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Crisi finanziaria del Comune: ormai siamo alla frutta

30 luglio 2010

Siamo forse all’ultimo atto, il più pesante, perché definitivo della gravissima crisi finanziaria che sta letteralmente sconvolgendo il Comune di Foggia. Poche ore dopo che si è diffusa la notizia dell’avvio della procedura di messa in liquidazione dell’Amica, l’ex municipalizzata che si occupa dell’igiene e della pulizia dell’abitato, un’altra pesantissima tegola si è abbattuta su Palazzo di Città.
La Corti dei Conti si è infatti pronunciata ieri sull’audizione in cui il 7 luglio scorso, aveva sentito il sindaco del capoluogo dauno, Gianni Mongelli che in quella circostanza aveva consegnato ai magistrati contabili di Bari i documenti relativi alla manovra di risanamento delle casse comunali, che registrano debiti che superano i 247 milioni di euro.
È questo il “rosso” messo in evidenza e riconosciuto dal consiglio comunale, che lo ha iscritto al bilancio. La sezione regionale pugliese della Corte dei Conti si è pronunciata attraverso un atto formale: una corposa delibera di una ventina di pagine sul cui contenuto viene mantenuto il più stretto riserbo nei corridoio comunali.  Secondo alcune indiscrezioni, tuttavia, la delibera della magistratura contabile “demanderebbe” al consiglio comunale la scelta di dichiarare il dissesto finanziario visto che, nonostante l’intensa attività dell’amministrazione comunale, la situazione pare si sia notevolmente aggravata.
Il termine “demandare” è in realtà un vero e proprio  invito formale che trarrebbe origine dalle diverse eccezioni sollevate già in occasione del rendiconto 2008, e non sanate dall’amministrazione.
La legge prevede che a dichiarare il dissesto finanziario possa essere soltanto il consiglio comunale: l’invito rivolto dalla magistratura contabile ai consiglieri comunali del capoluogo dauno, va letto anche come un invito all’autotutela, in quanto qualora (com’è comunque giuridicamente possibile) il consiglio dovesse decidere di non ottemperare alla prescrizione della Corte dei Conti, i singoli componenti del consesso andrebbero ad assumersi pesanti responsabilità individuali.
Sta di fatto che il sindaco Mongelli ha convocato per oggi una conferenza stampa. Nessuno si sbilancia in previsioni o indiscrezioni, nei corridoio di Palazzo di Città. Il solo commento che siamo riusciti a strappare è che la delibera dei magistrati contabili è assai più pesante del previsto.
È evidente che la sezione regionale della corte dei conti dev’essersi convinta della impossibilità per l’amministrazione di far fronte alla situazione finanziaria con gli strumenti ordinari previsti. La dichiarazione di dissesto finanziaria per un ente locale equivale al fallimento di un’impresa privata, ma con la sostanziale differenza che l’ente non viene messo in liquidazione. Il sindaco, la giunta ed il consiglio comunale restano in carica, mentre l’intera massa debitoria viene affidata ad una commissione appositamente costituita, che ha la funzione di provvedere alla liquidazione dei debiti. Il tutto nella giornata in cui, come si è detto su Palazzo di Città si era abbattuta la tegola dell’avvio della procedura di liquidazione dell’Amica. Siamo veramente alla frutta.

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