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Retromarcia del Pdl: no al dissesto finanziario al Comune di Foggia

23 giugno 2010

Il coordinatore Mazzone “apre” a Mongelli. Ma bisogna comunque far quadrare i conti nel bilancio di previsione 2010.
Il Pdl foggiano fa retromarcia sulla richiesta di dissesto finanziario al Comune di Foggia che era stata a più riprese formulata negli ultimi mesi. È prevalsa la linea di mediazione e di apertura che da sempre aveva manifestato sul delicato argomento il coordinatore provinciale del partito, Gabriele Mazzone, che aveva però subordinato la disponibilità del Pdl a concrete dimostrazioni della volontà della maggioranza di confrontarsi seriamente sulla crisi finanziaria della città capoluogo con l’opposizione di centrodestra.
Sia da Mongelli che dal resto della maggioranza sono giunti chiari segnali in questo senso: ne è evidente testimonianza il voto favorevole del centrosinistra alla proposta, avanzata dal capogruppo consiliare del Pdl, Raimondo Ursitti, per la istituzione di una commissione di garanzia, che sarà presieduta da un rappresentante dell’ opposizione (potrebbe essere lo stesso Ursitti, oppure l’ex sindaco ed assessore al Bilancio, Mimmo Verile).
Tanto è bastato per rasserenare gli animi e far passare una linea decisamente più morbida, rispetto alle durissime prese di posizione che durante la campagna elettorale si erano registrate da parte di Lucio Tarquinio ed Enrico Santaniello, ma anche rispetto alla conferenza stampa di qualche settimana fa, durante la quale consiglieri della minoranza avevano apertamente e chiaramente adombrato la possibilità di richiedere il dissesto finanziario.
Il cambio di marcia è stato annunciato da Mazzone in una intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno nella quale il coordinatore provinciale ribadisce che “il Pdl, anche per fugare qualsiasi altra interpretazione”  è “fermamente contrario al dissesto dell’ente.”
Mazzone dà anche atto al sindaco Mongelli “di aver fatto una onesta relazione su di una situazione finanziaria al limite della sopportabilità” ed auspica che “a conclusione dei lavori della Commissione, si possa avere contezza effettiva della massa debitoria in maniera chiara ed inequivocabile”, concludendo che “il gruppo Pdl e gli altri gruppi di opposizione non intendono lucrare sulle attuali emergenze comunali, ma intendono contribuire, nei limiti del possibile e nel rispetto della distinzione dei ruoli e delle responsabilità, ad evitare situazioni tali da mettere in pericolo la stessa coesione sociale della città capoluogo.”
Si respira, insomma, un’aria diversa a Palazzo di Città, anche se occorrerà aspettare l’esito dei lavori della commissione della garanzia, nonché di quelli della commissione consiliare al bilancio che ieri ha iniziato il giro di audizioni (i primi a comparire sono stati i revisori dei conti, la seduta dedicata alla formulazione del parere della commissione è prevista per lunedì prossimo).
Uno slalom parallelo che valeva forse la pena di evitare, facendo in modo che il lavoro delle due commissioni potesse essere corale, almeno nella parte dedicata ad approfondire i temi connessi al bilancio di previsione dell’esercizio finanziario in corso.
Alla commissione di garanzia è in ogni caso affidata una funzione che travalica l’orbita del documento di previsione. La missione istituzionale dell’organismo è l’accertamento definitivo della reale consistenza del disavanzo finanziario che  angustia l’amministrazione, dopo la relazione del sindaco Mongelli che ha indicato una cifra che si aggirerebbe attorno ai 120 milioni di euro, non si sa bene se al netto o al lordo dell’ esposizione debitoria delle aziende partecipate, che rappresenta un argomento tutt’altro che secondario della questione.
Dopo l’apertura di Mazzone e del Pdl, un dato sembra però sicuro: il consiglio comunale non sarà chiamato a pronunciarsi sulla possibilità della dichiarazione del dissesto finanziario (che spetta all’assise municipale), ragion per cui si andrà avanti con l’esame del bilancio di previsione, cui dovranno però essere apportati i correttivi necessari per superare il parere negativo espresso dai revisori dei conti, e i rilievi formulati dalla sezione regionale della Corte dei conti e dallo stesso responsabile dei servizi finanziari comunali, Carlo Dicesare.
L’atmosfera resta criticissima sotto il profilo finanziario, ma sembra assai più serena e perfino collaborativa sotto il versante politico. Se non altro, tutti hanno finalmente compreso che nessuno possiede la bacchetta magica per risolvere d’incanto i gravissimi problemi finanziari in cui si dibatte la civica amministrazione foggiana, e che il risanamento non è problema che possa essere affrontato e risolto nel giro di settimane, o di mesi. L’impressionante massa debitoria (la stima prudenziale è di 120 milioni di euro) dovrà essere spalmata su diversi esercizi, e fatalmente comporterà un’ulteriore contrazione della spesa corrente: meno spese, ma anche meno servizi per i cittadini, e sacrifici per tutti.
Arturo Desio

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