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Il tesoro ritrovato di Ascoli Satriano / Una nuova stagione per la Capitanata

21 giugno 2010

Il ritorno a casa dei grifoni e di altri 11 straordinari pezzi archeologici schiude la prospettiva di un nuovo sviluppo turistico e culturale

L’attesa è finita. Finalmente si corona il sogno di Antonio Rolla, sindaco di Ascoli Satriano, e di una intera città: tornano a casa i preziosissimi grifoni policromi di marmo ed altri reperti di straordinario valore, trafugati dai tombaroli e finiti in parte all’estero, in parte negli scantinati dei musei italiani.
L’impressione che è il mondo della cultura e il mondo dell’economia della Capitanata non si siano ancora resi del tutto conto dell’importanza del patrimonio che sta per essere restituito all’archeologia dauna. Si tratta di gran lunga dei pezzi più importanti che abbiano mai adornato i musei provinciali, tra i più interessanti della Puglia e dell’intero Mezzogiorno.
Merito del sindaco Rolla, che fin dall’inizio della vicenda ha fermamente creduto nella possibilità che, una volta recuperata la legittima proprietà dei reperti allo Stato italiano, questo straordinario patrimonio potesse, come si dice oggi, essere ricontestualizzato laddove si è formato. Ma merito anche del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, senza le cui indagini il Governo italiano non sarebbe riuscito a far valere le sue ragioni al cospetto del Paul Getty Museum di Malibu, che aveva acquistato i grifoni ed altri reparti. I militari hanno ricostruito passo per passo tutta la vicenda, e di fronte alla contestazione che si trattava di materiali illegalmente depredati, la direzione del più famoso museo del mondo non ha potuto fare altro che restituire all’Italia questo patrimonio, così importante ed interessante da essere stato oggetto di un’affollatissima mostra a Roma, a Palazzo Massimo.
Adesso però, i grifoni e tutto il resto tornano veramente a casa, laddove la mano ignota di un raffinatissimo artista ebbe a scolpirli. Assieme agli altri reperti verranno esposti dal 25 giugno prossimo nel Polo Museale di Santa Maria di Ascoli, che è stato appositamente ristrutturato per l’occasione, e da lì non si muoveranno più, in quanto si tratta di una mostra permanente.
Opportunamente valorizzati in termini di marketing culturale e territoriale, i grifoni policromi e gli altri marmi che verranno ospitati a Santa Maria del Popolo, potrebbero aprire un nuovo capitolo non soltanto per Ascoli Satriano, ma per tutto l’hinterland interessato. Si è detto per decenni che l’archeologia e la cultura rappresentano per la provincia di Foggia una risorsa straordinaria di futuro: adesso si può passare dalle enunciazioni ai fatti azionando, attorno ai grifoni e a tutto il resto (vanno ricordati gli altri importantissimi siti ascolani, dalla Villa romana di Faragola al Parco archeologico dei Dauni).
Il vulcanico sindaco Rolla ha le idee chiare, a riguardo e ha già convocato diversi incontri con gli operatori turistici e commerciali della sua città, affinché possa nascere l’humus necessario per la consacrazione di Ascoli a capitale archeologica della Daunia. Del resto, non sarebbe stato possibile ottenere la “ricontestualizzazione” da parte del Ministero dei Beni Culturali se non presentando al Ministero stesso un credibile progetto di valorizzazione del patrimonio che sta per trovare la sua sede definitiva nel prestigioso complesso museale ascolano, che il comune satriano gestisce in collaborazione con la Diocesi, anche in questo caso esprimendo un modello innovativo, che ha permesso di concentrare nella struttura museale sia il patrimonio di proprietà dello Stato che quello di proprietà della Chiesa. Quasi a sottolineare le notevoli potenzialità di questa svolta che la città si appresta a vivere, su iniziativa di Rolla, il consiglio comunale ha deliberato di aggiungere alla denominazione di Ascoli il titolo di “città dei grifoni”, e potrebbe trattarsi di un’idea vincente sotto il profilo del marketing territoriale. In Italia esistono infatti centinaia di città dell’olio e del vino, ma Ascoli sarà l’unica e sola “città dei grifoni”.
L’apertura della esposizione permanente sarà arricchita da un altro evento che la dice lunga sull’eccezionale livello raggiunto da Ascoli in materia di cultura: la consegna dei premi “Grifoni d’oro” che ricordando un suo illustre concittadino, Saladino Ferro, fondatore della moderna farmacologia, attribuisce a giovani scienziati che si sono distinti nello studio della storia, della farmacia e della medicina.
Le premesse del salto di qualità ci sono tutte. Per il resto bisognerà lavorare seriamente per portare Ascoli in seno ai pacchetti turistici messi in vendita dai tour operatore: quel che è certo è che la Capitanata dal 25 giugno prossimo avrà qualche carta in più da giocare sul versante di un’offerta turistica e culturale di assoluta qualità.
Geppe Inserra

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