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Ponte sul Cervaro, demolito ma nessuno sa il perché

14 giugno 2010

“Cado dalle nubi” solo che a dirlo non è il comico pugliese Checco Zalone nel suo fortunatissimo film, ma i vertici di Università di Foggia, Autorità di Bacino e Soprintendenza ai Beni Archeologici a proposito dell’abbattimento, sfortunatissimo per noi, del ponte romano sul Cervaro lungo la Statale 16. Andiamo con ordine: alla nostra domanda sullo scempio cominciato già giovedì scorso sulla SS 16, il rettore dell’università di Foggia, Giuliano Volpe, con aria smarrita ha dichiarato. “Non ho notizie di prima mano. Non si può abbattere un monumento storico, è inconcepibile, è improcedibile. Non può essere assolutamente giustificato un intervento del genere, neanche per la creazione di infrastrutture moderne. Sono sicuramente lavori eseguiti senza autorizzazioni. La Soprintendenza non autorizzerebbe mai una cosa del genere”. “Stamattina (ieri per chi legge – ndr) – continua il rettore – mi hanno detto che il ponte è di epoca moderna (rifatto nel XVII Sec. – ndr), ma come è possibile? Ora che la Puglia si è dotata della Carta dei Beni Culturali e del Piano Paesaggistico, anche se quest’ultimo non è ancora completo”. Allo smarrimento del prof. Volpe, come contraltare, ha fatto eco la supponenza dei vertici dell’Autorità di Bacino, che, alla richiesta di spiegazioni fatte all’indirizzo del responsabile Antonio Rosario Di Santo, hanno risposto dalla sua segreteria: “il dott. Di Santo è un professionista, ha una certa età, non rilascia assolutamente interviste al telefono. Se vuole, venga qui e ne parliamo” e precisa “sono le 14,05, abbiamo già chiuso da cinque minuti” . Stessa poca fortuna abbiamo avuto con il responsabile della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Foggia, Francesco Paolo Maulucci, che, essendo in Calabria da cinque giorni, non ha notizia alcuna sull’abbattimento in atto. Sorpresa e rammarico, invece, nelle parole del dirigente dell’ufficio di Foggia della Soprintendenza, Marco Iorio: “sono impazziti tutti! Non c’è pervenuta alcuna notizia del fatto, ed è una cosa che capita spesso: lavori eseguiti senza informarci in anticipo”. “C’è un altro ufficio – continua Iorio – retto da dott. De Biase, che bada alla Soprintendenza dei Beni Artistici e Storici, forse lì sanno qualcosa. Comunque – conclude Iorio senza volersi defilare – le competenze sono di entrambi gli uffici per quanto riguarda la tutela”. Disarmante, diciamo noi, il giro di risposte date. Dal rettore che si infiamma però al tempo stesso smorza la gravità del fatto, ipotizzando la non valenza del ponte, perché di epoca moderna, come “qualcuno gli ha detto” e senza approfondire, nonostante non abbia “notizie di prima mano”. Ai centralinisti, altrimenti non possono definirsi, degli uffici dell’Autorità di Bacino chiusi a qualsiasi spiegazione… per telefono, come se dovessero confessare colpe irripetibili, diciamo noi. La Soprintendenza poi, come già preannunciato ieri, finora ha dormito sonni tranquilli. Anzi, a sentire il dirigente della sede foggiana. Marco Iorio, è prassi consolidata tenerli sempre all’oscuro di tutto. Quindi se a qualcuno salta in testa di andar per ruspe alla Cattedrale di Foggia, al castello di Lucera, al Cappellone delle Croci, tanto per dirne tre, nessuno impedirà il passo… e quando alla Soprintendenza ne avranno contezza si ritroveranno davanti terra spianata, buona per parcheggi.

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2 commenti leave one →
  1. max permalink
    20 giugno 2010 11:24

    Un altro tema caduto nel dimenticatoio è il Ponte in legno delle Isole Tremiti, una splendida idea che i nostri politici non ogliono mai affrontare…..perchè voi del Quotidiano non tornate a parlarne??

  2. Marco permalink
    23 giugno 2010 02:19

    E’ DAVVERO UNA VERGOGNA SCONCERTANTE. CHI HA AUTORIZZATO QUESTA DEMOLIZIONE è DAVVERO UN IMBECILLE IGNORANTE E DEFICENTE UNICO.
    E’ UN PAZZO FOLLE, FIGLIO DEI MACELLAI DELLA SCORSA GUERRA MONDIALE.
    MERITA SOLO CHE VENGA ESTRADATO DA TUTTI GLI INCARICHI PUBBLICI E RINCHIUSO IN UNA CELLA VICINI AL PONTE DEMOLITO, A SOLO PANE E ACQUA PER TUTTO IL RESTO DEI SUOI GIORNI, E QUESTO PER ME è SOLO IL MINIMO.

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