Skip to content

A proposito delle vertenze dell’authority e del Falso Movimento / Tra tante liti, chi perde è la città

31 maggio 2010

È ormai cominciato il conto alla rovescia per la chiusura del “Falso Movimento”. A fine giugno, l’attuale conduttore dei locali di proprietà della Parrocchia Cattedrale, Mauro Palma, direttore del cinema d’essai che rappresenta uno dei presidi culturali più importanti della Puglia, dovrà riconsegnare le chiavi al proprietario. Con ogni probabilità, “Draquila – L’Italia che trema”, l’atteso film di Sabina Guzzanti che ha rappresentato l’Italia a Cannes, sarà l’ultima pellicola proiettata nello storico locale di via Campanile, perché quando il film verrà “smontato” bisognerà purtroppo cominciare anche a smontare la cabina di proiezione. Se qualche altro titolo verrà programma, non sarà più in celluloide, ma in digitale.
Il Falso Movimento chiude, e se da un lato sale la tensione nei confronti della Curia Arcivescovile (che non ha dirette responsabilità nella vertenza, ma non si può non ricordare che l’ultimo rinnovo contrattuale venne propiziato dall’allora arcivescovo Giuseppe Casale, che intervenne personalmente sull’allora parroco, Paolo Pesante), dall’altra cresce la sensazione di sconforto, di amarezza. Si chiude nonostante la levata di scudi delle forze culturali, nonostante la presa di posizione del consiglio comunale, che aveva invitato le parti a riaprire la trattativa, nonostante le circa quattromila firme dei cittadini che hanno sottoscritto l’appello alle istituzioni affinché tentassero di trovare una soluzione che accontentasse le diverse parti in causa.
È il caso di ribadire la piena legittimità della volontà manifestata dalla parrocchia Cattedrale a tornare nella disponibilità dei locali di cui è proprietaria. Il punto non è questo. Non è più questo. L’amarezza nasce dalla presa d’atto che non si è aperto neanche uno spiraglio, neanche una ipotesi alternativa. È questo l’aspetto più inquietante: la totale assenza di un dialogo, di un confronto vero. Anziché industriarsi sulla possibilità di cercare una soluzione condivisa, la città si è divisa, come al solito, lasciando prevalere la logica del “muro contro muro”. Il clima surriscaldato che fin da subito si è creato attorno alle vertenza non ha certamente favorito la discussione serena.
Questa difficoltà di ragionare, di fare sentire le proprie ragioni e di ascoltare quelle altrui, sta diventando un problema profondo della città. Perché a ben vedere, alla fine, non c’è neanche chi vince e chi perde, siamo tutti sconfitti.
Potrà mai vincere, Foggia, le sfide che l’attendono dividendosi puntualmente tra guelfi e ghibellini? La vicenda del mancato confronto sul destino del Falso Movimento è un deja vu. Le più atroci sconfitte della città, come quella, recentissima, dell’Agenzia nazionale per la sicurezza alimentare, si sono consumate perché la città si è divisa, tra i guelfi che giuravano che il Governo avrebbe tenuto fede a quanto era previsto da una legge dello Stato, e i ghibellini che cavalcavano la tigre del governo bugiardo e sottomesso alla Lega. Ancora una volta il problema non è di stabilire chi abbia avuto ragione e chi abbia avuto torto. Ma di prendere atto che, mentre bisognava cercare di incontrare il Governo, organizzare una pressione democratica, una lobby del territorio, si è invece perso tempo a litigare, con la conseguenza che l’Authority non si farà più. Non hanno vinto né i guelfi né i ghibellini. Hanno perduto soltanto la città, il territorio.

Geppe Inserra

Annunci
6 commenti leave one →
  1. Fulvio De Girolamo permalink
    31 maggio 2010 20:51

    Complimenti per l’articolo!
    L’ho trovato molto obiettivo considerando la città in cui si parla sempre a favore della fazione alla quale si appartiene.
    Condivido a pieno “il muro contro muro”,
    Mi domando chi ha scelto di scontrarsi in questo, credo sia stato un autogol clamoroso.
    salute

  2. dora de palma permalink
    1 giugno 2010 00:04

    Sempre pacato, ma chiaro e lucido lettore della realtà! Bravo Geppe, la tua analisi è, dal mio punto di vista, completamente condivisibile… quando cresceremo noi foggiani? e quando penseremo e agiremo per il bene della città con maturità?
    Dora

  3. nicola de simone permalink
    1 giugno 2010 08:59

    amara ma lucida analisi della situazione.
    condivido.
    nicola

  4. antonello morsillo permalink
    1 giugno 2010 09:16

    Un triste epilogo nei confronti della città intera, dell’arte, ma spero vivamente fino all’ultimo giorno in un intervento salvifico!

  5. Giampiero Protano permalink
    1 giugno 2010 19:48

    La logica dell’orticello, tanto cara alla nostra classe politica, produce questi risultati. O meglio, non produce mai risultati per il nostro territorio , ma solo , appunto , per l’orticello….

  6. 2 giugno 2010 12:53

    A me sembra ancora impossibile che il Falso Movimento possa chiudere….
    Due sono stati i motivi di orgoglio foggiano nei confronti dei miei amici in Toscana: il voto a Vendola (e ora la campagna sull’acqua bene pubblico) e il “Falso Movimento”.
    Forse da cattolico avrei dovuto gridare più forte a chi di dovere…Certo ho avuto modo di commentare lo sconcertante articolo di Ciliberti sul mensile diocesano…. Ma alla fine “Que hé (hemos) hecho para merecer esto? ” (P. Almodovar)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: