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Foggia, tutta la storia dello scandalo delle patenti facili

6 giugno 2010

L’operazione “walkie-talkie” della Squadra Mobile. Foggia capitale delle patenti facili. Quindici arrestati (tra cui il direttore della motorizzazione), in tutto 66 gli indagati. Il sottosegretario Mantovano si complimenta con il Questore: “Bravi a reprimere tutti i tipi di crimine”

Vuoi prendere la patente ma non sai distinguere tra un divieto di sosta ed un divieto d’accesso? Sei negato per la guida da non sapere se ad un incrocio devi dare la precedenza a destra o a sinistra, ma vuoi patentarti lo stesso? Niente paura, a Foggia si può. O più precisamente si poteva, fino a qualche giorno fa, fino a quando la squadra mobile della Questura non ha dipanato uno scandalo di dimensioni nazionali, sgominando una una vera e propria organizzazione criminosa ramificata in molte parti d’Italia, ma che aveva la sua centrale a Foggia.
Un’autentica fabbrica di patenti facili, con tanto di imprimatur da parte della Motorizzazione Civile del capoluogo dauno, il cui capo, non nuovo ad imprese del genere, è finito in galera. Va precisato che non risultano comunque neanche indagati altri funzionari o dipendenti: il capo, insomma. agiva da solo.
Impressionante il numero delle persone coinvolte nell’ operazione, denominata “walkie-talkie” per le sofisticate tecnologie utilizzate. Nella rete degli inquirenti sono finite 66 persone: quindici i componenti della banda finiti in carcere (si tratta dei presunti componenti dell’associazione a delinquere, sia corrotti che corruttori, tra i quali il direttore della Motorizzazione Civile di Foggia e i titolari di due autoscuole); 21 altre persone sono finite invece agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione e, per alcuni di essi, anche di spaccio di droga.
Ma l’elenco non è ancora finito: a 28 altri indagati è stato notificato l’obbligo di dimora, ad altre l’obbligo di firma. Si tratterebbe, in un caso e nell’altro, di beneficiari delle patenti di guida conseguite illecitamente. Il Gip del Tribunale di Foggia che ha firmato il provvedimento ha disposto anche il sequestro preventivo dei locali di due autoscuole di Foggia coinvolte negli illeciti e di quattro autovetture utilizzate nelle due autoscuole.
Tra le persone raggiunte dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere ci sarebbero anche il direttore della Motorizzazione Civile di Foggia, Vito Pompa, che era già stato arrestato per un’analoga vicenda nel 1987 quando era direttore della Motorizzazione Civile di Ravenna) e i titolari di due autoscuole di Foggia, quelle sottoposte a sequestro. Si tratta di Giovanni Panunzio, titolare dell’omonima scuola guida e Raffaele Marco Piscopia, dell’autoscuola Monza.
Secondo quanto è stato ricostruito dagli investigatori, a Foggia era nata una vera e propria organizzazione  che agevolava l’illecito conseguimento delle patenti di guida di utenti che ne facevano richiesta, dietro il versamento di circa 2.000 euro.
A questa organizzazione si rivolgevano numerose persone residenti in varie regioni d’Italia visto che a Foggia erano facilitati nel superamento della prova d’esame a quiz. I provvedimenti cautelari sono stati eseguiti infatti non solo a Foggia, ma anche in provincia di Milano, Parma, Mantova, Vicenza, Campobasso e Bari.
Particolarmente ingegnoso l’espediente utilizzato per facilitare il conseguimento delle patente: i quiz previsti per la prova di “teoria” venivano superati grazie a sofisticate apparecchiature ricetrasmittenti e ad un appropriato codice. Il giorno della prova il candidato veniva dotato di un radiomicrofono che assicurava il collegamento con “l’esperto” dell’organizzazione, che si nascondeva all’esterno dell’aula, in un’auto o in un locale adiacente. Il candidato doveva leggere a bassa voce i diversi quiz a risposta multipla, mentre il “consulente” gli suggeriva la risposta esatta tramite invio di impulsi. La banda aveva pensato anche a come cavare dagli impicci candidati che, nonostante la ricetrasmittente, non erano comunque in grado di sostenere la prova d’esame. In questo caso, il candidato veniva sostituito da un “uomo di fiducia”, contraffacendo non soltanto i documenti di riconoscimento ma anche la documentazione da esibire al momento della prova, che sosteneva al posto del candidato vero. I servizi resi dalla banda costavano ai candidati circa 2.000 euro, in cambio del superamento assistito della prova a quiz. La brillante operazione di Polizia che ha portato alla scoperta del raggiro ed allo smantellamento dell’organizzazione ha ricevuto gli elogi del sottosegretario agli Interni, Alfredo Mantovano che si è complimentato con il Questore di Foggia e con i poliziotti che hanno svolto l’indagine.
“L’operazione conferma che l’attenzione delle forze di polizia e dell’autorità giudiziaria è costantemente rivolta a reprimere ogni tipo di reato – ha affermato Mantovano – e non si limita al contrasto, pur prioritario, alla criminalità organizzata e alle sue tradizionali fonti di approvvigionamento.”
Walter De Simone

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