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Faida, una città nel terrore / I Romito si rendono irreperibili

2 luglio 2010

Lo Stato risponde, rafforzando l’organico delle forze dell’ordine in quello che è ormai diventato il posto più caldo della Puglia. A Manfredonia, teatro della cruenta faida che oppone i due clan dei Libergolis e dei Romito è previsto l’arrivo di venti unità investigative ed un aumento dell’organico di Polizia e Carabinieri che servirà a garantire la presenza di 8-9 pattuglie in più per turno. Una prima parziale risposta all’appello lanciato dal primo cittadino di Manfredonia, Angelo Riccardi, che in una nota diffusa ieri, ha dato notizia di un imminente incontro con il Ministro degli Interni, Roberto Maroni, per cercare di contrastare l’incredibile scia di violenza e di sangue che sta terrorizzando la città sipontina.
Riccardi nel suo appello parla di una vera e propria propria “emergenza criminalità a cui lo Stato, nelle proprie massime rappresentanze istituzionali deve reagire in modo deciso, per garantire la sicurezza ai cittadini”. Sull’escalation di violenza che sta sconvolgendo il Gargano interviene anche Michele Bordo, deputato del PD e componente della Commissione bicamerale Antimafia, che ha sollecitato un intervento “straordinario e rapidissimo” del Governo per “contrastare la violenza dei gruppi di fuoco che circolano sul territorio”.”Manfredonia – afferma il parlamentare -è diventata il teatro di una vera e propria guerra, che solo per caso non ha già mietuto vittime tra gente del tutto estranea ai clan. Manfredonia e il Gargano vivono da mesi un’emergenza sicurezza che merita una risposta immediata molto forte da parte dello Stato”. Bordo avanza tre proposte concrete: istituzione della Direzione Distrettuale Antimafia a Foggia, incremento del numero di poliziotti e carabinieri destinati solo alle indagini sulla criminalità organizzata, completamento degli organici della Procura della Repubblica di Foggia.
Intanto proseguono le indagini per cercare i killer che domenica sera hanno ucciso Michele Romito (figlio del capo clan Franco, anche lui ucciso a colpi d’arma da fuoco lo scorso anno, a Siponto, assieme al suo autista) e l’altro giorno hanno ammazzato un esponente del clan avversario dei Romito, Leonardo Clemente, sorvegliato speciale e nipote di Ciccillo Libergolis.
Sono stati eseguiti sei esami dello stub nei confronti di persone ritenute prossime ai Romito. Domenica notte era toccato invece a parenti ed amici dei Libergolis.
Per sapere se tra le persone poste sotto esame possa esservi qualcuno che ha usato armi di fuoco bisognerà aspettare l’esito degli esami condotti dalla Polizia Scientifica.
Viene tuttavia ritenuta interessante dagli inquirenti una circostanza, che potrebbe non essere casuale. Circa una decina delle persone che gli agenti intendevano sottoporre all’esame dello stub hanno fatto perdere le proprie tracce, forse proprio allo scopo di sottrarsi all’analisi.
Le indagini proseguono anche nel tentativo di accertare l’esatta dinamica dell’agguato, che si è verificato nella centralissima via Gargano, nel bar Elisi (ex bar dello sport), la cui gestione era stata rilevata da Leonardo Clemente soltanto qualche settimana fa.
La vittima era giunta nel locale, da  una decina di minuti, quando improvvisamente in via Gargano si sono materializzati due individui incappucciati che dall’esterno hanno esploso due colpi di fucile a canne mozze contro la vetrina del bar, mandandola in frantumi.
Pare che Clemente abbia reagito, prima cercando di asserragliarsi all’interno del bar, e quindi, dopo essersi accorto che i due killer erano penetrati all’interno del locale,  cercando scampo dietro il bancone.
I primi esami compiuti sul cadavere della vittima hanno accertato che Leonardo Clemente è stato colpito nella zona lombare, forse proprio mentre cercava di sottrarsi ai suoi assassini. Ma per lui non c’è stato scampo: i killer hanno agito a colpo sicuro, certi di trovare a quell’ora (erano le 14.30) la loro vittima isolata. Al momento dell’agguato nel retrobottega erano presenti la cognata e il fratello della vittima, che però non hanno potuto fornire elementi utili ai fini delle indagini, avendo solamente udito i colpi d’arma da fuoco.
Gli inquirenti non hanno dubbi: l”omicidio di ieri è una chiara ed immediata risposta all’agguato mortale di domenica sera, e dunque l’ennesimo capitolo di una guerra di mafia che sta terrorizzando ed angosciando Manfredonia e il Gargano. Si è appreso che Clemente figurava tra i sette indagati dell’omicidio di Michele Romito, avvenuto domenica scorsa alla periferia di Manfredonia, ed era stato sottoposto, a sua volta, all’esame dello stub.

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