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Foggia, ambientalisti in allarme per parco dell’Incoronata

6 giugno 2010

Associazioni ecologiste contro la Regione: illegittima la valutazione di impatto ambientale sulla richiesta di ampliamento di una casa. Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF chiedono l’intervento del Ministero dell’Ambiente: violate le norme di salvaguardia dell’area protetta

Non c’è pace per il parco dell’Incoronata. Se da un lato sta sempre più entrando nel cuore dei foggiani, ritornando ad essere la meta più gettonata delle gite fuori porta, dall’altro la sua vicinanza all’area industriale del capoluogo dauno e ad altre attività produttive, provoca non pochi problemi, di gestione e, soprattutto, di prospettiva.
Meno male che a vigilare ci sono le associazioni ambientaliste che, come qualche anno fa scesero in campo per protestare contro il progetto di costruzione di una centrale a turbogas (che avrebbe comportato la realizzazione di un elettrodotto di notevoli dimensioni) proprio ai margini dell’area protetta, adesso temono che una richiesta di ampliamento di un’attività estrattiva ubicata proprio a ridosso dal parco possa pregiudicarne la qualità ambientale o, addirittura, ridurne la perpetrazione.
In un comunicato, le sezioni foggiane di Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF denunciano la violazione delle norme di salvaguardia nel parco dell’Incoronata, chiedendo “l’intervento urgente del Ministero dell’Ambiente, Regione Puglia, Provincia e Comune per la salvaguardia del Sito d’Importanza Comunitaria (SIC) “Valle del Cervaro bosco dell’Incoronata”.”
“L’art. 4 della legge regionale n. 10/2006 (Istituzione del Parco naturale regionale ‘Bosco Incoronata’) – spiegano le organizzazioni ambientaliste nella loro nota – vieta di aprire nuove cave, miniere e discariche nel perimetro del Parco e stabilisce che l’attività delle cave in esercizio è consentita sino alla scadenza delle autorizzazioni. Al contrario proprio l’area del SIC è interessata da richieste di ampliamento delle attività estrattive in prossimità dell’alveo del Cervaro da parte della ditta Conglobix s.n.c.”.
Nei mesi scorsi, inoltre, evidenziano le Associazioni, si appreso dalla stampa della presentazione, sempre da parte della ditta Conglobix s.n.c., di uno studio volto alla riperimetrazione del Parco regionale, con l’esclusione delle aree di sua proprietà interessate dall’apertura della nuova cava.
Le Associazioni contestano il parere favorevole al progetto di ampliamento della cava espresso dal Comitato V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione Puglia in quanto basato sul duplice errato presupposto dell’assenza di vincoli SIC e dell’asserzione che non si tratta di una nuova cava bensì di un ampliamento, aggirando in tal modo le norme di salvaguardia relative all’istituzione del Parco.
Per le Associazioni, l’area proposta per l’ampliamento ricade in zona 1 del parco ed in area SIC, tanto che i relativi vincoli vengono pure richiamati nelle autorizzazioni rilasciate per la vecchia cava dal Comune e dalla Provincia di Foggia.
Tutta la vicenda ruota attorno alla questione se il progetto presentato dall’azienda interessata rappresenti un ampliamento della cava preesistente o invece una nuova cava a tutti gli effetti. Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF non hanno dubbi, e propendono per la seconda ipotesi.
“Che ci troviamo in presenza di un’autorizzazione per nuovo impianto estrattivo, – aggiungono nella nota – si desume chiaramente proprio dal parere del Comitato V.I.A. della Regione Puglia che specifica che l’ampliamento richiesto non è ubicato in prossimità di una cava già attiva. Infatti, nella seduta del 25.06.2007, il Comitato si esprimeva testualmente: ‘…L’ampliamento di cui si chiede il parere non è ubicato in adiacenza ad un’area già in attività. Si tratta comunque dello stesso giacimento di sabbie e conglomerati…’ .”
Ci troviamo in presenza, sottolineano quindi Italia Nostra, Legambiente, Pro Natura e WWF, di “interventi eseguiti all’interno del SIC in palese violazione della Direttiva “Habitat” 92/43 e della relativa norma di recepimento dello Stato italiano (DPR 357/97). Si tratta, in definitiva, di provvedimenti che potrebbero portare all’apertura di una procedura d’infrazione ai danni del Governo Italiano.”
Per questo motivo, le Associazioni, hanno chiesto a Ministero, Regione, Provincia e Comune di istituire urgentemente un tavolo tecnico per affrontare il problema relativo alla conservazione del sito “Valle del Cervaro bosco dell’Incoronata”, riservandosi, in mancanza di riscontro, di intraprendere ogni azione volta ad assicurare il rispetto delle direttive comunitarie e della legge regionale.
A.D.

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