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Un altro scempio della memoria / Demolito il ponte sul Cervaro

13 giugno 2010

Nonostante l’area ricada nel Sic e nel Parco Regionale di Incoronata. Risaliva al XVII secolo. Forse all’origine dell’intervento delle ruspe una delibera dell’Autorità di bacino.

Un altro scempio. Un altro pezzo di storia e di memoria strappata e gettata via senza un perché. Forse nel nome di lavori di pubblica utilità, ma che ancora una volta si consumano sulla testa dei cittadini, senza che questi possano sapere, dire la loro.
Il vecchio ponte sul Cervaro della SS.16 non c’è più. È stato abbattuto, e non si capisce bene se nell’ambito dei lavori di ampliamento della statale 16 o, più verosimilmente, per disposizione dell’Autorità di bacino che sta eseguendo lavori di irreggimentazione e consolidamento del torrente Cervaro.
La notizia è sconcertante, e non soltanto per l’intrinseco valore storico del ponte cancellato dalle ruspe, come documentano le foto, ma anche perché proprio il ponte delimita – ma a questo punto è più opportuno dire delimitava – il confine orientale dell’area del SIC (l’acronimo sta per “sito di interesse comunitario”) “Valle del Cervaro, Bosco Incoronata”, che comprende gran parte del corso alto e medio del torrente Cervaro, dal confine con la Campania (in corrispondenza dei confini comunali di Montaguto e Savignano Irpino), fino, appunto, alla strada statale 16 (ponte sul torrente Cervaro). E, se ancora non bastasse, l’area del Sic coincide ad Incoronata con quella dell’area protetta del Parco Regionale dell’Incoronata: ce n’è abbastanza per concludere che, prima di mettere mano alle ruspe, si poteva forse riflettere con maggiore attenzione.
Va detto che il vecchio ponte è stato di recente sostituito con la nuova statale 16 a doppia carreggiata: ma anche questa considerazione non ne giustifica la distruzione.
Non si è fatta attendere la reazione del popolo di Facebook, sempre molto attivo quando si tratta di monitorare il territorio ed i suoi valori storici ed ambientali, ed altrettanto attivo quando si tratta di denunciare abusi e misfatti.
È stato creato un apposito “evento” virtuale (una particolare procedura con cui, sul popolarissimo sito di social networking si dà appuntamento ad amici e non): Ponte del Cervaro XVII secolo abbattuto dall’ignoranza, raggiungibile all’indirizzo web: http://www.facebook.com/event.php?eid=133897663293011&ref=mf.
Nella descrizione dell’evento si legge la denuncia per quello che è accaduto: “Stiamo in località Incoronata, dove un ponte risalente al XVII secolo viene abbattuto nel silenzio più totale, le nostre istituzioni sono sempre più contagiate dalla sindrome di Morfeo, per cui sono i cittadini che si trasformano in reporter per mettere alla luce gli scempi compiuti da qualcuno che non ha alcun interesse a privilegiare il patrimonio storico-culturale del nostro territorio. Oggi è stato abbattuto un ponte solidissimo che poteva fungere da complanare alla nuova statale 16, ma per motivi incomprensibili si abbatte la storia per far posto ad un altro ponte in cemento.”
Intanto monta la protesta: una protesta purtroppo inutile, visto che come documentano le fotografie, il ponte è stato ormai distrutto, ma che serve se non altro a sensibilizzare l’opinione pubblica affinché certi scempi non vengano ripetuti.
“Un altro pezzo di storia – scrive in un post uno dei partecipanti all’evento virtuale – seppellito che anziché essere portato alla luce ed allo splendore viene demolito. Sarà così anche con il Centro Ippico di Foggia e tante altre realtà locali mal gestite da gente che non conosce e ama Foggia e la sua provincia.”
Il tema della memoria e della necessità di difendere quel po’ che resta in una città che, come il capoluogo dauno, ha dovuto spesso fare i conti con distruzioni di varia origine, è molto percepito dal popolo di Facebook: “non bastavano terremoti e bombardamenti – scrive un altro partecipante – ci volevano i dementi per ridurre al minimo “storico” le già pochissime testimonianze del nostro passato. Credo però che ormai per il ponte (viste le foto) ci sia poco da fare, quindi, perché non creare un gruppo di controllo per eventuali (sperando non si verifichino) prossimi scempi?”
E c’è infine chi invita alla mobilitazione: “Informate (taggate) tutti, specie chi fa attività politica. Io l’ho fatto anche con Fabiano Amati che su Facebook, ha una pagina personale, ovvero il presidente dell’Autorità di bacino.”
L’autore del post dà anche notizia che, secondo un’emittente televisiva cittadina, è stata proprio una delibera dell’Autorità di bacino, a far partire i lavori.
Arturo Desio

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