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I retroscena del ritorno del re del grano ai vertici del Foggia / La vittoria di Casillo, la sconfitta degli edili

19 luglio 2010

La città ha ritrovato il sorriso e l’entusiasmo che da tempo le mancavano.

Lo giuriamo. Non cadremo nella tentazione della dietrologia. Ma il gran ritorno di Pasquale Casillo alla guida del Foggia, e con una equipe speculare a quella che propiziò il miracolo di Zemanlandia, non è fatto che possa ridursi soltanto all’aspetto sportivo.
Partiamo da una considerazione, che è sfuggita ai più: grazie al rientro di Casillo, per la prima volta dopo molti mesi, Foggia è tornata sulle prime pagine dei giornali e nei titoli dei telegiornali per qualcosa di positivo, e non per eventi drammatici. La ricomposizione del cream team che fece grande la squadra rossonera ha strappato un sorriso e qualcosa di più ai foggiani, da troppi mesi prostrati dalle cose che non funzionano in città: le strade sporche e rotte, il costo dei servizi pubblici che diventa sempre più alto, lo stato e la città sociale ormai ridotti ai minimi termini.
Sognare non costa niente, soprattutto quando la vita quotidiana è grigia che più grigia non si può. Ben venga dunque questo ritrovato entusiasmo attorno a Pasquale Casillo: saranno il tempo e il comportamento del Foggia a dire se il Foggia tornerà agli antichi fasti. Per il momento godiamoci questa nostalgia del passato che è improvvisamente diventata una concreta possibilità di futuro.
Altro aspetto sfuggito ai più è che significhi il ritorno di don Pasquale a Foggia, e più precisamente se sia dettato soltanto dalle motivazioni calcistiche e calciofile, oppure se come successe nell’era di Zemanlandia, vi saranno risvolti anche dal punto di vista economico e politico.
Durante la “prima” era Casillo si consumarono due fenomeni: l’ascesa sportiva fu accompagnata da un’ascesa politica che portò il re del grano alla presidenza dell’Associazione Provinciale degli Industriali, fino ad allora egemonizzata dagli edili.
Per la verità, dubitiamo che don Pasquale – che comunque ha da qualche mese ripreso talune attività imprenditoriali nel territorio foggiano – sia animato da propositi che vanno oltre l’aspetto puramente sportivo. In questa scelta devono aver giocato un ruolo non secondario i sentimenti, la nostalgia. Chi c’era la sera dello scorso mese di dicembre quando nell’ambito del festival del Cinema Indipendente è stato presentato il film Zemanlandia, ha visto Casillo e Zeman commossi fino alle lacrime di fronte al trionfo loro tributato dai tifosi rossoneri che avevano trasformato l’antica sala cinematografica di viale XXIV Maggio in una gradinata dello Zaccheria.
Ma in questa vicenda così ricca di corsi e ricorsi, c’è un aspetto che vale la pena mettere in luce. Senza l’intervento di Casillo il Foggia sarebbe stato condannato ad un destino dimesso. Casillo ha salvato il Foggia, e su questo non ci piove.
Il salvataggio era stato tentato anche da una componente sociale, politica ed economica che in questi momento detiene in città un potere (anche politico) senza precedenti, e ci riferiamo agli edili, e cioè proprio a quella componente del mondo imprenditoriale provinciale che fu sconfitta all’epoca della scalata del re del grano alla presidenza dell’Assindustria.
Rispetto ad allora, il potere degli imprenditori del mattone è assai più pesante, praticamente assoluto. Non era mai successo (ma questo è un altro discorso, che non mancheremo di riprendere nei prossimi giorni) che imprenditori edili con un presente o un passato nella maggiore associazione di categoria dell’economia dauna, esprimessero contemporaneamente la presidenza della Camera di Commercio (Eliseo Zanasi), dell’Assindustria (Pino Di Carlo) e il sindaco di Foggia (Gianni Mongelli). Non è un caso che sia Zanasi che Mongelli, prima della discesa in campo di Casillo, abbiamo cercato di smuovere le acque per salvare il Foggia. C’è chi dice che alla base di questo tentativo ci sia stato anche il timore delle conseguenze economiche e politiche che potrebbero essere implicate dalla era Casillo 2. Ma il magrissimo esito della colletta promossa tra gli industriali di Capitanata e tra i loro colleghi edili certifica una brutta sconfitta per gli edili.
Pasquale Casillo torna dunque al timone del sodalizio rossonero in un momento di crisi senza precedenti della città, che sta scontando, assieme alle conseguenze della crisi economica internazionale, anche l’insostenibile peso del quasi dissesto finanziario che incombe sul Comune di Foggia. Ha restituito il sorriso e l’entusiasmo ad una città che li aveva perduti. Chissà che tutto questo non rappresenti l’inizio di una nuova pagina anche per la storia della città, come, per molti versi, successe durante la prima “era Casillo”.
Arturo Desio

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2 commenti leave one →
  1. mario permalink
    19 luglio 2010 22:44

    la rovina di FOGGIA,sono stati ,sono i COSTRUTTORI di FOGGIA !!! fanno palazzi ovunque senza regole, una casa costa piu”di parma, si e”costruito sulle fosse granaie,sul teatro giordano,vicino masseria pantano, ect…. VERGOGNATEVI AVETE SOLDI ,MA SIETE SENZA CULTURA PALAZZINARI,andate in salento,vedete e prendete esempio.. vi dovreste vergognare di avere nella vostra citta”FOGGIANI che vivono nelle baracche,container, mentre voi fate solo palazzi da vendere a gente benestante !!!fate PENA !!! W CASILLO … assindustria ridicoli

  2. vincenzo permalink
    19 luglio 2010 22:49

    bentornato don pasquale casillo, FOGGIA ti sostiene .. mentre vorrei dire ,dato che in 20 anni a foggia non sono stati capaci di dare case alle famiglie piu”povere, dato che le case sono care,dato che non c e stato sviluppo a foggia, il MATTONE ,che benefici a portato???solo per i soliti noti??zanasi,russo,zammar.ect….mentre il popolo MUORE DI FAME !!!VERGOGNA

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