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Truccavano il cronotachigrafo con statuette di padre Pio, valanga di denunce

5 luglio 2010

Undici Tir sequestrati, contravvenzione record di 10.000 euro, denunciati titolare ed autisti dell’azienda di trasporto fraudolenta

Che padre Pio faccia i miracoli lo sanno tutti, ma chissà cosa penserà lassù dal cielo il frate di Pietrelcina, apprendendo che qualcuno aveva pensato bene di attribuirgli un altro miracolo, assai poco edificante: ridurre la velocità (registrata) dei Tir al fine di evitare ai camionisti furbi di avere grane con la polizia stradale.
L’espediente pare fosse stato escogitato da una ditta di autotrasporti di Cosenza, finita da tempo nel mirino degli agenti della Polstrada, che sospettavano che qualcosa non funzionasse a dovere nei cronotachigrafi installati a bordo dei mezzi pesanti dell’impresa calabrese.
Per giunta, gli agenti avevano notato che a bordo di ogni camion della ditta, proprio sopra all’apparecchio utilizzato per registrare i tempi di guida e di riposo dei conducenti, c’era una bella statuetta di Padre Pio. Ma i camionisti non lo facevano per testimoniare la loro devozione verso il santo di San Giovanni Rotondo: era proprio la statuetta, completamente magnetica, il marchingegno usato per la manomissione del cronotachigrafo.
L’apparecchio, la cui installazione è obbligatoria sui veicoli commerciali (camion, pullman e autocarri) consiste in un sistema elettronico  che, monitorando i tempi di guida e riposo dei conducenti, elabora e memorizza i relativi dati a velocità e distanze percorse. In sostanza, il cronotachigrafo impedisce che i conducenti guidino ad una velocità eccessiva, o che non effettuino le soste dovute, ed ha lo scopo di migliorare le condizioni di lavoro, la sicurezza stradale e di favorire una concorrenza più equa.
Ma era proprio tutto questo che, stando a quanto accertato dagli agenti della Polstrada,  veniva eluso dalla ditta calabrese, che manometteva i dati registrati dall’apparecchiatura proprio grazie alla carica magnetica delle statuette.
Ad accorgersi che qualcosa non andava sono stati gli agenti della Polizia Stradale di Foggia, operanti sulla A14. Dopo alcuni pedinamenti sul tratto foggiano dell’autostrada A14, hanno verificato la manomissione dei sistemi di controllo della velocità e di viaggio tramite sofisticati sistemi fraudolenti che alteravano la registrazione dei tempi di guida (ogni autotrasportatore, per legge, deve rispettare un tempo massimo alla guida di un automezzo per sicurezza).
Sono così scattate, in collaborazione con la sottosezione della Polizia stradale di Foggia e Cosenza, ulteriori indagini, culminate in una perquisizione nel deposito dell’azienda di trasporto calabrese: i congegni fraudolenti sono stati trovati montati a bordo di tutti i mezzi dell’impresa. Sono stati così sottoposti a sequestro 11 veicoli pesanti del valore commerciale di 700mila euro. È stimato invece in 20mila euro,  il valore degli 11 dispositivi fraudolenti installati sui mezzi, sequestrati anche questi, a questo si aggiungono 10mila euro. Per le violazioni al codice della strada la ditta è stata invece multata di 10.000 euro. Cinque persone fra cui il legale rappresentante dell’azienda e quattro autisti, sono stati denunciati a piede libero.
Il congegno fraudolento installato a bordo degli automezzi della ditta cosentina, oltre a portare ad una concorrenza sleale del commercio fra autotrasportatori, in quanto abbassa i costi di gestione, va principalmente ad incidere sulla sicurezza stradale poiché non vengono rispettati limiti massimi di velocità e tempi di riposo psicofisico e i limiti di velocità permessi. Gli agenti della Polizia stradale di Foggia sono stati i primi in Italia a scoprire questo artefatto e le indagini sono ancora in corso per verificare se alcuni dei mezzi sequestrati siano stati oggetto di incidenti stradali.

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