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Comune di Foggia. Altri 35 milioni da “trovare” in 90 giorni

24 giugno 2010

La Corte dei Conti “conta” le ore a Mongelli. È finito il tempo delle soluzioni di “fantasia”, il bilancio è da dissesto…e tutti scappano avanti. E nella Commissione Bilancio solo volti “smarriti nella tormenta”. Adesso più che mai, dopo l’ultima lettera della Corte dei Conti

Che in politica il senso di responsabilità rappresenti un ingrediente fondamentale per il governo, non c’è dubbio, ma che questo sia la chiave per colmare vistose falle in bilancio è impossibile. I dolori di Gianni Mongelli e della sua giunta non nascono dalla volontà distruttrice dell’opposizione né dall’invidia degli dei, come direbbero i greci, per i suoi successi  più o meno da verificare.  Parliamo di numeri, non di opinioni, e il senso di responsabilità senza un’adeguata certificazione non vale un fico secco. L’ultima lettera della Corte dei Conti rientra nel fitto carteggio che, almeno dal 9 aprile in poi, è diventato di pubblico dominio. La Corte, in risposta al sindaco, intima di risanare entro 90 giorni l’ente tesoriere di 35 milioni di euro (le anticipazioni di cassa), in più di pagare i debiti fuori bilancio, stimati, occhio e croce, in decine e decine di milioni.  
I termini sono perentori sebbene, durante la seduta monotematica sulla massa debitoria,  Mongelli abbia derubricato l’azione della Corte a ” note ordinarie  di terzi per l’acquisizione di informazioni sul bilancio 2008″. Con una simile spada di Damocle si esce, abbondantemente, dal terreno delle buone intenzioni, nella maggioranza come nell’opposizione. Non va meglio per il bilancio 2010. Una serie di audizioni per metterlo a punto non scalfiscono il disavanzo di 13 milioni di euro, da recuperare in due anni, secondo le proposte in circolazione per superare l’ostacolo. Resta fermo il fatto che in aula i bilanci si portano in pareggio, articolo 162 del Tuel. Circa il contenzioso del Comune di Foggia, il Quotidiano ha già riferito parlando di circa 100 milioni di euro.  Mongelli , sull’argomento, se l’è cavata auspicandone un abbattimento nel tempo. Dalla commissione  è spuntato  l’ammontare di questo contenzioso, 70 milioni di euro suscettibili di aumento. Nell’incontro di lunedì prossimo i sette consiglieri voteranno il bilancio, ma queste sono le premesse.  L’organo di garanzia e controllo su tutti gli atti amministrativi rappresenta un’intesa fra maggioranza e opposizione. Dovrebbero farne parte Lucio Ventura e Bruno Longo, per la presidenza sembra prevalere l’ipotesi di Mimmo Verile. Condividere le responsabilità in un momento così difficile è un imperativo morale cui nessuno può sottrarsi. E’ altresì vero che di fronte all’evidenza tragica dei numeri la politica può ben poco, del resto la partita non riguarda solo la dialettica amministrazione-città ma coinvolge organi terzi che, sebbene non possano entrare nella questione dissesto o meno, sono chiamati a dire la loro. L’ultimo avviso, in ordine di tempo, ai naviganti, è duro e perentorio.
Paola Lucino

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