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Catturato il pluriassassino di S.Ferdinando

14 luglio 2010

Trucidò barbaramente padre e figlia, suoi connazionali. L’arresto alla Stazione di Foggia mentre cercava di fuggire

Ha un nome, un volto e adesso anche le manette ai polsi uno dei presunti assassini di Lyuben Tasev Petrov e Todorka Petrov, il padre e la figlia, di 45 e 18 anni, di nazionalità bulgara, massacrati il 22 giugno scorso in un casolare di San Ferdinando di Puglia.
Si tratta di un cittadino bulgaro di etnia curda Asen Asenov Demiriov, di 43 anni. A trarlo in arresto sono stati gli agenti della Polizia ferroviaria della stazione di Foggia, che lo hanno sorpreso insieme ad altre due persone proprio nei locali dello scalo ferroviario del capoluogo dauno. L’arresto è avvenuto sabato scorso nella stazione di Foggia ma solo ieri è stata diffusa la notizia. Gli agenti della Polfer erano intenti a controlli di rito. Quando hanno chiesto i documenti, si sono resi subito conto che qualcosa non andava.
Demiriov era ricercato dal 6 luglio scorso, sulla base di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere del Gip Rita Pasqualini, emessa su richiesta del sostituto Lidia Giorgio, al termine delle indagini condotte dai carabinieri. I militari hanno accertato che sarebbe stato proprio Demiriov ad organizzare l’omicidio dei due connazionali. L’uomo è stato trovato dalla Polizia Ferroviaria in compagnia di un connazionale e di un italiano ed era in procinto di lasciare la provincia per far perdere le sue tracce.
Il tragico fatto di sangue ha destato molta sensazione data la ferocia con cui è stato portato a compimento. Parziale testimone dell’accaduto il terzo componente della famiglia, un giovane di 20 anni, scampato al massacro soltanto perché non era presente mentre gli aggressori portavano a compimento il loro sanguinoso raid. Il movente potrebbe essere legato a vecchi crediti vantati dagli assassini nei confronti delle vittime. Gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’accaduto grazie alle sommarie dichiarazioni del superstite che ha raccontato di non essere stato presente al duplice omicidio, in quanto in quel momento si era allontanato dall’abitazione per attingere acqua ad una fontana posta alla periferia del paese.
Al ritorno la macabra scoperta: la sorella e il padre erano rimasti vittima di una vera e propria esecuzione, perpetrata con violenza bestiale. I due erano stati prima selvaggiamente percossi con calci e pugni, e quindi finiti spietatamente a colpi di bastone. Alla giovane diciottenne è stato fracassato il cranio, mentre sul padre, di 45 anni, gli omicidi si sono accaniti sfigurandogli il viso e facendogli saltare alcuni denti. Il cadavere è stato quindi gettato in un pozzo artesiano vicino, e ulteriormente colpito con un grosso tufo.
Forse sono state però proprio le rivelazioni del giovane a dare agli inquirenti elementi utili per identificare gli assassini. Di certo c’è che la vittima non si trovava per la prima volta a San Ferdinando, anche se in questa occasione vi era solo di passaggio. E che conosceva gli aggressori. Probabilmente doveva loro delle somme di danaro. Demiriov non dovrebbe aver agito da solo, ma con la collaborazione di almeno un paio di complici, che vengono attivamente ricercati.

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