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Una lettera aperta di Bovinesi Doc / I cittadini al Sindaco: intervenire comunque sul caso amianto

30 luglio 2010

Non cessa la mobilitazione popolare a Bovino, per cercare di venire a capo della cospicua e sinistra presenza di amianto, che si registra in decine di comignoli posti sui bei tetti della città d’arte subappenninica. I Bovinesi Doc, l’utente collettivo di Facebook che con particolare interesse sta seguendo la vicenda, ha promosso sul popolarissimo sito di social networking un evento virtuale, in cui invia al sindaco di Bovino, Michele Dedda, una lettera aperta. L’iniziativa trae origine proprio dall’intervista al primo cittadino di Bovino, pubblicata qualche giorno fa dal nostro giornale.
“Noi di Bovinesi Doc, – esordisce la missiva –  le scriviamo la seguente lettera, dopo che abbiamo letto le sue dichiarazioni, rilasciate al Quotidiano di Foggia, giornale uscito il 24 luglio 2010. Come lei ben sa, qui a Bovino, uno dei borghi più belli d’Italia, esistono diversi tetti, diversi comignoli, diversi depositi di acqua di privati, e altri materiali in amianto. Questo amianto uccide, uccide senza pietà per nessuno. Detto questo, pensiamo che la cosa, sia molto, ma molto grave, e per questa gravità, chi può fare qualcosa, a volte, anche se non gli compete, se tiene alla vita, e semplicemente alla sua vita, deve farlo.”
Nelle risposte alla nostra intervista, il sindaco aveva fatto presente come l’amianto riguardi manufatti di proprietà privata, mentre l’istituzione competente ad accertare la presenza della sostanza tossica è l’amianto. Il Comune non ha diretta competenze in materia, ma resta comunque l’istituzione per sua natura più vicina ai cittadini, ed è per questo che i firmatari della lettera aperta incalzano: “A noi (Bovinesi Doc), non compete assolutamente nulla, però poiché ci teniamo alla nostra vita e a quella dei nostri figli, stiamo cercando in qualche modo di mettere ben in evidenza il problema, dov’è presente, e cercando insieme alle persone di buona volontà, di risolverlo.”
La lettera adombra quindi una situazione veramente inquietante, un interrogativo cui le autorità sanitarie dovrebbero dare risposta: “Lei, caro Sindaco, ben sa che nella nostra cittadina, ogni anno muoiono diverse persone di tumore: sicuramente tra queste morti, diverse di esse hanno avuto origine per colpa dell’amianto presente a Bovino. Queste parole non sono fantasie letterali, o voglia di divertirsi sul web, sono solo manifestazioni di vive preoccupazioni di chi, ci tiene alla vita, la propria e quella dei propri cari, dei propri figli, perché la vita va difesa, e maggiormente se si è dei buon cristiani. Lei e la sua giunta, sfilate sempre dietro le processioni cittadine, quindi, ciò ci induce a pensare che lei Sindaco Dedda e i suoi colleghi siete cristiani cattolici, quindi in quanto tali, testimoni di Cristo, che si è sacrificato per la vita di tutti noi, quindi dovete difendere la vita.”
“Leggendo le sue risposte sul Quotidiano di Foggia – si legge ancora nella lettera aperta – abbiamo notato che quasi quasi ha cercato di fare a “scarica barile”, come si suol dire, su chi debba e deve intervenire per l’amianto. A Bovino. Ci sembra che del problema amianto, se ne sia lavato le mani, e certamente come primo cittadino, non è stato di grande aiuto per i suoi cittadini, sia per quelli che lo hanno votato e sia per quelli che non hanno mai avuto fiducia in lei.”
