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Mare nostrum mare sporcum

16 luglio 2010

Goletta Verde bacchetta la provincia di Foggia. Tre delle quattro maggiori criticità lungo le coste daune. Fortemente inquinati il Fortore, il Candelaro, il Carapelle.

La situazione ambientale della Capitanata – ovvero di una delle province meridionale che nel suo equilibrio ecologico e nella sua economia turistica trova i fattori di sviluppo più significativi – volge al peggio. Se ne era avuto sentore già con la progressiva rarefazione delle Bandiere Blu conferite alle località rivierasche per la qualità ambientale. Anno dopo anno, all’appello ne è rimasta una sola, Rodi Garganico.
Notizie tutt’altro che rassicuranti giungono adesso anche didatti di di Goletta verde, l’imbarcazione di Legambiente che ha analizzato gli 865 chilometri di costa pugliese. I biologi dell’organizzazione ambientalista hanno rilevato lungo le coste pugliesi undici criticità, tre delle quali riguardano la provincia di Foggia, tutte classificate al livello più alto di rischio ambientale.
Il mare della Capitanata guida dunque la classifica del più inquinato tra quelli pugliesi, aggiungendo un altro poco invidiabile record ai tanti altri che la provincia di Foggia è già costretta a sopportare.
Stefano Ciafani, responsabile scientifico dell’associazione ambientalista, non ha dubbi: in Puglia c’è un autentico stato di allerta per le foci di fiumi e corsi d’acqua minori, provocato dalli scarichi illegali e dai canali a valle di alcuni depuratori.
Le foci risultate fortemente inquinate a seguito delle indagini compiute dai biologi i Goletta Verde sono quattro, tre delle quali ubicate in provincia di Foggia, così elencate da Ciafani: Candelaro, Fortore, Canale Reale e del torrente che sfocia nel comune di Zapponeta.
Canale Reale è la sola foce che non sbocca a mare in provincia di Foggia (si trova a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi) mentre il torrente che sfocia nel territorio di Zapponeta, non meglio identificato, è verosimilmente il Carapelle, che sfocia a mare nei pressi del villaggio di Foggia Mare.
L’inquinamento del Fortore desta particolare preoccupazione, perché la foce segna praticamente l’inizio del Parco Nazionale del Gargano. Come ha spiegato il responsabile scientifico dell’associazione ambientalista, c’è un filo rosso che collega praticamente tutte le criticità emerse dalle analisi di Goletta Verde: “Il principale indiziato del forte inquinamento microbiologico rilevato nella acque marine pugliesi – ha sostenuto Ciafani – è il deficit del sistema depurativo. Nonostante la Regione Puglia abbia previsto interventi di ammodernamento del sistema depurativo, ancora non è stato risolto il problema degli scarichi a mare, né quello degli scarichi illegali’. Inoltre, permangono ancora aree in cui il servizio di depurazione non copre la totalità dei cittadini”. La situazione è paradossale, in quanto la responsabilità di questa situazione non è dei comuni costieri ma molto spesso di quelli interni, che scaricano i liquami nei torrenti senza un’adeguata depurazione. Ciafani è stato netto, a riguardo: “Molti Comuni dell’entroterra – ha concluso – non si impegnano per affrontare il problema, rischiando di compromettere la qualità delle acque dei Comuni costieri.”
Si tratta comunque di dati che non giungono inattesi. La denuncia di Goletta Verde fa eco ad altre prese di posizione, che sono rimaste purtroppo inascoltate. Qualche mese fa, proprio da Manfredonia e proprio dalla sezione cittadina di Lega Ambiente partì un durissimo allarme, che non suscitò la necessaria attenzione. la presa di posizione venne determinata anche in quella occasione dai dati di Goletta Verde che evidenziò alla foce del Candelaro una concentrazione di coliformi fecali e streptococchi fecali maggiore di 500 ufc per 100ml e di escherichia coli maggiore di 1000 ufc per 100ml, mentre i limiti devono essere al di sotto di 100 ufc per 100ml. “Il Candelaro è la la cloaca a cielo aperto della provincia di Foggia”, sostenne Vincenzo Renato, presidente della sezione sipontina di Legambiente, che alla luce di quei valori chiese addirittura che venisse imposto il divieto di sulle spiagge sipontine.
Arturo Desio

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  1. Matteo permalink
    16 luglio 2010 20:49

    Oggi 16/07/10 a Marina di Lesina (FG) in mare c’erano delle chiazze oleose che nn ho saputo spiegarmi, per più di 500 metri poi nnn sn andato oltre. Ci sarebbe bisogno di un’altro sopraluogo per vedere se è colpa della nave Eden affondata che rilascia grandi quantità di petrolio.

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