Skip to content

Il calvario di Michele Panella

4 agosto 2010

Il dipendente di Tributi Italia sempre in protesta davanti al comune di Rodi Garganico. Si spera in Sant’Antonio

“Ho visto autorevoli esponenti dell’Aia salire al Comune di Rodi Garganico. Ho la sensazione che la mia protesta sia destinata a restare senza risposta. Che il contratto al mio concittadino verrà rinnovato, e che resterà senza lavoro.” È disperato, Michele Panella, dipendente di Tributi Italia attualmente in cassa integrazione guadagni straordinaria. Ormai veleggia verso i duecento giorni di protesta pacifica davanti ai cancelli del Comune di Rodi Garganico. Da quasi un anno (nel calcolo dei giorni non sono ovviamente inclusi i festivi) si presenta regolarmente all’ingresso della casa municipale, un cartello al collo che sinteticamente illustra il suo dramma.

Michele lavorava con la Tributi Italia, la società di riscossione che svolgeva il servizio di riscossione di tributi minori e di affissione per conto di diverse amministrazioni comunali del foggiano. Ma l’azienda è stata estromessa dall’albo delle società di riscossione dopo che il Ministero delle Finanze ha accertato gravi irregolarità nella gestione dei servizi stessi, e in particolare, del versamento di quanto dovuto alle amministrazioni comunali che gli avevano assegnato l’appalto.

A questo punto, le amministrazioni comunali interessate sono state costrette a stipulare nuovi contratti. Diverse amministrazioni comunali, nel rifare l’appalto, hanno espressamente previsto la clausola della salvaguardia della continuità del posto di lavoro per i dipendenti della Tributi Italia, ma non così il Comune di Rodi, che ha aggiudicato il servizio all’Aipa. La nuova appaltatrice ha così preferito assumere, con contratto di lavoro a tempo indeterminato, un giovane del luogo, e non Michele Panella, che è così finito in cassa integrazione.

“Percepisco 770 euro al mese, prima quando lavoravo, prendevo 1250 euro con la tredicesima e la quattordicesima – si sfoga – . All’età di 48 anni mi hanno tolto tutto, hanno calpestato 20 anni della mia attività lavorativa.”

C’è da dire che la Cig straordinaria è stata concessa dal Ministero proprio per dare modo ai lavoratori di Tributi Italia di essere ricollocati nelle aziende che si sarebbero aggiudicati i servizi lasciati vacanti dalla società cancellata dall’albo. Ma nel caso di Panella questa clausola non è scattata, innescando un “caso” che prima ancora di essere sindacale è umano. Che cosa succederà al termine della cassa integrazione, soprattutto nel caso in cui il consiglio di Stato dovesse confermare la soppressione di Tributi Italia? Difficile pensare ad ipotesi diverse dalla messa in mobilità, a meno che qualcuno non riesca a dare a Panella il posto di lavoro perduto.

Michele ha scritto a mezzo mondo per far valere le sue ragioni. Al momento, quelli che hanno seguito il suo caso con maggior attenzione sono il Prefetto di Foggia, Antonio Nunziante, ed il vicepresidente della Camera, il deputato manfredoniano Antonio Leone. Non resta che sperare in Sant’Antonio.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: