Skip to content

Isolata nella sua casa salvata per un pelo

28 agosto 2010

Poteva essere un dramma della povertà e della solitudine

Poteva essere una tragedia, e invece quanto è accaduto ieri mattina a Foggia, nel cuore del centro antico, ci regala una vicenda a lieto fine, ma con una morale su cui riflettere. Un’anziana donna di 76 anni,  rimasta sola ed isolata nella propria abitazione, è stata tratta in salvo dal personale dei servizi sociali del Comune di Foggia, delle cooperative sociali convenzionate che si occupano dell’assistenza agli anziani e dai vigili del fuoco. A causa delle assolute condizioni di indigenza in cui viveva, e della salute malferma che le impediva di muoversi, era rimasta praticamente imprigionata nella sua misera casa.

Ad allertare i servizi sociali sono stati i vicini, che hanno notato che da tempo la signora non usciva di casa. Le assistenti sociali si sono immediatamente recate presso l’abitazione, hanno bussato senza che però la donna riuscisse ad aprire loro. A questo punto hanno chiamato i vigili del fuoco, che hanno forzato la serratura. Al personale dell’ufficio anziano dell’assessorato comunale alle politiche sociali si è presentato uno spettacolo raccapricciante: la povera donna viveva in una precaria situazione igienico-sanitaria, ma anche in pessime condizioni fisiche e psicologiche, che gli impedivano perfino di aprire la porta di casa.

Esclusa la possibilità di interventi di assistenza domiciliare, i funzionari comunali, in collaborazione con l’assessore ai servizi sociali, Pasquale Pellegrino, si sono attivati per far ricoverare la donna in una casa di risposo per anziani. A questo punto la sfortunata protagonista della vicenda ha ringraziato commossa, e contenta di quel provvidenziale intervento che le ha probabilmente salvato la vita.

Viene da rabbrividire a pensare che sarebbe successo se non ci fosse stata la segnalazione e l’immediato intervento del personale comunale, della cooperativa, dei vigili del fuoco. Quasi certamente staremmo a piangere una morte che poteva essere evitata, che per fortuna è stata evitata.

“L’esito positivo della vicenda ci rallegra –  ha detto Pasquale Pellegrino – ma abbiamo pensato di rendere pubblica questa vicenda per la grande partecipazione e solidarietà che è emersa dalla vicenda. Questo ci fa ben sperare per il futuro.” La morale, si diceva: il lieto fine della vicenda dimostra che, bene o male, i meccanismi della solidarietà funzionano ancora nel capoluogo dauno, ed anche i servizi sociali. Ma quanti altri casi come questi esistono? E che rischio corre la città, nel momento in cui proprio sui servizi pubblici e sociali incombe lo spettro del dissesto finanziario dell’amministrazione comunale?

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: