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Sanità ed indotto Amica: sindacati sul piede di guerra

28 maggio 2010

La crisi si fa sempre più acuta, in aumento la tensione sociale. Gli ex dipendenti della coop. Fiore non percepiscono ancora lo stipendio di gennaio.

La crisi economica continua a mietere vittime: si abbatte sui posti di lavoro e, inevitabilmente, sulla qualità, sugli standard dei servizi che quei posti di lavoro assicuravano. Difficile dire come andrà a finire, ma le conseguenze sono più evidenti sui settori maggiormente esposti ai flussi di danaro pubblico, che sono in costante calo.
I tagli che il governo regionale pugliese ha deciso di apportare alla sanità (che è tra l’altro il comparto maggiormente in rosso del bilancio regionale) non comporteranno soltanto la riduzione di posti letto più o meno inutili, ma anche l’alleggerimento di servizi territoriali particolarmente importanti,come quelli riabilitativi, con il duplice effetto di mettere in discussione decine e decine di posti di lavoro, e di provocare riverberi assai pesanti sulla qualità della vita dei cittadini che di quei servizi usufruivano.
L’altra, inevitabile conseguenza è che la tensione sociale ha ripreso a salire, e con essa l’iniziativa sindacale di protesta e di lotta. Rumoreggia il settore della sanità, come si è già detto. L’Ugl Sanità e la Prosar, in una nota firmata dai responsabili provinciali Vito Romano e Alberto Pinto hanno chiesto al prefetto di essere convocate al “tavolo” che  dovrebbe essere prossimamente attivato nel Palazzo del Governo. La due sigle sindacali – precisano i responsabili – “ad oggi non ancora convocate e sentite, nonostante maggiormente rappresentative nel settore”.
La preoccupazione cresce di giorno in giorno dopo la notizia “della previsione di ingenti tagli nonché riorganizzazioni che coinvolgeranno tutto il settore della sanità privata, con sicure ripercussioni sui livelli occupazionali.”
“Pertanto, – si legge nella nota – è necessario chiarire le intenzioni programmatiche di Regione ed dell’ASL in tale ambito e conseguentemente, riportare serenità tra i lavoratori della sanità privata che prestano il loro servizio su “materiale umano con la quotidiana spada di Damocle dei licenziamenti”.
Romano e Pinto chiedono, inoltre, “di convocare e garantire la partecipazione della Regione, dell’ASL e di tutte le associazioni datoriali, per consentire un serio e concreto confronto con tutte le parti interessate alla vertenza che ha chiaramente e come più volte denunciato, rilevanza provinciale. A tal proposito le scriventi OO.SS. comunicano lo stato di agitazione di tutto il personale della sanità privata in tutta la provincia che a breve, sfocerà in uno sciopero generale, con una manifestazione a Foggia, caratterizzata da un corteo che attraverserà la città, con raduno e sit-in in Piazza della Libertà, sede dell’ASL di Foggia, passaggio e sosta avanti Piazza XX Settembre, sede dell’Amministrazione Provinciale ed arrivo con  sit-in, in Corso Garibaldi,  sede della Prefettura.”
Sussurri e grida giungono anche dall’indotto delle aziende speciali della città capoluogo, la cui drammatica situazione finanziaria (legata a filo doppio alla crisi di bilancio e di cassa che angustia l’azionista unico, ovvero il Comune di Foggia) ha già comportato il mancato rinnovo di alcuni contratti di appalto per servizi “esternalizzati”, con il conseguente licenziamento dei lavoratori che dipendevano dalle cooperative che li gestivano.
È il caso della Cooperativa “Fiore” per i cui dipendenti licenziati al danno si sta adesso aggiungendo anche la beffa.  I lavoratori della cooperativa, che ha svolto fino alla fine dello scorso mese di gennaio, in appalto, il servizio presso l ‘Amica, della raccolta rifiuti ingombranti, spazzamento ed altro, sono ancora in attesa di percepire lo stipendio del mese di gennaio 2010.
Una lettera di sollecito è stata inviata dal segretario provinciale Prosar, Alberto Pinto ai vertici aziendali, al Comune di Foggia ed al Prefetto. Nella nota si ricorda che “i lavoratori, attualmente licenziati, in attesa di un eventuale reintegro, non hanno ancora percepito lo stipendio relativo al mese di Gennaio 2010.”
“Quanto sopra, – aggiunge Pinto – nonostante le rassicurazioni dello stesso Sindaco e del dott. Di Bari durante l’incontro tenuto a Palazzo di Città il 19.04.2010; in particolare era stato dichiarato che si sarebbe provveduto a liquidare quanto prima, le fatture della Coop. Fiore Service,  relative alle prestazioni e servizi già  erogati.”
“Purtroppo, – dice il segretario dell’organizzazione sindacale – siamo arrivati a maggio e questi lavoratori non hanno ancora percepito lo stipendio di gennaio,  loro dovuto, né tantomeno si sono aperti spiragli per il reintegro sul posto di lavoro, tenuto conto dell’emergenza rifiuti in città.”
“Spero proprio che ci si mobiliti per concedere a questi lavoratori considerati di serie B una boccata di ossigeno dopo tutte le angherie e soprusi subiti fino ad oggi.”
Ed anche in questo caso, come abbiamo visto per la sanità, la nota si conclude con l’annuncio di iniziative di protesta: “in mancanza di una soluzione tempestiva da parte del sindaco e del presidente dell’Amica, protesteremo nei prossimi giorni, in modo da fare ascoltare la nostra voce.”
Arturo Desio

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