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La morte del caporalmaggiore foggiano / Perché non i funerali di Stato?

27 giugno 2010

Polemizzare sulla morte, tanto più quando si tratta della vita spezzata di un giovane generoso che aveva tutta una vita davanti, é sempre antipatico. E non lo faremo. Ma non si può non restare amareggiati di fronte alla mancata celebrazione dei funerali di Stato per la scomparsa di Francesco Saverio Positano, il graduato perito mercoledì scorso a causa di un incidente, durante un’attività di pattuglia a sud del capoluogo della regione ovest dell’Afghanistan.
Quando si muore compiendo il proprio dovere, indossando la divisa e tenendo alto l’onore dell’Italia in una missione di pace voluta dallo Stato, siamo del parere che lo Stato avrebbe dovuto onorare il suo figlio scomparso con gli onori più alti.
Pare che la cosa non sia prevista dal cerimoniale dell’esercito, e va bene così. La presenza ai funerali del Capo di Stato Maggiore è comunque una toccante testimonianza di come l’Esercito abbia sentito e sofferta la morte del giovane caporale.
Doverosa la decisione di Gianni Mongelli che ha proclamato per oggi, data in cui si svolgeranno i funerali, il lutto cittadino, dopo aver messo a disposizione per le esequie, l’aula di Palazzo di Città. Un modo significativo per testimoniare la solidarietà e l’affetto della città nei confronti di Francesco Saverio Positano e della sua famiglia.

G.I.

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