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L’assedio del Pd di Foggia al sindaco Mongelli

14 giugno 2010

Tempo di programmazione nel Pd. In un documento scandito a paragrafi, per ogni neretto c’è una linea d’intervento. Si tratta di “un contributo del partito all’azione amministrativa del sindaco Gianni Mongelli”, dunque di tenere la città più sotto controllo di come è stato fatto finora. La prospettiva guarda alle sorti delle aziende speciali, al ruolo dell’assessore al bilancio, esprime una rinata voglia di Pug per “armonizzare lo sviluppo del territorio”, riserva spazio alla commissione pari opportunità, da farsi, pena la perdita di finanziamenti europei su progetti di conciliazione del lavoro. Ancora. Razionalizza i percorsi tramite il “dipartimento della pianificazione territoriale”, ossia l’unificazione di urbanistica, ambiente, attività produttive e commerciali. “Abbiamo fatto il salto – ha detto Pino Marasco, dirigente del Pd, durante al conferenza stampa – abbiamo raccolto tutti i “tessuti” che vengono dal partito. Spesso si hanno problemi con i propri rappresentati istituzionali: non è questo il caso, il documento in esame indica che non nasce da singole componenti”. Sta in “buona salute la coalizione”, annuiscono dal tavolo dei relatori alle domande, qualche sfasatura sul termovalorizzatore ma non si tratta, poi, di una questione interna al partito. La deliberazione è regionale, del 2006, prevede in zona Asi la creazione del più grande termovalorizzatore del sud. Angelo Castelluccio rimane perplesso: “L’ha detto Ciliberti? (in una lettera al free press Foggia&Foggia, ndr) Beato lui che ha questi rapporti con Vendola”. Parola dell’assessore del Pd. Nel merito delle cose da farsi è entrato il segretario provinciale Mariano Rauseo. Fra le novità in programma la “costituzione di un assessore al bilancio che segua passo dopo passo la materia”. Finora l’incarico è stato tenuto da Mongelli, ma sarebbe ora di cambiare vista l’ulteriore delega all’urbanistica toccatagli, fra capo e collo, dopo le dimissioni del relativo assessore Nicola Lo Muzio. Altro snodo, il rapporto con la macchina comunale. In quest’ambito la politica vuole riprendersi il suo “ruolo d’indirizzo”, ritiene Rauseo, evitare “che fra uffici non si parli”. Inevitabile il pensiero agli ultimi fatti di cronaca, alla polemica dell’ex assessore al bilancio Benvenuto con il capo dei servizi finanziari Carlo Dicesare e alla bocciatura, unanime, del bilancio da parte dei tre revisori dei conti. Il Pd, comunque, non ha intenzione di farsi soggiogare dai tecnici, prende la macchina comunale di petto e decide il cambiamento, che non sappiamo quanto potrebbe essere radicale. La riorganizzazione si aggancia ad un progetto complessivo centrato sul “merito”: “Dobbiamo individuare nuovi dirigenti anche con borse di studio universitarie da affiancare alla classe politica”. Un punto cruciale della città riguarda l’emergenza abitativa, da affrontare, com’è stata affrontata, con “sinergie” pubblico-privato. In giunta sono arrivati i Prusst e l’housing sociale, si prepara una massiccia manovra urbanistica, la madre di tutte le battaglie. Il passo successivo consisterà nel Pug, da un triennio nel cassetto. Qualche sfasatura cronologica esiste. Pare perlomeno strano che prima si attui la manovra e poi si incardini il Pug. In risposta i democrats hanno le idee limpide, compatte, e replicano cos“ per voce di Angelo Castelluccio: “Il Pug è un piano parallelo all’emergenza abitativa”. Il che non dissolve il dubbio su come mai l’acronimo stia per “Piano urbanistico generale”. In ogni caso, il taccuino degli appunti annota. Pino Marasco coglie lo spirito dell’azione amministrativa: “Sì, per logica teorica dovrebbe essere così, ma noi non riteniamo il Pug una foglia di fico né vogliamo operare secondo elementi distorsivi del piano”. Elementare. Determinata Rosa Cicolella, responsabile interassessorile alla Regione Puglia, nel voler varare la commissione pari opportunità. Alcuni bandi sono già scaduti: “Vogliamo anche colmare un vuoto venutosi a creare in Provincia dove manca la consigliera di parità, da ottobre bisognava crearla ma tutto tace”. Le previsioni sulle aziende speciali, segnano “il ritorno della politica”. Rette finora da commissari (tecnici), andranno di nuovo ai partiti, se varranno le regole di sempre. Il programma aziendale prevede l’abbattimento dei costi, l’efficienza e l’adozione di criteri ispirati al risparmio.

Paola Lucino

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