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Storie di ordinarie molestie / La picchia, la minaccia: ma è per amore

16 luglio 2010

Sempre più episodi di stalking in Capitanata, l’ultimo da Cerignola

Per essere una nuova fattispecie di reato mancano ancora dati precisi sull’incidenza dello stalking nel pianeta criminale in provincia di Foggia (perché, attenzione, sempre di crimine si tratta), ma un fatto è certo: sempre più spesso episodi di violenza e di molestie nei confronti dell’altro sesso vanno ad arricchire la pagine dei giornali riservate alla cronaca nera.
L’ultimo episodio arriva da Cerignola, ed è quasi da manuale: racconta un film già visto altre volte, così diffuso, così radicato da lasciare intendere che si tratta di un fenomeno di proporzioni assai vaste, rispetto al quale i casi che finiscono sui giornali rappresentano la parte emersa e visibile di un iceberg ben più profondo.
L’inizio della storia racconta di una relazione sentimentale come tante altre. Due giovani, entrambi di Cerignola, che si conoscono e che scoprono di stare tanto bene insieme da poter affrontare un’oggettiva difficoltà del loro rapporto. Lei lavora al Nord, come infermiera, e non possono dunque vedersi come e quanto vorrebbero.
Ogni occasione era buona però per mettersi in treno ed incontrarsi, almeno un paio di volte al mese. O era il giovane ad andare a trovare la fidanzata, o lei che rientrava nei week end a Cerignola. In quei momenti trascorsi insieme il rapporto era idilliaco, il brutto cominciava quando la ragazza faceva ritorno al lavoro.Il ragazzo manifestava i sintomi di una crescente, intollerabile gelosia, pretendendo dalla ragazza che si recasse da sola al lavoro, che non indossasse gonne, che gli comunicasse minuto dopo minuto dove stava e con chi, soprattutto nel tempo libero.
Giorno dopo giorno l’amore si era trasformato in una gabbia opprimente. La giovane donna aveva così deciso di troncare la relazione e l’aveva detto chiaro e tondo al suo ragazzo. Ma non c’era stato niente da fare. Il ragazzo aveva risposto che senza lei non poteva stare, aveva minacciato di suicidarsi, di fare del male alla mamma del ragazza, la cui vita si era trasformata ormai in un autentico incubo.
Il copione prosegue secondo manuale: il responsabile di stalking non desiste mai dal suo proposito, prigioniero della gelosia e dell’istinto di sopraffazione perseguita la sua vittima con sempre maggior virulenza, fino al punto di non ritorno.
Il punto di non ritorno è stato raggiunto una ventina di giorni fa quando il ragazzo ha affrontato la sua compagna in occasione del suo ultimo ritorno a Cerignola. Per non incontrarlo, la ragazza era uscita con un’amica, cui aveva mostrato l’incredibile pressing cui era sottoposta dal giovane: 150 sms in soli due giorni. Poi, l’inevitabile epilogo. Il molestatore ha atteso che la ragazza tornasse dalla passeggiata con l’amica nella sua abitazione. Non appena lei è entrata, è immediatamente passato alle vie di fatto, aggredendo la donna con calci e pugni (medicata al pronto soccorso dell’ospedale Tatarella, è stata giudicata guaribile in sette giorni), e quindi sottraendole la borsetta ed il cellulare alla ricerca dei presunti indizi di un tradimento mai commesso.
La misura era ormai colma. Alla vittima non è rimasto altro da fare che sporgere denuncia ai carabinieri della compagnia, raccontando i diversi episodi che l’avevano vista vittima di minacce, persecuzioni e violenze. I militari hanno così rintracciato il ragazzo, recuperando la borsetta ed il cellulare, e ammonendolo a non dare più fastidio alla sua ex ragazza. La cosa sembrava finita lì, e chissà che il giovane non si fosse veramente convinto a lasciare in pace la povera ragazza, la cui denuncia era però partito, e stava facendo il suo corso.
La “pratica” non ci ha messo molto tempo a giungere sul tavolo del pubblico ministero Paola De Martino, che anche alla luce del rapporto dei Carabinieri che avevano constato la veridicità del racconto della vittime delle moleste, ha chiesto ed ottenuto al Gip, Salvatore Casillo, l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del focoso e violento innamorato, che  dovrà adesso rispondere di stalking.
Quando i carabinieri si sono presentati a casa sua per ammanettarlo, il giovane ha manifestato stupore e sdegno: riteneva infatti di aver agito com’è giusto debba agire un innamorato. Lo stalking è un reato che affonda le sue radici in una certa sottocultura.
Walter De Simone

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