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Il 9 settembre il consiglio comunale sulla crisi finanziaria: Piemontese invita al dialogo

27 agosto 2010

La Conferenza dei capigruppo consiliari di Palazzo di Città ha deciso di convocare per giovedì 9 settembre il Consiglio comunale (ore 10.00) per discutere i contenuti del pronunciamento della Corte dei Conti sul conto consuntivo 2008 e le proposte dell’Amministrazione comunale per affrontare e superare la crisi finanziaria a Palazzo di Città.

In attesa della decisiva seduta consiliare, il presidente del consiglio comunale, Raffaele Piemontese, getta acqua sul fuoco delle polemiche, cerca di costruire un ponte con le opposizione alla vigilia di una delle sedute consiliari forse più drammatiche nella storia amministrativa del capoluogo dauno.

L’assise municipale dovrà pronunciarsi sull’accoglimento o meno dell’invito giunto dalla sezione regionale pugliese della Corte dei Conti che chiede al consiglio di dichiarare il dissesto finanziario, ritenendo che l’amministrazione non sia in grado né di pagare i propri debiti, né di fornire ai cittadini i servizi essenziali.

“Ciò che lo spettro del dissesto finanziario ci impone di ingaggiare, innanzitutto con noi stessi, è una sfida culturale ancor prima che politica, fondata sulla nostra capacità di guardare con lungimiranza al futuro e di non lasciarsi prendere dallo sgomento che la situazione attuale può indurre”. Questo è quanto Piemontese scrive in una lettera aperta indirizzata ai componenti dell’Assise cittadina, lettera che il presidente del consiglio intende condividere anche con la città, e perciò affida anche alla stampa, “perché le attuali difficoltà potranno essere meglio affrontate e più adeguatamente superate solo attivando un confronto aperto, trasparente e leale con i cittadini”.

“L’emergenza finanziaria e operativa che l’Amministrazione comunale è chiamata ad affrontare necessita, a parere della Corte dei Conti, di misure connotate da maggiore vigore e migliore efficacia rispetto a quelle opportunamente e responsabilmente realizzate dall’Amministrazione guidata da Gianni Mongelli”, scrive Piemontese, il quale argina ogni tentativo di “indagare e assegnare responsabilità individuali e personali, giacché questo è il compito di altri organismi ed altre istituzioni verso le quali nutriamo grande rispetto e nelle quali riponiamo massima fiducia”.

A raccogliere la sfida culturale ipotizzata dal presidente del Consiglio comunale saranno “le forze vive e vitali dell’istituzione comunale, sempre che siano in grado di evitare le sterili divisioni partitiche e politiche da cui deriverebbero esclusivamente ulteriori complicazioni al già difficile contesto economico e sociale”. Di qui l’appello “a tutti i gruppi consiliari, affinché dismettano qualsiasi forma di ostilità, il cui unico effetto sarebbe quello di rendere più farraginosa l’attuazione della strategia di contenimento e superamento degli effetti del dissesto ereditato e di fiaccare la già provata resistenza dei cittadini”.

Per uscire dall’emergenza, “il Consiglio comunale, unitamente alle forze politiche e sociali, è chiamato a tracciare una programmazione fondata sulla massima responsabilità dell’agire amministrativo, sulla valutazione accorta e lungimirante degli effetti sociali, economici e finanziari che promanano dalle scelte di governo”; così come “è chiamato ad individuare e percorrere i sentieri dell’innovazione, anche radicale e di netta cesura rispetto al passato, quando questa determina la costruzione di relazioni più trasparenti e finanziariamente sostenibili con il mondo economico o migliora la qualità delle relazioni con la struttura tecnica esaltando l’applicazione piena dei principi di legittimità, coerenza ed efficienza amministrativa”.

Ciò che il presidente dell’Assise auspica è l’individuazione di “strumenti nuovi” da utilizzare per rendere produttivi e costruttivi “la dialettica politica e il dialogo istituzionale”. “Colgo nella richiesta della convocazione urgente e straordinaria del Consiglio comunale ad opera dei gruppi di minoranza – continua Raffaele Piemontese – la volontà di riportare correttamente nell’alveo istituzionale un confronto ed un dibattito finora esercitati ed alimentati mediaticamente”; ma “sarebbe un errore affrettare il dibattito il cui esito non potrebbe essere altro che una pur utile rassegna delle difficoltà e una men che utile discussione sulle cause, vicine e lontane, delle difficoltà stesse. Se non condividiamo questa premessa e continuiamo ad applicare l’improduttiva logica delle accuse reciproche, rischiamo di vanificare gli sforzi che sarà comunque necessario compiere e che in parte si stanno già compiendo”.

“E’ mio fermo convincimento che il Consiglio comunale sia convocato e si impegni nella discussione della proposta amministrativa che il sindaco ha responsabilmente annunciato di volere elaborare e discutere nell’Aula consiliare – conclude il presidente dell’Assise – Se così fosse, avremmo finalmente l’opportunità di confrontarci sul futuro della nostra città e non di impegnarci nella partigiana difesa di ciò che, a vario titolo e in varia misura, non è più difendibile”.

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