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Dissesto o non dissesto? Banco di prova per la discontinuità.

28 agosto 2010

Non sono più possibili le soluzioni che accontentano capra e cavoli, e producono pasticci. È l’ora delle scelte difficili, e della responsabilità.

Se la vicenda degli asili nido è un banco di prova delle strategie anticrisi che l’amministrazione comunale sta studiando per scongiurare la dichiarazione di dissesto finanziario espressamente richiesta dalla Corte dei Conti pugliese, non c’è davvero di che rallegrarsi.

Perché al di là di ogni considerazione di merito sul nuovo metodo di erogazione dei contributi (direttamente alle famiglie e non più ai gestori) e di calcolo della rete (parametrica non più al reddito familiare, ma all’ISEE) quel che è certo è che i conti non tornano. Come si può pretendere di erogare lo stesso servizio dello scorso anno (stesso standard di qualità e stesso numero di bambini accolti), riducendo del 60 per cento il capitolo di spesa che finanziava il servizio e dando vita ad un sistema di calcolo delle rete che – a detta dell’assessore – le riduce rispetto allo scorso anno?

La coperta era corta, d’accordo. Ma forse proprio per questo sarebbe stato necessario individuare soluzioni più condivise.

Confronto e condivisione: senza mettere in pratica queste due magiche paroline sarà veramente impossibile cavare il ragno fuori dal buco, perché di coperte troppo corte è punteggiato tutto il bilancio comunale. Non è il caso di gettare la croce addosso all’assessore Matteo Morlino, che si trovava di fronte ad un compito oggettivamente improbo. Ma il nocciolo del problema sta proprio qua: è veramente improba ogni impresa che, a Palazzo di Città, tenti di far quadrare i conti.

Abbiamo pubblicato ieri solo in parte la nota di Claudio Sottile e Francesco Paolo De Vito che in questa momento e per diverse ragioni rappresentano un po’ la coscienza critica della maggioranza. Entrambi conoscono bene ciò di cui parlano, avendo detenuto importanti incarichi assessorili in seno alle giunte guidate da Ciliberti. Entrambi sono vittime della “discontinuità” voluta e messa in atto da Gianni Mongelli. Entrambi hanno rotto con il Pd che bene o male è invece il simbolo della continuità tra le due esperienze amministrative, essendo stato l’azionista di maggioranza nell’una o nell’altra.

La nota dei due consiglieri comunali che hanno dato vita al gruppo consiliare “Moderati e Popolari” analizzata il problema degli asili nido, ma non solo. La parte finale era dedicata ad un’analisi, lucida ed approfondita, della scelta drammatica che il consiglio comunale sarà chiamato a prendere tra qualche giorno, quando dovrà decidere se accogliere l’invito della Corte dei Conti, e dichiarare il dissesto, oppure andare avanti. Andare avanti come si è fatto fino ad oggi, perfino con i correttivi già posti in essere dall’amministrazione Mongelli, non è più possibile: la Corte dei Conti lo ha detto chiaro e tondo.

Adesso occorre una discontinuità non soltanto politica, ma sostanziale ed è significativo che ad evocarla siano proprio due vittime della discontinuità come Sottile e De Vito. “È giunto il momento – dicono i due consiglieri nella lettera aperta inviata al primo cittadino – di dire chiaramente che sono necessari sacrifici e comportarsi di conseguenza, non si può più per quieto vivere cercare di rassicurare tutti, con il solo risultato di aver creato nuovamente false illusioni. Noi confidiamo che lei voglia veramente provare l’estremo tentativo di raddrizzare la rotta, ma temiamo che tra i suoi collaboratori e sostenitori alcuni non siano altrettanto in linea, difendendo le proprie rendite di posizione, ritenendo a torto che il proprio orticello debba rimanere inviolato.”

Entrando ancora di più nel merito della crisi finanziaria, i consiglieri di “Moderati e popolari” sostengono: “Sappiamo che sta cercando di elaborare una manovra correttiva che possa rispondere ai rilievi mossi dalla Corte dei Conti e che faccia evitare al Consiglio Comunale la dichiarazione di dissesto, e le confermiamo che siamo pronti a sostenere una manovra seria e rigorosa che eviti alla città le pesantissime conseguenze del dissesto, ma le ribadiamo che tale manovra dovrà essere accompagnata da comportamenti altrettanto seri e rigorosi da parte di coloro cha saranno chiamati a gestirla.”

“I consiglieri comunali chiamati a deliberare il mancato dissesto, con assunzione di responsabilità personali, – concludono Sottile e De Vito – non possono essere trattati alla stregua di utili idioti buoni solo ad alzare la mano in Consiglio Comunale, per essere successivamente relegati al ruolo di spettatori passivi. Sappiamo che ci vuole molto coraggio ad andare avanti, lei lo possiede e lo sta dimostrando, noi altrettanto: se qualcuno non si vuole prendere pienamente le proprie responsabilità nelle scelte amministrative allora non ci resta che lasciare che siano altri ( leggi commissari) a prenderle.”

È proprio questo il drammatico bivio di fronte al quale si trova l’amministrazione foggiana.

Geppe Inserra


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