di la del fatto che la notizia possa essere vera o falsa, vorrei far notare che, come al solito, Cerignola non accetta mai i cosiddetti “scoprimenti”. Ma Cerignola, non è sconosciuta per episodi del genere (sofisticazioni olio, vino) e da cerignolano quale sono, ormai da 3 anni in Toscana, noto una grande differenza fra le vere attenzioni e passioni per la tradizione e per l’ alimentazione che in Toscana è presentissima… mentre a Cerignola, ahimè…lasciamo perdere.
Comunque…forse è meglio lavorare la produzione agricola del luogo che non è male…e magari pagarla anche un po’ meglio.” Parole accorate, sacrosante, che devono far riflettere.
Walter De Simone

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: