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Aeroporto, ancora tutto fermo / Comune e Adp si palleggiano le responsabilità

24 giugno 2010

Pochi punti fermi sulla questione del Lisa, e tutti intricati. Ma il nodo più urgente da sciogliere resta quello dell’allungamento della pista

Sul Gino Lisa e sulle prospettive di rilancio, i punti fermi sono pochi. Vediamo quali.
1) L’aeroporto di Foggia è utile, usato, frequentato. Lo dimostrano senza ombra di dubbio i dati Enac dell’anno scorso, che hanno assegnato allo scalo del capoluogo dauno la palma dell’aeroporto più performante, in termini di crescita del numero di voli e di passeggeri.
2) Sulle prospettive del Lisa gravano, pesanti più di un macigno, le incertezze della Regione Puglia. Aeroporti di Puglia, la società aeroportuale regionale, ha del tutto ignorato l’exploit operato dal Lisa e, quasi ad attenuarlo, ha preferito diffondere i dati relativi ai primi mesi del 2010, che vedono il Lisa in leggera flessione ed in aumento gli aeroporti “concorrenti” di Bari e Brindisi.
3) Il programma di area vasta “Capitanata 2020” guarda al Lisa con rinnovato interesse, facendone il baricentro assoluto di un progetto infrastrutturale di largo respiro orientato ai trasporti: assieme al treno tram ed alle sue diramazioni provinciali, il Lisa rappresenta l’elemento fondamentale e il tassello indispensabile di una Capitanata più vicina all’Europa, e di un’Europa più vicina alla Capitanata, così come da tempo chiedono (inutilmente) gli operatori turistici del Gargano. Il governatore regionale pugliese, Nichi Vendola, teorizza invece per il Lisa una non meglio identificata vocazione balcanica. Le potenzialità dei voli charter turistici non sono in cima alle strategie regionali in materia di volo aereo.
4) Il rilancio dell’aeroporto passa, in ogni caso, dalla sua piena funzionalità, e dalla soluzione del problema della pista che, allo stato attuale, non consente l’atterraggio e il decollo di voli charter turistici. La questione non chiama in causa soltanto Adp, ma anche, se non soprattutto, le istituzioni locali.
I punti fermi sull’aeroporto Lisa, come si vede, sono pochi e parecchio intricati. La sensazione è che manchi una cabina di regia, e che si navighi a vista. Sarebbe il caso di mettersi tutti attorno ad un tavolo, e concordare una strategia condivisa, a partire dalla Regione e dall’AdP, per finire alle istituzioni locali.
Non si può non partire dalla madre di tutte le questioni connesse all’aeroporto: l’adeguamento della pista. È appena il caso di sottolineare che sul problema si intrecciano competenze e perfino progetti diversi. Innanzitutto: è il caso di puntare all’allungamento della pista attuale, o alla realizzazione di una nuova pista, trasversale?
Pare che la stessa società aeroportuale regionale abbia ormai maturato la convinzione che anziché una nuova pista è opportuno allungare e riqualificare quella attuale, che raggiungerebbe così 1.700 metri (quella attuale è di 1.440 metri) , misura che – a parere degli esperti – consentirebbe l’atterraggio al Lisa di aerei da cento posti a pieno carico e forse (con qualche limitazione) anche dei Boeing 737 da 130 passeggeri.
A questo punto però la palla rimbalza nelle mani dell’amministrazione comunale, per due ragioni: la prima è che per poter procedere all’allungamento della pista è necessario rimuovere alcune costruzioni (pare abusive) ed espropriare alcuni terreni. La seconda è che l’ipotesi della nuova pista trasversale (che è tra l’altro di dubbia realizzabilità in quanto costa moltissimo) è espressamente prevista nel DOSAP (il Documento strategico per le attività produttive) approvato dal consiglio comunale nel dicembre del 2007. In pratica, non esistono allo stato attuale indicazioni favorevoli alla riqualificazione della pista attuale da parte dell’amministrazione comunale del capoluogo, che anzi, stando alle carte, la pensa in modo diametralmente opposto.
Per il momento, c’è l’impegno del sindaco Mongelli che durante un incontro dedicato al rilancio del Gino Lisa, organizzato dal Comitato Gargano Libero nell’Aula consiliare del Comune di Rodi Garganico, ha detto che “l’amministrazione comunale tutelerà l’area dell’aeroporto da interventi di urbanizzazione civile e la valorizzerà per il suo scopo specifico: implementare l’infrastruttura aeroportuale”.
Secondo Mongelli  il Comune capoluogo e Aeroporti di Puglia sono da tempo al lavoro per la “individuazione definitiva degli ostacoli all’allungamento dell’attuale pista” . La fase del monitoraggio tecnico è stata ultimata, dunque “siamo pronti a riaprire il tavolo con i vertici di AdP per la definizione degli interventi da eseguire”. In linea di massima, l’implementazione della pista dovrebbe essere realizzata in due fasi: la prima sul fronte di via Gioberti, la seconda su quello della tangenziale. A motivare questa partizione “la necessità di evitare disagi eccessivi alla cittadinanza foggiana – ha sottolineato il sindaco Mongelli – giacché dovranno essere realizzate infrastrutture viarie di una certa importanza e complessità”.
Non molto si è mosso, però, dalla data del convegno ad oggi. Anzi, l’amministratore unico di Adp, Domenico Di Paola, non condivide l’ottimismo del sindaco Mongelli. In una recente intervista rilasciata ad Onda Radio, emittente garganica che segue con particolare attenzione le vicende dello scalo foggiano, Di Paola ha detto che “la cosa più importante che stiamo perseguendo è l’allungamento della corsa al decollo della pista esistente. Un intervento che potrebbe essere abbastanza celere da realizzare, però abbiamo il problema della sussistenza, sul terreno interessato, di costruzioni che devono essere valutate dal Comune di Foggia.”
Tutta questa incertezza non fa che rendere… malfermi i pochi punti fermi (perdonate il bisticcio di parole) che il Gino Lisa può vantare, e non aumenta la credibilità della classe dirigente cittadina e provinciale, nel momento in cui bisogna ingaggiare con la Regione Puglia un serio e definitivo confronto per chiarire una volta per tutte che l’aeroporto foggiano ha pari dignità, nello scacchiere del volo aereo pugliese, con quelli di Bari e di Brindisi.
Arturo Desio

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4 commenti leave one →
  1. mario permalink
    24 giugno 2010 20:45

    ma in questa capitanata i politici ci sono???? i vari PEPE,sindaco di FOGGIA, GATTA,DE LEONARDIS, DI GIOIA, SANNICANDRO,NUZZIELLO,SCHIAVONE, MARINO,ECT che cavolo fanno????riscaldano le sedie???

  2. 24 giugno 2010 21:27

    Come sempre a pagare sono i cittadini foggiani e dell’intera provincia. Le solite assenze istituzionali, le “antiche” rivalità cittadine, le persistenti lungaggini burocratiche ed oggi, in aggiunta a tutto questo, anche la nota grave crisi economica degli enti locali, portano il Gino Lisa a non volare come meriterebbe e come potrebbe.
    Se non è Foggia in grado di pretendere ciò, non possiamo sperare che siano altri a farlo per noi.
    Se Aereoporti di Puglia ci ignora possiamo “urlargli” contro…ma se alla fine, poi, il Comune e la Provincia di Foggia non sono in grado di offrire al loro aereoporto quel miglioramento strutturale necessario, quell’urlo rischia di strozzarsi in gola.
    Metteteci in condizione, allora, di non soffocare quell’urlo di pretesa. Solo allora avremo davvero un impatto reale e concreto nelle nostre legittime contestazioni.
    Per Codici Foggia
    Responsabile dello Sportello
    Avv. Maurizio Antonio Gargiulo

  3. salvatore permalink
    26 giugno 2010 18:52

    Purtroppo è sempre colpa nostra, i chiamiamoli ” politici” è da oltre un ventennio che vivono di narcisismo specchiandosi nei loro affari sporchi devono pero’ stare attenti perche’ a volte gli specchi si rompono e credetemi son cazzi.

  4. giuseppe potenza permalink
    27 giugno 2010 16:20

    In effetti, serve una cabina di regia.
    Le varie Istituzioni interessate alla problematica sembrano avere pareri opposti.
    Relativamente al ruolo del Comune di Foggia, anch’io sarei poco ottimista, perchè le procedure per l’esproprio dei terreni sono lunghe e costose. Bisogna poi programmare
    le procedure per procedere all’abbattimento dei fabbricati abusivi ed individuare quelle
    più celeri. Probabilmente la c.d. “pista trasversale” è di più rapida realizzazione,
    a patto che, una volta che è stata prevista sin dal 2007, si sia riusciti a reperire i fondi necessari.
    Il Presidente Provinciale dell’Adiconsum
    Avv. Giuseppe Potenza

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