Gli autori della lettera aperta danno quindi notizia di numerose mail giunte presso la redazione di Bovinesi Doc i cui autori sollevano nuovi e numerosi interrogativi, proprio a seguito delle affermazioni rese dal sindaco Dedda al nostro giornale. Il prosieguo della lettera aperta elenca tutte queste domande, che da parte nostra giriamo al sindaco: “è vero che l’amianto dai luoghi pubblici, dai palazzi e dagli immobili pubblici, è stato tolto, ma da quali palazzi, quando e dove? Se è stato davvero tolto, dov’è stato portato? Com’è stato smaltito? Molti affermano che nessuna struttura pubblica del comune, abbia mai avuto amianto in grosse quantità, forse solo qualche comignolo presente su palazzo Cera, sull’ex liceo classico, sul palazzo degli uffici statali e sulle case IACP del centro storico ristrutturate una decina di anni fa.” In effetti, nell’intervista il sindaco aveva espressamente parlato di una modesta quantità di amianto presente negli immobili comunali.
Ai cittadini preme molto la questione direttamente connessa alla rimozione dell’amianto: le strategie di stoccaggio e di messa in sicurezza dei siti a ciò preposti. La lettera continua ponendo altri interrogativi: “la discarica di amianto a cielo aperto, in località Impisi, quando è nata? Chi e come mai ha scaricato tanti comignoli proprio li? Saranno forse proprio tutti i comignoli tolti dai tetti degli immobili di proprietà del comune? Ma detta discarica a cielo aperto, è in un luogo accessibile al pubblico? Rappresenta un pericolo pubblico? Molti pensano proprio di sì. Molti si chiedono come mai il comune stampi dei manifesti, su cui c’è scritto che invita i cittadini a togliere le erbacce dai muri e a biancheggiarli, per una questione di decoro e igiene urbana, e poi non riesce a scriverne qualcuno in più, per informare il popolo della presenza amianto sul territorio, sul pericolo di questa sostanza, su norme, modi e comportamenti da adottare, quando si ha a che fare con detto veleno? Stampare dieci manifesti, è molto oneroso per il comune? Individuare un luogo coperto, dove appoggiare eventuali materiali in amianto, è davvero un grosso problema per il comune? E’ davvero un grosso problema per il comune, dire ai cittadini dove poter appoggiare temporaneamente l’amianto privato, in caso di ristrutturazioni private? E’ davvero un grosso problema per il comune, individuare una zona nel territorio di Bovino, dove poter scaricare materiale edilizio che non sia l’amianto? Se il comune non dà risposte su quanto esposto sopra, non è anche quasi normale che il cittadino smaltisca erroneamente tali rifiuti?”
Infine, la lettera aperta affronta la questione (che è comunque centrale del ruolo dell’Asl, organismo istituzionalmente preposto al monitoraggio dell’amianto: “è vero, alla salute pubblica, ci deve pensare l’Asl. Ma l’Asl, sa della presenza amianto sul territorio bovinese? Se sa e non interviene, costa tanto al comune, scrivere una lettera all’Asl, per sollecitarla ad intervenire? È vero che i comuni non hanno grosse risorse finanziarie, ma pensare a un luogo chiuso dove appoggiare l’amianto, scrivere qualche lettera all’Asl, stampare una decina di manifesti informativi, sulle procedure e comportamenti da osservare per affrontare il rischio amianto, costa davvero così tanto?”

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  1. Bovinesi doc permalink
    31 luglio 2010 01:33

    UN GRAZIE AL QUOTIDIANO DI FOGGIA PER LE VOSTRE ATTENZIONI, DA PARTE DI TANTI CITTADINI CHE CI HANNO SCRITTO E CONTINUANO A SCRIVERCI.
    ADESSO, SPERIAMO CHE IL SINDACO DI BOVINO O CHI PER LUI, O CHI DI DOVERE, FACCIA QUALCOSA PER ELIMINARE DEFINITIVAMENTE L’AMIANTO DAL PAESE.
    INTANTO, LA PICCOLA DISCARICA A CIELO APERTO, QUELLA DEI COMIGNOLI, è STATA SMANTELLATA, SPERIAMO CHE QUESTA BUONA AZIONE, SIA LA PRIMA DI UN SERIO IMPEGNO NELLA RIMOZIONE DELL’AMIANTO DA BOVINO, UNO DEI BORGHI PIU’ BELLI D’ITALIA, NEL VERO SENSO DELLA PAROLA. SALUTI.

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